Nuovi progetti e nuove strade

Questo sito non verrà più aggiornato perché i membri del team di Carta e Calamaio hanno preso nuove strade oppure sono impegnati in nuovi progetti.

Abbiamo però deciso di conservare il sito come archivio di informazioni.

Se capitate qui e perché cercate chi si occupi di editing, correzione di bozze o valutazione di manoscritti inediti  ci trovate su Uniwol

Se siete interessati a consulenze editoriali, social media marketing o corsi in ambito editoriale e relativi alla comunicazione, visitate il sito di Carla Casazza

Se avete bisogno di un’agenzia letteraria seria e internazionale vi consigliamo Radici Translation & Wordcraft

Pausa estiva

Chi ci segue anche sulla newsletter sa che abbiamo rallentato un po’ i ritmi di lavoro. Il caldo manda in sovraccarico le menti, ma non tanto quanto i bei progetti che stiamo preparando da settembre in poi. Abbiamo bisogno di concentrarci sulla loro realizzazione e anche di prenderci una pausa dalla tastiera del pc.
Quindi vi lasciamo con questa meravigliosa foto di Faye Cornish realizzata per Unsplash (un sito che vi consigliamo di andare scoprire se ancora non lo conoscete) e vi auguriamo un buon agosto di relax e letture!

Facciamo il punto?

postitAvrete notato sicuramente che nelle ultime settimane il blog è stato aggiornato con poca frequenza.
No, non abbiamo esaurito gli argomenti. Anzi, una lista di temi da sviluppare e cose da raccontarvi molto molto lunga attende paziente di essere depennata. Però ci è mancato il tempo perchè siamo concentrati su diversi progetti impegnativi. Sia ciascuno di noi in qualità di libero professionista, sia come team.
Abbiate pazienza ancora un po’ e continuate a seguirci. Ne vale la pena!

Buone feste!

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Noi dello staff di Carta e Calamaio vi auguriamo di trascorrere delle feste serene ricche di bei libri e buone letture!

Ma continuate a seguirci perchè tra un panettone e un brindisi al nuovo anno pubblicheremo alcuni articoli utili a chi scrive.

Auguri a tutti voi!

 

Radici Translation and Wordcraft: agenzia letteraria internazionale

5f2de7f85fb95813-Radici-Translation-Logo-Red-425px-altMuove i primi passi in questi giorni Radici Translation and Wordcraft, agenzia letteraria internazionale che getta un ponte culturale tra Canada ed Italia grazie alla diffusione nel nostro paese di interessanti scrittori canadesi non ancora pubblicati in italiano.
L’ideatrice Giulia De Gasperi racconta del progetto che è riuscita a realizzare per offrire servizi editoriali a scrittori e autori che desiderano raggiungere un nuovo mercato e nuovi lettori: “Alla base di questa attività ci sono la realizzazione e la consapevolezza che esistono in Canada un grande numero di opere letterarie che non ricevono la dovuta attenzione e perdono così l’opportunità di essere tradotte in un’altra lingua”. E proprio questo è l’obiettivo che si pone Radici Translation and Wordcraft che tra i vari servizi si occupa di proposte di traduzione trasparenti e convenienti.
Inoltre l’agenzia si ooccupa anche  di traduzioni letterarie dall’inglese all’italiano, e di revisioni e correzione di bozze sia in inglese che in italiano. Inoltre le opere letterarie non ancora tradotte di autori canadesi e italiani saranno le protagoniste di due sezioni speciali presenti nel sito di Radici Translation and Wordcraft: “Boccioli” è dedicato ad autori canadesi e “Literary Blossoms” a scrittori italiani.
A noi di Carta e Calamaio questo progetto piace molto e infatti supportiamo come partner Radici Translation and Wordcraft nella rappresentanza in Italia.
Ne volete sapere di più? Andate a curiosare nel sito di Radici Translation and Wordcraft

 

Premio Letterario LaRecherche.it “Il Giardino di Babuk – Proust en Italie”

Disegno di Lisa Merletti
Disegno di Lisa Merletti

L’Associazione Culturale LaRecherche.it ha indetto il concorso letterario per opere inedite in lingua italiana Premio Letterario LaRecherche.it “Il Giardino di Babuk – Proust en Italie” che si articola nelle sezioni Poesia e Narrativa.
La  partecipazione è aperta a tutti gli scrittori maggiorenni ed è gratuita. Il tema di ciascuna sezione è libero.
A questo link potete scaricare il bando del concorso con tutti i dettagli.
Le opere vanno inviate entro le ore 24 del 31 gennaio 2016.
Il montepremi previsto è di 900 € per la poesia e 900 € per la narrativa.

 

Eglia e altre storie di Elettra Bedon

bedon_small Da oggi la nuova collana di narrativa Oceania ( Antonio Tombolini Editore), dedicata agli autori in lingua italiana che vivono all’estero, si arricchisce di un secondo titolo: Eglia e altre storie di Elettra Bedon.

Eglia e Altre Storie è una raccolta di sedici racconti che celebrano la grande immaginazione della scrittrice di Montreal. Con disinvoltura, infatti, Elettra Bedon passa dalla narrazione dell’amicizia che lega Eglia ai suoi amici immaginari, il racconto che dà il titolo alla raccolta, al primo vero litigio fra Adamo ed Eva dopo la loro cacciata dal giardino dell’Eden fino alle prime battute della corrispondenza epistolare fra Dante e Beatrice. Tra i racconti “Il naso di Apollodoro” che richiama Boccaccio e la tradizione dei cantastorie. Ci sono racconti seri, dal messaggio profondo, come ad esempio “Il pescatore di parole”, un invito a pensare all’importanza del loro uso corretto. Ci sono racconti poi che ricordano atmosfere futuristiche, un misto di Blade Runner e The Incredible Tide, in cui la nostra società è cambiata talmente tanto da incutere terrore ed essere praticamente irriconoscibile.
Eglia e Altre Storie è un chiaro esempio di come esistano temi universali che gli scrittori di lingua italiana condividono, non importa dove essi siano.

Nata a Padova, si è trasferita negli anni Ottanta a Montreal, Canada, dove ha conseguito un PhD in letteratura italiana all’Università McGill. Ha pubblicato, in Canada e in Italia, poesia, saggi, novelle e romanzi per ragazzi. Si occupa anche di traduzione letteraria. Collabora con Bibliosofia Canada.

