La bellezza delle parole a Cesena

Si svolgerà dall’11 al 14 maggio a Cesena La bellezza delle parole, percorso tra poesia e musica, cinema e storia, con conferenze, reading, incontri con gli autori.
Il festival sarà dedicato agli incroci e alle contaminazioni che i libri sanno creare con sapienza e acutezza.
Questo il programma:

GIOVEDI’ 11 MAGGIO
Chiostro di San Francesco, ore 21.00 – Antonio Manzini: Giallo su blu

VENERDI’ 12 MAGGIO
Chiostro di San Francesco, ore 18.00 – Laura Pariani: “Per me si va nella grotta oscura”. Spettacolo per voce narrante e gruppo Le Malecorde
Chiostro Di San Francesco, ore 21.00 – Davide Enia: Appunti Per Un Naufragio

SABATO 13 MAGGIO
Palazzo del Ridotto, ore 10.00 – Il Capitolo Mancante. Le Scuole Medie incontrano Fabio Geda e Marco Magnone
Chiostro Di San Francesco, ore 15.30 – Giacomo Mazzariol ~ Fabio Geda ~ Davide Reviati ~ Giusi Marchetta in Anime Scalze, dialogo intorno all’adolescenza
Foyer del Teatro “Alessandro Bonci”, ore 17.00 – Teresa Ciabatti e Loredana Lipperini: L’io e i suoi doppi
Foyer del Teatro “Alessandro Bonci”, ore 18.45 – Valerio Magrelli: reading-spettacolo
Chiostro Di San Francesco , ore 21.15 – Camilo Sánchez incontra Giovanni Montanaro: Dalla  Fornarina di  Raffaello a Vincent Willem van Gogh

DOMENICA 14 MAGGIO
Teatro Verdi Cesena, ore 11.00 – Carlo Lucarelli e Maurizio de Giovanni: Ben dentro i misteri d’Italia
Biblioteca Malatestiana, ore 15.00 – Giorgio Fontana e Claudia Durastanti: Un Paradiso per Cleopatra
Chiostro Di San Francesco, ore 16.30 – Karen Venturini, Simona Vinci: Reading dai manicomi
Cinema San Biagio, ore 18.30 – Ermanno Cavazzoni: Vacanze al Mare
Teatro “Alessandro Bonci”, ore 21.15 – Alessandro Bergonzoni dialoga con Roberto Mercadini: La Bellezza delle Parole. Solo per questo evento: Prenotazioni gratuite via mail a iat@comune.cesena.fc.it
Ritiro dei biglietti prenotati: dalle ore 12.00 del 12 maggio presso IAT di Cesena, Piazza del Popolo

Ingresso gratuito a tutti gli eventi.
Per informazioni: Biblioteca Malatestiana 0547610892
Mail: cesenacultura@comune.cesena.fc.it
http://www.facebook.com/bellezzadelleparole
http://www.cesenacultura.it
http://www.malatestiana.it

Festival delle Letterature dell’Adriatico 2015

1027_festivalpescara2Prenderà il via domani il Festival delle Letterature dell’Adriatico che porterà a Pescara, fino all’8 novembre musica, teatro, giornalismo, reading, poesia, fumetto, degustazioni e tanto altro ancora.
Numerosi gli scrittori che interverranno, tra questi Walter Veltroni, Marco Missiroli, Sandra Petrignani, Paola Mastrocola, Fabio Geda, Michele Serra, Maurizio Maggiani, Corrado Augias, Gianrico Carofiglio.
Ma ci sarà spazio anche per i concerti,  tra i quali quello di Saturnino e Morgan,  gli approfondimenti giornalistici, i libri per bambini, illustratori e fumettisti, e anche occasioni convivialicome la cena letteraria.
Per scoprire tutti gli appuntamenti di questa kermesse potete scaricare qui il programma oppure consultarlo sul sito del festival, diretto anche quest’anno da Luca Sofri.

 

Guest post: Da Mare di Libri consigli per chi ama scrivere di Simona B. Lenic

Simona Bisacchi Lenic, giornalista e scrittrice, ha pubblicato il romanzo Setalux (Barbera editore) e cura una rubrica dedicata a libri, letteratura e lettori sul settimanale sammarinese Fixing oltre a tenere laboratori di scrittura creativa e di giornalismo per ragazzi. L’articolo che segue è uscito sul numero 26 di Fixing.

C’è chi ama scrivere ma non trova ispirazione. C’è chi ha tante storie in testa, ma non sa da dove cominciare per buttarle giù o si blocca a metà strada. E c’è chi vorrebbe fare il grande salto che porta da scrivere a pubblicare, ma non sa da dove iniziare.
A Mare di Libri, festival dedicato alla letteratura per ragazzi che da poco si è svolto a Rimini, tre affermati scrittori italiani – Fabio Geda, Cecilia Randall e Beatrice Masini – hanno raccontato il loro modo di vivere e vedere la scrittura, dando indicazioni e consigli che possono tornare utili anche ad aspiranti scrittori.
Per l’autore di “Nel mare ci sono i coccodrilli”, Fabio Geda, scrittura e quotidianità sembrano creare un naturale intreccio. “Le mie storie nascono dalla mia vita, dal fare cose, dall’incontrare gente – rivela lo scrittore torinese – Ho lavorato come educatore occupandomi di disagio minorile per dieci anni e mi sono accorto che avevo vicino storie straordinarie, così ho cominciato a raccontarle. Mi sono scontrato con delle storie”. Esattamente come è accaduto con Enaiatollah Akbari, il ragazzo afghano protagonista del suo ultimo romanzo: l’autore lo ha conosciuto durante la presentazione di un suo precedente libro, sono diventati amici e a tre anni da quel primo incontro è uscito il libro.
Per Cecilia Randall, autrice della saga fantasy “Hyperversum”,  scrivere significa invece creare mondi e personaggi fantastici, e mentre scrive ha un suo metodo per non incappare nel cosiddetto punto morto. “Comincio a scrivere dalla prima scena che mi viene in mente, che il più delle volte è il clou della storia, lo scontro – svela l’autrice – Mentre lavoro sui personaggi mi rendo subito conto se c’è uno sbocco. Se non c’è mi fermo e accantono la storia. Ma se l’entusiasmo rimane, allora vado avanti e faccio un riassunto con tutta la trama. Quando hai una trama da seguire non subisci più alcun blocco”.
Un aspirante scrittore però non cerca solo storie da raccontare, ma da pubblicare. Cosa occorre a un manoscritto per interessare un editore? Beatrice Masini, scrittrice amatissima – il suo “Bambini nel bosco” è stato il primo libro per ragazzi a rientrare nella rosa del Premio Strega – ma anche editor per la casa editrice Rizzoli, dà una risposta semplice e immediata: “Quello che cerchiamo in una storia è soprattutto l’onestà. Cerchiamo autori che conoscano quello di cui parlano”. C’è una particolare attenzione ai problemi di oggi, trattati con un linguaggio chiaro, con uno stile diretto, ma è anche importante che il dramma non dimentichi la speranza.”Oggi si ha molta voglia di storie con un lieto fine – spiega Beatrice Masini – C’è bisogno di tirare un sospiro di sollievo, perché la realtà è già troppo drammatica”.

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