Caterina Ferraresi presenta L’elogio del barista alla Libreria Mondadori di Imola

«Qualcuno – non ricordo chi – ha detto: se hai un problema puoi fare tre cose, parlarne con il tuo barista, andare in analisi o tenertelo per te. Il risultato alla fine sarà lo stesso».
È questo lo spirito con cui Caterina Ferraresi ha scritto L’elogio del barista. Riflessioni semiserie di una psicoterapeuta sulla inutilità della psicanalisi pubblicato da Corbaccio a inizio 2017 e che sarà presentato venerdì 12 maggio alle ore 18 alla Libreria Mondadori di Imola. Dialogherà con l’autrice la giornalista Carla Casazza.
Dopo la presentazione, alle ore 19.30, la scrittrice si sposterà a Quintoveda (via Cavour 58) per L’elogio del barista After, un aperitivo con letture tratte dal libro.

Caterina Ferraresi ha raccolto in questo libro le sue riflessioni su anni di lavoro come psicoterapeuta. L’amore per la sua professione traspare da ogni pagina, ma ancor più traspare la solidarietà che la lega alle persone che a lei si rivolgono, sempre con una ragione, ma a volte con una ragione sbagliata. Il disagio esistenziale o l’infelicità, l’incapacità di vivere bene la propria vita possono derivare da traumi più o meno profondi, o da personalità particolarmente complesse, ma attenzione a non far diventare queste cause delle scuse per arrendersi, prima ancora di cominciare a voler cambiare in meglio la propria vita. In una carrellata divertente e spiritosa di piccoli esempi, di casi clinici, di psicologismi superficiali, di «trappole» tese dagli altri o peggio da se stessi, di «modelli per l’infelicità» e di «strategie per combatterli», Caterina Ferraresi invita tutti a non perdere di vista il concetto chiave: la nostra responsabilità per ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. «Perché la vita sia una cosa leggera, da intraprendere con passo lieve e con il cuore puro.»

L’elogio del barista di Caterina Ferraresi: presentazione a Torino

Sabato 29 aprile, dalle ore 16.30, Caterina Ferraresi presentarà il suo ultimo libro L’elogio del barista (Corbaccio, 2017) alla Libreria Golem (Via Santa Giulia 16/A) di Torino.
Converserà con la scrittrice la Dott.ssa Valentina Mossa – Psicologia & Storytelling.

«Qualcuno – non ricordo chi – ha detto: se hai un problema puoi fare tre cose, parlarne con il tuo barista, andare in analisi o tenertelo per te. Il risultato alla fine sarà lo stesso.»

Caterina Ferraresi ha raccolto in questo libro, davvero piacevolissimo – più che un saggio una interessante chiacchierata con una “addetta ai lavori” – le sue riflessioni su anni di lavoro come psicoterapeuta. L’amore per la sua professione traspare da ogni pagina, ma ancor più traspare la solidarietà che la lega alle persone che a lei si rivolgono, sempre con una ragione, ma a volte con una ragione sbagliata.
È chiaro fin da titolo e sottotitolo (Riflessioni semiserie sull’inutilità della psicanalisi) che questo libro affronta l’argomento psicanalisi in modo leggero. Attenzione: leggero, non superficiale. Uno dei segreti forse più importanti per vivere bene è non prendersi mai troppo sul serio; la psicoterapeuta questo lo ha ben presente ed è la cifra stilistica della sua scrittura sottilmente ironica. In una carrellata divertente e spiritosa di piccoli esempi, di casi clinici, di psicologismi superficiali, di «trappole» tese dagli altri o peggio da se stessi, di «modelli per l’infelicità» e di «strategie per combatterli», Caterina Ferraresi invita tutti a non perdere di vista il concetto chiave: la nostra responsabilità per ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. «Perché la vita sia una cosa leggera, da intraprendere con passo lieve e con il cuore puro».

L’elogio del barista di Caterina Ferraresi: presentazione a Bologna

Mercoledì 25 gennaio alle ore 18 alla Libreria Coop Ambasciatori di Bologna (Piazza Galvani 1), Caterina Ferraresi presenta il suo nuovo libro, L’elogio del barista (Corbaccio), dialogando con Fabrizio Binacchi, giornalista, direttore della Sede Regionale Rai per l’Emilia-Romagna.

«Qualcuno – non ricordo chi – ha detto: se hai un problema puoi fare tre cose, parlarne con il tuo barista, andare in analisi o tenertelo per te. Il risultato alla fine sarà lo stesso.»

Caterina Ferraresi ha raccolto in questo libro le sue riflessioni su anni di lavoro come psicoterapeuta. L’amore per la sua professione traspare da ogni pagina, ma ancor più traspare la solidarietà che la lega alle persone che a lei si rivolgono, sempre con una ragione, ma a volte con una ragione sbagliata. Il disagio esistenziale o l’infelicità, l’incapacità di vivere bene la propria vita possono derivare da traumi più o meno profondi, o da personalità particolarmente complesse, ma attenzione a non far diventare queste cause delle scuse per arrendersi, prima ancora di cominciare a voler cambiare in meglio la propria vita. In una carrellata divertente e spiritosa di piccoli esempi, di casi clinici, di psicologismi superficiali, di «trappole» tese dagli altri o peggio da se stessi, di «modelli per l’infelicità» e di «strategie per combatterli», Caterina Ferraresi invita tutti a non perdere di vista il concetto chiave: la nostra responsabilità per ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. «Perché la vita sia una cosa leggera, da intraprendere con passo lieve e con il cuore puro.»

L’elogio del barista di Caterina Ferraresi

Nuovo libro per Caterina Ferresi: è uscito ieri in tutte le librerie L’elogio del barista (Corbaccio), un saggio ironico e incisivo sull’utilità o meno di rivolgersi a uno psicanalista.

«Qualcuno – non ricordo chi – ha detto: se hai un problema puoi fare tre cose, parlarne con il tuo barista, andare in analisi o tenertelo per te. Il risultato alla fine sarà lo stesso.»

Caterina Ferraresi ha raccolto in questo libro le sue riflessioni su anni di lavoro come psicoterapeuta. L’amore per la sua professione traspare da ogni pagina, ma ancor più traspare la solidarietà che la lega alle persone che a lei si rivolgono, sempre con una ragione, ma a volte con una ragione sbagliata. Il disagio esistenziale o l’infelicità, l’incapacità di vivere bene la propria vita possono derivare da traumi più o meno profondi, o da personalità particolarmente complesse, ma attenzione a non far diventare queste cause delle scuse per arrendersi, prima ancora di cominciare a voler cambiare in meglio la propria vita. In una carrellata divertente e spiritosa di piccoli esempi, di casi clinici, di psicologismi superficiali, di «trappole» tese dagli altri o peggio da se stessi, di «modelli per l’infelicità» e di «strategie per combatterli», Caterina Ferraresi invita tutti a non perdere di vista il concetto chiave: la nostra responsabilità per ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. «Perché la vita sia una cosa leggera, da intraprendere con passo lieve e con il cuore puro.»

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