Oceania è una collana che pubblica narrativa di autori in lingua italiana che vivono fuori dall’Italia.
Predilige romanzi e racconti soprattutto di scrittori che appartengono ad altre comunità di parlanti italiani.
Oceania è una sorta di ponte sugli oceani con le comunità italiane di Canada, Usa e paesi del Sud America, nonché con le scuole di italiano all’estero e i dipartimenti di italianistica delle università di tutto il mondo.
Oceania vuole essere una collana di respiro internazionale: l’ebook consente di abbattere le barriere, permette ai contenuti scritti in italiano di raggiungere posti molto lontani dall’Italia, valicando i limiti della distribuzione cartacea.

 

Tra Rothko e Tre Finestre di Corrado Paina

corrado paina-01 Debutto, oggi, per Oceania la nuova collana di narrativa di Antonio Tombolini Editore, che propone il suo primo libro, Tra Rothko e Tre Finestre di Corrado Paina.

Oceania è una collana che pubblica narrativa di autori in lingua italiana che vivono fuori dall’Italia.
Predilige romanzi e racconti soprattutto di scrittori che appartengono ad altre comunità di parlanti italiani.
Oceania è una sorta di ponte sugli oceani con le comunità italiane di Canada, Usa e paesi del Sud America, nonché con le scuole di italiano all’estero e i dipartimenti di italianistica delle università di tutto il mondo.
Oceania vuole essere una collana di respiro internazionale: l’ebook consente di abbattere le barriere, permette ai contenuti scritti in italiano di raggiungere posti molto lontani dall’Italia, valicando i limiti della distribuzione cartacea.

Tra Rothko e Tre Finestre (uscito per la prima volta con il sottotitolo Omicidio all’Art Gallery of Ontario) è prima di tutto un giallo, di quelli di buona fattura. Comincia con l’omicidio di Michele Carrieri, un insospettabile italiano, proprio mentre visita l’Art Gallery of Ontario.
Ma a Toronto, quando nei guai finiscono gli italo-canadesi il sergente Stevens non può non ricorrere all’aiuto dell’amico Luigi Sasta, direttore della Stampa Italica, quotidiano in lingua italiana ormai sull’orlo del fallimento: anche gli italiani si sono integrati, hanno un nuovo paese, una nuova cultura e, soprattutto, una nuova lingua. In parte è vero, in parte rimane quel sapore di casa lontana tra le pieghe del quale investiga il nostro cronista. Fino ad arrivare a Milano e a un paese cambiato, forse ancor più della comunità tricolore di Toronto. Prima prova narrativa di Corrado Paina, poeta italo-canadese con numerose pubblicazioni all’attivo, dimostra con un ritmo serrato e un’introspezione di gran fascino, quanto gli scrittori italiani di altri paesi siano in grado di avere qualcosa di importante da dire nel panorama della lingua e della narrativa italiana.

Corrado Paina è nato a Milano nel 1954 e vive a Toronto da circa trent’anni.Apprezzato autore di poesie sia in lingua inglese, sia in lingua italiana, vanta numerose pubblicazioni in Canada e in Italia. 

Poesia dorsale: il concorso

Silenziosamente al mattino...

IMG_5586Qualche settimana fa vi ho parlato della poesia dorsale e siccome ne sono davvero entusiasta ho pensato di organizzare un concorso a tema per voi. Il concorso ha poche regole, ma precise:

1) potete utilizzare qualunque tipo di libro per comporre la vostra poesia

2) il tema delle poesie è libero

3) chiunque può partecipare e inviare la propria poesia

Inviate le vostre foto di poesia dorsale a silenziosamentealmattino@gmail.com.

Il 10 gennaio 2015 pubblicherò il nome del vincitore che sarà scelto da me personalmente  e si aggiudicherà in premio i miei libri in formato ebook Silenziosamente al mattino spicca il tuo volo e Pieno di Luna.

Che la poesia dorsale abbia inizio!

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L’odore del riso di Angelo Ricci

Copertina Odore del risoDa oggi in tutti gli store online potete trovare  il nuovo romanzo di Angelo Ricci, L’odore del riso, edito nella collana Officina Marziani di Antonio Tombolini Editore. Ad inaugurare la collana Officina Marziani a maggio 2014 è stato proprio un romanzo di Angelo Ricci, Sette sono i re, romanzo cattivo e coinvolgente, sui problemi più sconosciuti e nascosti del nostro paese, dal racket sullo smaltimento dei rifiuti ai piani regolatori manipolati.

Un ex collaborazionista del regime militare argentino ritorna alla sua terra d’origine, la Lomellina, per compiere, forse, una vendetta contro chi lo ha iniziato in gioventù, alla pratica della sopraffazione e della violenza. Dopo il crollo del regime, che farà crollare anche le granitiche certezze politiche del protagonista, l’uomo torna in Lomellina alla ricerca della grande casa padronale del latifondista, suo comandante in Argentina e causa delle sue scelte sbagliate di vita. Il latifondista si è suicidato e la casa è abitata dalle sue due figlie che, separate da bambine, incarnano, ex ribelle la più anziana e integrata nel sistema la più giovane, i due significati estremi della vita del padre defunto. Un termine: “patotas”, ricorre come un mantra nella narrazione. In spagnolo vuol dire banda di ragazzini. Era il nome in codice che designava i gruppi paramilitari della polizia segreta argentina.

Piani temporali si snodano tra un paesaggio desolato di una pianura italiana fatta di strade sbrecciare con la presenza di una raffineria che incombe su di esso e sui protagonisti come un’entità viva e demoniaca.

Autunno digitale/ Invasione digitale, si comincia da Libreria Trame

ERRANT EDITIONS SMALL DIGITAL PUBLISHER

Nuovo logo Errant di Alberto MalossiLOGO CARTA E CALAMAIOINZIATIVE PUBBLICHE DI ERRANT EDITIONS CON PARTNER, AMICI, AUTORI E FIANCHEGGIATORI.
AUTUNNO DIGITALE/INVASIONE DIGITALE
Abbiamo in programma una serie di iniziative in vari luoghi, come librerie, associazioni e centri sociali, sul web in varie forme e altro, che verrà.
Cominciamo, intanto, e siamo molto felici,  Venerdì 17 ottobre a Bologna alle ore 18 da libreria TRAME
Venerdì 17 ottobre alle 18
alla libreria Trame in via Goito 3/C a Bologna
presentazione aperitivo con la casa editrice Errant Editions “Autunno digitale, gli ebook, i progetti”.
Si parlerà di digitale e dintorni, del futuro che è già presente. Cosa sta succedendo?
C’è davvero sempre più “carta nel digitale” e sempre più “digitale nella carta” come aveva detto qualcuno?
Cosa vuol dire pubblicare un ebook? Cosa succederà in futuro?
La casa editrice Errant Editions presenta le sue nuove uscite e i suoi progetti, fra cui Microtirature, e, in collaborazione con Legatoria Montanari, il…

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Il programma della Fiera del Libro della Romagna e l’evento “errante”

ERRANT EDITIONS SMALL DIGITAL PUBLISHER

cropped-copertina-fiera-libro-romagna2 Il programma della Fiera è on line e lo trovate qui
Errant Editions si presenta per la prima volta in Italia, in una bellissima occasione pubblica domenica alle 11 e 30. Saranno presenti anche Ermanno Bartoletti e Maurizion Nanetti di Legatoria Montanari, Carla Casazza di Carta e Calamaio, e anche giornalista, scrittrice, editor, agente letterario. Coralie Besse, e Paolo Melissi in collegamento telefonico. E poi chissà.

DOMENICA 6 APRILE

SALA RENATO SERRA (Palazzo del Ridotto)

ORE 11.30

Il futuro dell’editoria è digitale? – Presentazione di Errant Editions 

Ebook per tutti i gusti, un menù vastissimo di narrativa, arte, architettura, saggistica poesia, cucina. Reading e presentazione dei nuovi progetti, fra cui un’antologia, una collana Per ragazzi, edizioni limitate cartacee di alcuni testi, realizzate in legatoria. Innovazione e artigianato, realtà glocal, uno stretto legame fra associazioni culturale italiane e francesi. Per chi interviene, ebook da scaricare gratuitamente e altri gadget. Partecipano Francesca Mazzucato, co-fondatrice…

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Premio Alberto Tedeschi 2014

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Il Giallo Mondadori bandisce il premio Alberto Tedeschi, edizione 2014, per il miglior romanzo giallo italiano inedito. Il concorso è rivolto a tutti i cittadini italiani. Le opere devono essere redatte in lingua italiana e non essere mai state pubblicate (né totalmente né parzialmente).  L’opera dovrà avere una lunghezza minima di 200 cartelle e una massima di 250 : una cartella corrisponde a 30 righe dattiloscritte, ognuna di 60 battute circa, per un massimo di 2000 battute a cartella (spazi inclusi). Ogni partecipante può inviare un solo elaborato e non saranno ammesse le opere di autori che sono risultati vincitori nelle edizioni precedenti. Ogni romanzo dovrà essere inviato in duplice copia e i concorrenti dovranno indicare le loro generalità, i propri dati anagrafici, il loro indirizzo di domicilio, il loro numero di telefono e indirizzo email.  I romanzi dovranno essere inviati  a Premio Alberto Tedeschi 2014 c/o Il Giallo Mondadori Via Mondadori 1 20090 Segrate (MILANO). Le opere dovranno essere inviate entro e non oltre il 30 aprile 2014 (fa fede il timbro postale).  Continue reading “Premio Alberto Tedeschi 2014”

Premio Chiara Inediti 2014

HOMEpremiochiara2014L’Associazione Amici di Piero Chiara grazie al sostegno della Provincia di Varese, al Patronato della Presidenza Regione Lombardia e ai contributi della Repubblica e Cantone Ticino, del Comune di Varese, del Comune di Luino e della Camera di Commercio di Varese e con la collaborazione della Pietro Macchione Editore, indice la quinta edizione del Premio Chiara Inediti. Il concorso è dedicato a raccolte di racconti inediti (minimo 3) redatti in lingua italiana mai apparsi su quotidiani e riviste o sul web. Continue reading “Premio Chiara Inediti 2014”

Premio Letterario San Valentino Breno

san valentinoIl Comune di Breno, in collaborazione con la Biblioteca comprensoriale e il Sistema bibliotecario di Valle Camonica, indice la quarta edizione del “Premio letterario San Valentino”.
Il tema di questa edizione è:
Amore è…un viso di donna nell’arte
Il principale scopo del premio è la selezione di racconti d’amore inediti, finalizzati alla
valorizzazione della tradizionale festa patronale del paese, molto sentita a livello locale e
comprensoriale, in programma il 14 febbraio.
La partecipazione è aperta a tutti e si può partecipare sia come singoli, sia in gruppo.
I racconti che verranno inviati devono essere inediti, pena l’esclusione dal concorso.
Il concorso è aperto anche ai non residenti in Italia, purché le opere siano scritte in lingua italiana.
Il racconto dovrà essere consegnato in busta chiusa, insieme al modulo di richiesta e partecipazione debitamente compilato e sottoscritto (All. A )
Gli elaborati dovranno essere consegnati esclusivamente presso la Biblioteca comprensoriale di Breno, la quale rilascerà apposita documentazione comprovante la consegna degli elaborati in una busta entro le ore 18.00 del 20 gennaio 2014.
È prevista comunque la spedizione postale previa verifica telefonica entro il termine sopraindicato presso la Biblioteca comprensoriale (tel. 0364-324098), che confermerà l’avvenuto recapito comunicando il numero progressivo di arrivo.
I racconti presentati verranno valutati in modo anonimo da una commissione composta da Barbara Zanotti (bibliotecaria), Antonietta Bettoni (insegnante), Maurizio Perini ( insegnante), Simone Burgo (esperto di letteratura). A presiedere la commissione ci sarà la scrittrice Maria Venturi. La premiazione avverrà in una serata pubblica il 13 febbraio 2014 alle ore 20.30 presso il Palazzo della Cultura alla presenza della Commissione tecnica di valutazione e delle autorità.

Per scaricare il bando completo clicca qui

Iniziamo ad avvicinarci al secondo attesissimo eBook di Angelo Ricci

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Cover RICCIL’eBook non è ancora disponibile. Ci stiamo lavorando. Per noi, significa tante cose. Non vi anticipiamo niente, per il momento sul testo. Non ancora. Sicuramente farà parlare, molto. La seconda puntata della trilogia di Angelo Ricci avrà questa cover, avrà questi colori. Realizzata da Alberto Malossi per Errant Editions, “La parte di niente II. La parte degli scrittori” difficilmente lascerà indenni i lettori.

Preparatevi a desiderarla, a volera, a leggerla, a contestarla, ad amarla, a sentirla vostra.

In arrivo. State con noi.

 

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Premio Letterario Nazionale “Le quattro porte”

logo 4 porteIl laboratorio di Ricerca Culturale di Cento, con il patrocinio del comune di Pieve di Cento indice la 16° edizione del Premio Letterario Nazionale “Le quattro porte” (memorial Romano Gamberini).

Il concorso prevede la suddivisione degli elaborati in 3 sezioni. La prima sezione comprende gli elaborati in forma di poesia: si possono inviare da una a tre poesie, sia inedite sia edite, anche già pubblicate o premiate, a tema libero e senza limiti di lunghezza. La seconda sezione è quella di haiku: si possono inviare da 3 a 5 componimenti di  3 versi composti da 5-7-5 sillabe o da 6 sillabe.L’ultima sezione è quella di narrativa: ogni candidato può partecipare con un unico racconto edito o inedito, anche già premiato di lunghezza non superiore alle quattro cartelle(ognuna al massimo di 30 righe) .

La partecipazione ha un costo di 15 euro per ogni sezione e ogni candidato può partecipare a più sezioni a patto che paghi la quota per ogni sezione.
La scadenza per l’ invio degli elaborati è il 31 maggio 2014.
La cerimonia di premiazione avverrà il 19 ottobre 2014 alle ore 10.45 presso il museo MAGI ‘900 di Pieve di Cento. A tutti i partecipanti verrà inviato entro la fine di Settembre 2014 un estratto dle verbale della giuria, con relative graduatorie finali, la data e la sede della premiazione.

Per scaricare il modulo di partecipazione e il bando clicca qui

Per saperne di più sul Concorso Letterario “Le quattro porte” clicca qui

Scriba Festival a Bologna 8/9/10 novembre 2013

logo3L’associazione culturale Finzioni e Bottega Finzioni, sempre attive nel campo della narrazione in tutte le sue forme, ha creato “Scriba”: il primo festival in Italia dedicato ai diversi mestieri dello scrivere. Si terrà a Bologna l’8-9-10 novembre 2013, con una media di cinque incontri a giornata.
La scrittura verrà considerata e analizzata in ogni sua forma, dal bugiardino dei medicinali alle ricette di cucina, passando per la scrittura teatrale e sportiva e tanti altri. Ci saranno dei professionisti per ognuna di queste forme di scrittura, che terranno incontri e eventi per tutta la città di Bologna e dintorni. Non sarà solo un modo per ascoltare e conoscere nuove cose, ma per interagire e partecipare scambiando idee con i maestri del mestiere.
Sarà inoltre presente il “pronto soccorso” narrativo : esperimento dedicato a scrittori e sceneggiatori in difficoltà che debutta proprio in occasione dello scriba Festival. L’idea è dell’associazione culturale Finzioni formata dagli ex allievi della Bottega Finzioni, la scuola di narrazione fondata da Carlo Lucarelli.Vuole essere un luogo di ascolto per coloro che stanno scrivendo delle storie e hanno piacere di confrontarsi con qualcuno che di mestiere le racconta.

Per scaricare il programma e la mappa degli incontri clicca qui

Per conoscere gli ospiti dello Scriba Festival clicca qui

Per saperne di più sul prontosoccorsonarrativo clicca qui

A ciascun libro il suo segnalibro – Segnalibri magnetici in download

ENTUSIASMI...repressi e non...

segnalibri magneticiIn collaborazione con l’agenzia letteraria Carta & Calamaio ecco una nuova iniziativa del blog Entusiasmi: i segnalibri magnetici personalizzati libro per libro.

Si tratta di una serie di comodi documenti pdf pronti da scaricare in modo assolutamente libero.

Basta stampare il file su un cartoncino abbastanza spesso, applicare sul retro un paio di strisce magnetiche, piegare a metà ed il gioco è fatto!

Ecco pronto un bellissimo segnalibro magnetico che presenta l’immagine dell’autore e lo spazio per scrivere la data di inizio lettura da un lato, la copertina del libro, lo spazio per la data di fine lettura e una cinquina di stelle da colorare a seconda di quanto il libro sia piaciuto, dall’altro.

nastro magneticoIl nastro magnetico si può facilmente acquistare presso i più noti negozi di bricolage e fai da te al prezzo di pochi euro.

L’elenco è in continua espansione, al momento sono presenti 310 segnalibri.

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Premio Letterario Sipario 2013

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L’ Associazione “Respirare Sinapsi” per l’ anno 2013 ha indetto un concorso per un Premio Letterario Nazionale Sipario rivolto ai testi teatrali inediti.
La partecipazione è aperta agli autori di ogni età della Penisola che scrivono in lingua italiana. Non verranno presi in considerazione testi scritti integralmente o parzialmente in uno dei diversi dialetti regionali. La scadenza per l’invio dei manoscritti è fissata per il 30 ottobre 2013.
Il testo teatrale dovrà essere inviato sia in forma cartacea, sia in formato digitale. La prima in 5 copie, indirizzata all’Associazione Respirare Sinapsi, Via G. Lamponio 2/A, 85015 Oppido Lucano (Potenza) ; la seconda all’ inidirizzo di posta eletrronica redazione@premiosipario, allegando un file .doc con la dicitura “Premio Sipario” nell’ oggetto della email. Unitamente all’opera completa,dovrà essere allegata una dichiarazione sottoscritta dall’ autore (All.A) . Ogni autore può inviare una sola opera e la partecipazione al concorso è gratuita. Inoltre la tematica dell’opera è lasciata alla libera ispirazione dell’ autore.
I testi verranno valutati da una giuria selezionata dall’ associazione stessa, secondo i principi e di fasce d’ età e interessi letterari/teatrali differenti.
La lista completa dei giurati è consultabile sul sito del concorso.
I testi verranno valutati dalla giuria dal 1 novembre al 15 dicembre e verrà selezionata una terna di finalisti. L’ ordine di classifica e quindi il vincitore del concorso sarà reso noto in occasione della serata di premiazione che si terrà durante il periodo natalizio ( data da definire) presso il Teatro Obadiah di Oppido Lucano (Potenza). Gli autori dei testi che giungeranno in finale dovranno essere presenti alla serata di premiazione,pena l’ esclusione dalla finale stessa.

Il testo vincitore otterrà la pubblicazione in edizione di lancio del volume,la presentazione del libro, la sua diffusione presso compagnie e associazioni teatrali italiane in previsione di una sua messinscena teatrale nella prossima primavera-estate.

Per ulteriori informazioni 

Puoi scaricare qui il regolamento completo del concorso 

Scheda di iscrizione da allegare al manoscritto  scaricabile qui 

Cometa e bugie di Marco Valenti: un estratto

11.ValentiProseguiamo con la pubblicazione di “assaggi” letterari tratti dai libri dei nostri autori.
Il brano che segue è estratto da Cometa e bugie di Marco Valenti.

Buona lettura!

P.S. nel testo visualizzato alcune parole vanno a capo in modo a dir poco originale: non è colpa dell’autore bensì della piattaforma del blog che ha dei problemi e spezza le parole a fantasia.

NEL MARZO 1997

1
Cena
(quando Luisa lascia Guido)

L’appuntamento era per le nove di sera.
Guido la avrebbe aspettata direttamente al ristorante vicino al fiume, in pieno centro storico, dove naturalmente aveva prenotato con largo anticipo un tavolo discreto e appartato per piacevole desinare e conversare, due tra le cose in cui eccelleva. Luisa se lo aspettava premuroso e odoroso, elegante e particolare, intelligente e amoroso; se lo aspettava Guido, come sempre.
Quell’uomo dei sogni che le aveva sconvolto il cuore e i sensi, quel prestigiatore delle parole con cui tutto pareva a portata di mano, dalle mani indimenticabili ed esperte che sapevano darle in una carezza cento carezze di tutti gli altri uomini della sua vita e che la faceva ridere e morire in sua compagnia e che la faceva piangere e morire quando lo lasciava. Mille e una volta lo aveva preso e mille e una volta lo aveva lasciato, girandosi e andando via con la morte dentro per non vedere lui girarsi con la morte dentro e tornare da chi prima di lei aveva
sconvolto nel cuore e nei sensi e che aveva così irrimediabilmente sposato fino a renderlo così irrimediabilmente padre per ben due volte.
Mentre il taxi la portava in una sera di marzo in ritardo per i vicoli della città verso un elegante ristorante e uno sposato affascinante uomo della sua vita Luisa, bella come sempre e comunque, non riusciva a contenere una ansia triste che le rendeva nebbia tutta l’attesa di una splendida serata.
Giacca di cammello, camicia a scacchi ma elegante, cravatta che miracolosamente assemblava miticamente il tutto Guido, a metà Campari-Soda, già seduto al tavolo per due di un ristorante come ogni sera affollato di voci basse e di luci soffuse, consultò il suo orologio da polso marca Fossil con un improbabile ma preciso aereoplanino rosso appeso alla lancetta dei secondi e non poté fare a meno di notare come lei fosse, come sempre, in ritardo e, tra il divertito e il seccato, pensò a quanto tempo della sua vita aveva passato ad aspettarla.
Tutta la vita l’aveva aspettata e non era questione di minuti o di mezz’ore.
Tutta la vita l’aveva aspettata anche prima di conoscerla, anche prima di sapere che la stava aspettando, anche quando lei era bimba e lui già universitario, anche prima che lei nascesse.
Questa sera la voleva fermare. Per sempre la voleva fermare, per non dovere più sopportare il suo bellissimo sedere, la vista del suo bellissimo sedere che si allontanava da lui, che se ne andava senza rimedio, ancora, per la milionesima volta via da un amore mai chiamato, da un rapporto improponibile ma troppo grande, immenso per un’avventura, stretto nella morsa del proibito, nella tenaglia spietata della vita passata.
I fiori sono tutti belli ma ogni fiore è diverso dagli altri: ciascuno vuole le sue cure. Per alcuni basta solo un po’ d’acqua e un po’ di sole, altri vogliono essere vaporizzati due volte al giorno per mantenere la fioritura e concimati con preparati speciali, e non è detto che ci si riesca, ‘che basta un abbassamento rapido di temperatura per aver lasciato aperta troppo la porta della serra, o una dimenticanza, o che so io, e sfioriscono.
Guido era bambino e la serra del nonno in campagna era uno dei
posti fantastici di quando era bambino; Nonnototò era uno dei posti fantastici di quando era bambino; le parole del nonno erano posti fantastici di quando era bambino.
Ci pensò per un momento con il coraggio della nostalgia e poi, mentre ritornava a pensare a Luisa, pensò alle donne e che il nonno parlava dei fiori ma pensava alla nonna.
Perché le donne sono tutte belle ma ogni donna è diversa dalle altre: ciascuna vuole le sue cure.
Luisa era un fiore delicato ma lui non l’avrebbe fatto sfiorire mai.
Entrò nella bussola del ristorante e si sentì immediatamente investita dal tepore del locale e mentre la aiutavano a togliersi il soprabito, lasciandola in camicia di seta, gonna scozzese appena sopra il ginocchio, cardigan cachemire e sorriso favoloso, vide Guido che le sorrideva complimentoso alzandosi per venirle incontro. Negli occhi ancora l’immagine della cometa vista subito prima di entrare, mentre abbracciava il cielo come a chiedere un parere o a cercare una risposta o una forza che doveva pur esserci.
“Ciao, come stai? “
“ Stanco ma bene. Sei bellissima “
Sorriso di Luisa.
Anche tu sei bellissimo, lo sarai sempre, anche quando sarai vecchio-vecchio anzi, forse sarai sempre più bello perché nei miei occhi non c’è mai stato altro che i tuoi occhi intensi, che i tuoi capelli così presto imbiancati, che le tue mani.
Sorriso di Luisa che sparisce.
Ma tutto  è orrendo, non c’è storia, è tutto dolore perché sei un padre e un marito e un padre e non ti ho mai chiesto di scegliermi ma anche se lo facessi saresti comunque un padre e un padre e un ex marito con una ex moglie e io non ce la faccio più e non so come ce la faccio, come abbia resistito finora a questo dolore cupo.
Arrivarono al tavolo e si sedettero, uno di fronte all’altra, seduti si guardarono, con il piacere di guardarla lui, con l’ansia che montava lei. A lungo si guardarono, come certi momenti possono essere lunghi, e iniziarono i loro occhi a parlarsi, come a precipitarsi prima delle parole e insieme alla mente nell’interno dei fatti, nel nocciolo, là dove si giocano le partite più dure, dove si decide il bene e il male, dove nascono i desideri e i sì e i no. Lui arrivò al disagio e cercò una sospensione.
“ Hai visto la cometa? Stasera è luminosa che pare un faro”.
“ Guido, non sembra si possa fare altro!”.
Giornali, giornali-radio, radio e televisione, riviste astrologiche e astronomiche, riviste e basta, nessuno si era perso l’occasione di spiegare, analizzare, raccontare, interpretare, suggerire come meglio vivere questo grande appuntamento di fine millennio. Sì, l’aveva vista, certo che l’aveva vista, come altrimenti? Intanto l’aveva vista un attimo prima di entrare nel ristorante l’aveva, e ora le sembrava di averla fissa nell’animo degli occhi e fissò il vuoto come a vederla ancora e ancora.
“ Giornataccia? “
Quella di Guido non era una domanda: era una speranza.
Oddio speriamo che sia soltanto una giornata storta, casini in ospedale o un po’ di malumore; speriamo che possa farglielo passare. Speriamo che si stia solo portando dietro la scorie di una faticosa giornata tra malati gravi, analisi lugubri e cartelle cliniche inquietanti, decisioni gravi e primario stronzo; speriamo che possa farglielo passare. Io so come farglielo passare con mille attenzioni e cento cautele e dieci sorrisi. Luisa sei come la risacca del mare, ora vieni ora vai, vieni qui, vieni qui da me, vieni via con me, aiutami ad andarcene via. Io so come farglielo passare con mille attenzioni e cento cautele e dieci sorrisi e una proposta. Luisa è tutta la giornata, è da che ti conosco, è tutta la vita che voglio dirti andiamo a vivere insieme, tu e io ora, presto, la settimana prossima, e poi partiamo, Pasqua, andiamocene via, andiamocene via da tutti e da tutto…
“ Giornataccia?”.
“ Guido basta.”.
Lo disse con voce calmissima; non con il punto esclamativo, solo con il punto. Guido basta, punto.
“ Guido basta. Non ti amo e forse non ti ho mai amato.”.
Pietra. L’aria era pietra, l’aria era pugno, l’aria era diventata dolore; muto, incapace di alcuna reazione, Guido giaceva senza riuscire a tirare fuori mille attenzioni e cento cautele e dieci sorrisi e una proposta, la proposta. Non ti amo e forse non ti ho mai amato azzerava come niente altro avrebbe mai potuto, più del non avergli mai chiesto niente, più del milione di volte che aveva visto andare via il suo bellissimo sedere, perché ora si sarebbe alzata e la milionesimauna volta sarebbe stata l’ultima. Assurdo come troppe cose assolutamente vere e inoppugnabili da alcuna parola avesse tirato fuori. Muto, incapace di reagire.
“ E non voglio più avere a che fare con te.”.
Così lei interruppe la pietra. Voce triste, voce bassissima, voce definitiva.
Ora l’ho detto, dio l’ho detto alla fine, alla fine ci sono riuscita. Si l’ho fatto, ho detto basta, ho detto addio amore mio, pagina nuova, pagina bianca, pulita; è la risposta, è questa la forza che cercavo ed è meglio così, non so perché è accaduto oggi, non pensavo accadesse così, forse non volevo che accadesse così, ma lo ho fatto, ma lo ho detto, basta, fine, chiuso e ora mi alzerò da questo tavolo, da quest’uomo, da questo silenzio di pietra, e ora mi alzerò da questo tavolo, da quest’uomo, da questo silenzio di pietra, da questa vita. Ora mi alzerò, sì, mi alzo, mi sto alzando e non lo guarderò dentro gli occhi no, non lo guarderò, mi basta il mio di dolore.
Luisa si alzò e lui la vide andare via senza mai più incrociare i suoi occhi, i suoi occhi che non sapevi mai se erano verdi o nocciola. Via, altrove.
Luisa andò via e lui la vide attraversare la bussola del ristorante con in braccio il soprabito frettolosamente ritirato. Un bagliore di colpi di sole biondi su lunghi capelli castano chiaro e più nulla.
Luisa stava attraversando la bussola del ristorante come si passa un ponte.
Luisa era dall’altra parte del ponte: con gli occhi lucidi guardava il cielo.
Nel cielo la cometa rispondeva al suo sguardo.

2
Malattia
(quando Agnese lascia Mario)

Il giornale aperto in cronaca riportava il suicidio di un brillante avvocato che si era annegato nel fiume la notte scorsa; il titolo occhieggiava sotto il pacchetto di sigarette che lo accompagnava sul cruscotto della fiat uno bianco-ambulanza in cui Mario, parcheggiato in seconda fila lungo quello stesso fiume della disgrazia in cronaca, resisteva a vigili urbani e traffico caotico aspettando Agnese. Poveraccio, pensò, chissà quali disgrazie se lo sono portato via. Nessun biglietto. Lascia la moglie e due figli. Si accese un’altra sigaretta e non poté evitare di concentrarsi sul risultato contenuto nella cartellina marrone sul sedile al suo fianco, oggetto di una discussione lunga e dolorosa  la sera prima con Agnese; ma si sa il telefono non dovrebbe essere luogo di discussioni ma essere preposto solo a brevi “comunicazioni di servizio”, rapide informazioni, appuntamenti, fugaci cortesie.

“Cosa cazzo significa positivo?” la voce di Agnese aveva preso quel suo anonimo tono metallico di quando era seccata o pensosa e tendeva a chiudere le conversazioni per assorbirsi dietro il filo dei propri ragionamenti privatissimi. Era usa pensare per cavoli suoi, far trascorrere un lungo tempo, che le era indispensabile, tra le emozioni vissute e le reazioni di cervello; era usa, diceva, “far decantare”, prima delle sue definitive reazioni. La cosa mandava in bestia Mario che, per contro, era sempre stato un concentrato di cuore, impulsi (di cui pentirsi con comodo), ed emozioni che valesse la pena ricordare, convinto come era che solamente il cuore fosse l’organo depositario del sapere e che cento libri e mille ragionamenti non valgano il calore di un bacio. Avrebbe avuto modo di ricredersi ora che di lì a poco sarebbe invecchiato mille anni aspettando una sfilza di miracolosi eventi, quei fatti stupefacenti che di rado accadono e che il più delle volte albergano confinati nei nostri sogni disperati e che asciugano bottiglie di realtà. Intanto accettava Agnese perché era Agnese, per i suoi baci, per i suoi silenzi ombrosi e i suoi slanci di bambina che lui aveva orgogliosamente risvegliato, estraendola da quella corteccia di ragione e buon senso a cui lei pareva tenere così tanto e che lui credeva in fondo in fondo disprezzasse e combattesse. Da sei mesi stavano insieme e lui pensava fossero felici e destinati a andare ancora avanti.
Agnese era Agnese perché mai a Mario era capitato di ridere di una battuta prima di averla detta, semplicemente sapendo uno dell’altro che la stavano pensando.
Agnese, mani grandi, era Agnese per quel suo sorriso accattivante e complice che avrebbe fatto strage in ogni cuore, e il suo non si era sottratto. Agnese piena di bei capelli neri, lisci e tanti, di seta e di profumo, era Agnese e lo sarebbe stata per sempre, con quel suo andare infossato e altalenante, quasi svogliato, e con quei suoi occhi azzurri, un po’ a palla per la verità, ma carichi di intenzioni e di cose ai suoi occhi innamorati, di cose e di infezione al cuore. Dato che nessuna mai lo aveva preso come Agnese, perché con nessuna mai c’era stato quello scintillio fatto di tutto e di niente, sarebbe stata per sempre Agnese, anche malgrado lei.
Quand’anche Mario ne cavasse fuori molto più di quanto ci fosse stato, Mario tutto cuore era una macchina ai raggi ics che di Agnese radiografava tutto il bello .
L’amore è un mezzo potente, un computer immenso di dati e di combinazioni: quello di Mario per Agnese era un urlo, grande memoria RAM, massima gestione delle risorse.
Perciò Agnese, che – ben inteso – era Agnese, gli aveva allacciato il cuore e lui ne aveva fatto il tutto e il pieno, il mezzo e il fine ultimo, il soggetto e l’oggetto e il predicato verbale della sua esistenza. La adorava.
Centosessanta centimetri di donna adorata la sera prima, al telefono
“Cosa cazzo significa positivo?”
“Significa che c’è.”
“Come stai?”
“Come prima più un tumore al retto.”
Seguirono frasi inutili e un appuntamento per la sera successiva.

Il male è male e ci si combatte, o se no si fugge ma il male rimane.
Centosessanta centimetri di Agnese arrivarono all’appuntamento. Bianca come un cencio, occhiaie fino ai ginocchi, Agnese entrò in macchina, spostò la cartella marrone e si sedette accanto a Mario. Lo abbracciò intensamente ma brevemente per poi sistemarsi sul suo sedile. Si accese una sigaretta presa dal pacchetto sul cruscotto che mandò a puttane il buon profumo che era entrato con lei.
“Perché si è ammazzato?” guardando la pagina sul cruscotto.
“Non lo so, non si sa, un po’ mi spiace e un po’ di più ho altri cazzi per la testa.” Lui voleva appoggiarsi a lei, non parlare, non pensare, non fare ma soltanto stare, appoggiarsi, trovare il grembo materno.
“Quando ti operano? Perché ti opererai subito, non è vero?”.
Aria impersonale, un po’ dottoral-professionale, spiazzante di lei.
“Non ne ho idea, ciao come stai, anch’io sono contento di vederti, anch’io ho dormito poco, anch’io ti amo, anch’io non vedevo l’ora di vederti e di abbracciarti…”
Mario, aveva parlato un po’ enumerando ed un po’ in cantilena, irritato perché Agnese era Agnese, e avrebbe desiderato ricominciare la conversazione da un altro angolo, ma Agnese era Agnese e si portava via le cose per farle decantare nella cantina del suo cuore, scientifica crocerossina esternamente impersonale come un bisturi esperto e non era la sua mamma ne la madonna della consolazione. Agnese era Agnese e lui la amava. Per ciò che era e per quello che lui solo si ostinava a vedere, Mario la amava con poetica illusione.Intanto il silenzio lievitava in quella uno bianca come un dolce a metà cottura.
“Allora?”. Mario era un chiacchierone e il silenzio lo reggeva assai meno di Agnese. La guardava, ne percorreva il profilo rivolto in un punto lontano al di là del parabrezza.
“Mario non ti amo e forse non ti ho mai amato”
Mario non ti amo e forse non ti ho mai amato.
Mario non ti amo dolore e forse forse? forse non ti ho mai mai? mai amato – aghi nella testa di Mario – mai amato non ti amo forse mai non ti ho amato mai – aghi duri, punture di aghi inaspettati – vespe pungiglioni aghi improvvisi dolorosi aghi nel cuore nel cervello nel più dentro del dentro non ora non oggi non adesso non così.
Lui un pugile al tappeto.
“Non voglio più avere a che fare con te”.
Aggiunse dopo una frazione di secondo non voglio più avere a che fare con te: k.o. tecnico, partita.
Mario non ti amo
forse non ti ho mai amato
non voglio più avere a che fare con te.
Aghi nel cervello, spade alla bocca dello stomaco, stupore di Abele moribondo davanti a Caino, punture, pungiglioni stupefacenti, mancanza d’aria nei polmoni, apnea interminabile e mille e mille altre cose ancora e il nulla, e il tutto e il nulla e la sua assenza, aghi e vuoto, vuoto pneumatico, precipizio, male della madonna.
Il male è male e ci si combatte o se no si fugge: lei fuggiva, lui muto non aveva armi per combattere. Troppo definitivo, troppo forte, troppo di tutto.
Salì come una battuta da film, salì dall’inferno del suo animo, come il presagio della sciagura, si gonfiò come le nuvole di novembre in Normandia e, mentre al di là del fiume la notte faceva vedere la cometa, bella come nel presepe e sicura della sua via, proruppe.
“Dimenticami”.
Dieci secondi e lei scese, altri dieci e lui partì, meno di un minuto e piangevano tutti e due.
Lui avrebbe continuato a dipingere ma da quel preciso momento perse, definitivamente, il giallo. Le sue tele divennero un po’ più cupe, senza un motivo razionale e per una motivazione interiore, per quel filo spezzato o perché il giallo è il colore della luce, la quint’essenza del chiaro, e lui si ritrovava fuori dal giallo e immerso in una nebbia melmosa, tra il grigio e il ruggine: il blu oltremare divenne irrimediabilmente verderame. Comunque continuò a dipingere, dopo una lunga pausa inebetita, a fare bei quadri a olio, a vendere, pochissimo, e a campare d’altro, malissimo.
Dimenticami, lui le aveva detto, e lei si sarebbe applicata anche se non sapeva bene con quali risultati, si ripeté che ce l’avrebbe messa tutta, la fuga è fuga, e continuava a convincersi, in quella ulteriore notte insonne passata a pulire casa per tenersi impegnata e possibilmente spossarsi, che nulla sulla faccia della terra poteva farle cambiare la sacrosanta idea, istinto di conservazione, che se e dove si può, dolore guerra malattie e morte si evitano quanto è vero iddio, ho tante cose da fare, tanta vita davanti, non ce l’avrei potuta mai fare, via, via lontano, più lontano che si possa, libera nos a malo, sarò cattiva ma non ce la faccio, mi conosco, non ce la faccio proprio.
E’ meglio così, dimenticare, uscirne salva, non soffrire, lontano dagli occhi lontano dal cuore. Addio ometto pittore di sogni, buona fortuna, che tu possa perdonarmi e dimenticarmi; forse io mai. Forse mi manchi tanto e non vorrei o forse non mi manchi abbastanza da farmi tornare indietro a dirti sei tu, a dirti sono io, sono io comunque, sono io a prescindere, malgrado le fughe, l’insoddisfazione e il terrore di avere a che fare con la tua malattia e che tu possa andartene e fare il mondo più brutto e più vuoto. Dio mio no, non mi manchi, non mi mancherai mai abbastanza, non voglio che tu mi manchi così tanto da farmi tornare, così intensamente da farmi stare a vivere con la paura del tuo morire.
Ho da fare, ho un lavoro, una carriera da costruire, la mia vita da costruire.  Sì, forse sono cattiva, forse sono ingiusta, non lo so, priorità fuggire e poi guerra tra me e il mio stupido cuore, tra me e la mia coscienza. Roba mia, solamente mia; addio bel sognatore, addio specchio di quella che non sarò mai.

Perché Agnese non era affatto cattiva, Mario pensò che lo fosse solo per rapidi tratti dolorosi; semplicemente Agnese era, irrimediabilmente, Agnese. Era irrimediabilmente Agnese e lui l’amava così come era, tutta e in ogni sua parte. La reputava bella; più che bella; Agnese per Mario era la donna scesa in terra, il cerchio della vita, il senso di ogni suo passo. Ne adorava il sorriso accattivante, l’atteggiarsi del viso quando entrava in una situazione di complicità, la sua andatura che pareva sempre quasi pigra, essenziale, un po’ ciondolante, i suoi piedi lunghi e affusolati, così perfetti, l’incavo dietro le sue ginocchia come i suoi capelli morbidi, lisci come la seta e neri come il carbone. Amava ascoltarla, amava sentire la sua voce, le sue intonazioni; amava parlarle, e ogni minuto e ogni parola erano musica perché erano loro due, perché lei era Agnese. Comunque fosse, nonostante Agnese fosse Agnese. Quando più tardi, troppo più tardi, dopo tempo e dolore, avrebbe smesso di giudicare il mondo e imparato, ruga dopo ruga, la relatività dei pareri e delle opinioni proprie prima che altrui, Mario avrebbe quadrato il cerchio.
Il male è male e ci si combatte, o se no si fugge ma il male rimane.
Agnese era Agnese e lo sarebbe sempre stata; le persone, tutte e ognuna, sono come sono ed è il bello del mondo, comunque siano.

Concorso letterario Liberi di Scrivere

locandinaliberidiscrivere_zps600d402fIl centro socio culturale ATRION di Carugate indice la quarta edizione del concorso letterario Liberi di Scrivere. Il tema di quest’ anno è “Nemica, amica, amante” . Storie di violenza sulle donne: paura, silenzio, rinascita. La lunghezza del racconto è stata fissata in 15000 battute (spazi compresi ) .
Il concorso è pubblico e gratuito : chiunque abbia compiuto i 18 anni entro il termine di scadenza di consegna dei manoscritti può partecipare. Tale termine di consegna è stato fissato per il 30 ottobre 2013 alle ore 18:00. I manoscritti dovranno essere consegnati a mano o spediti tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a Biblioteca Civica di Carugate, via S. Francesco, 20061 Carugate (Milano).
Oltre a due copie cartacee del racconto in busta chiusa, una seconda busta sigillata con il file (formato .doc o .txt) su supporto cd-rom e un foglio con nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, e-mail dell’autore e titolo del racconto, è necessario consegnare la dichiarazione di presa visione e accettazione del presente bando di concorso accompagnata da una copia della carta di identità.
Il concorso è a premi e per il miglior racconto è previsto un riconoscimento di 500€, 300€ per il secondo e 200€ per il terzo che verrà assegnato in occasione di una serata aperta al pubblico. La commissione esaminatrice è composta da esperti e presieduta dalla scrittrice Elisabetta Bucciarelli e valuterà gli scritti in base a creatività, stile narrativo e sviluppo del tema proposto. Oltre al vincitore designato dalla giuria,ci sarà anche un vincitore popolare,eletto dalla cittadinanza. La valutazione dei manoscritti avverrà in modo anonimo e solo in base al manoscritto presentato. Unicamente al momento della stilazione della graduatoria, si conosceranno i nomi degli autori e quindi dei vincitori.

Clicca qui per il bando completo del concorso 


La scrittura dell’altrove. Workshop autunnale con Michele Marziani

Accade al Rifugio Casa Ponte

1002454_10151610116108897_2126040797_nL’associazione culturale Mario Albertarelli, il Rifugio Casa Ponte e l’agenzia letteraria Carta&Calamaio in collaborazione con Università Aperta di Rimini presentano:

La scrittura dell’altrove
Laboratorio residenziale con Michele Marziani
Periodo: 19 e 20 ottobre 2013

Appunti per la costruzione di un libro sulla scrittura nomade. Può la compagnia di un libro (e di chi l’ha scritto) cambiare la percezione dei luoghi in cui si transita, si passa, si viaggia, si vive? Possono essere la distanza e la lontananza un’occasione di narrazione?

«Sono nato con il sogno del disegnatore di fumetti, sono diventato scrittore per un passaggio nomade che non mi ha fossilizzato nel luogo in cui pensavo di essere costretto ad abitare. Attitudine nel cambiare punti di vista, abitazioni, luoghi, radici, lingue, parole. La scrittura è un viaggio. La stessa vita è un viaggio». Michele Marziani sta scrivendo un libro sulla lettura e la scrittura nomade. Ovvero su come i…

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Viva Tumblr in versione aggiornata e prossimamente in inglese

ERRANT EDITIONS SMALL DIGITAL PUBLISHER

viva tumblr nuova coverEcco la nuova cover della versione aggiornata di Viva Tumblr! di Angelo Ricci. Al momento, la nuova versione è già disponibile qui e sarà da domani su Amazon Kindle store e a seguire aggiornata su tutti gli store on line

Il testo è in fase di traduzione in inglese nella versione aggiornata, la cover è già pronta

Viva tumblr nuova cover traduzione ingleseAppena sarà disponibile in inglese lo segnaleremo certamente.

 

 

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Concorso letterario “Racconta Tredozio…” prorogato il termine per l’iscrizione

Accade al Rifugio Casa Ponte

L’Associazione culturale Mario Albertarelli, avendo ricevuto  in questi giorni  numerose richieste di iscrizione al Concorso letterario “Racconta Tredozio e il torrente Tramazzo“, ha deciso di prorogare la scadenza per l’iscrizione al 21 luglio 2013.
Come già annunciato nel bando, le modalità sono invariate, l’iscrizione è gratuita e occorre farlo di persona, o presso il Rifugio Casa Ponte, o presso il Comune di Tredozio.
Il concorso mira infatti a far conoscere lo splendido territorio  della valle del Tramazzo, un luogo dove rilassarsi e passeggiare, fare escursioni o pescare, andare a cavallo, o anche far niente. Una visita a Tredozio e al lago di Ponte potranno essere lo spunto per scrivere e partecipare alla prima edizione del  concorso letterario di cui si ripubblica un estratto del bando.

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“Un ombrello per le anguille” presentazione al Centro Visite di S. Benedetto in Alpe

Accade al Rifugio Casa Ponte

POSTER CV4Al Centro visite di San Benedetto in Alpe, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, si inaugura una stagione di incontri e presentazioni.
Il primo appuntamento sarà con Michele Marziani che presenterà il suo “Un ombrello per le anguille”, Guido Tommasi editore, il 21 luglio 2013, ore 18.00.
Con lui, a parlare di racconti, di pesca e non solo, il naturalista Giampiero Semeraro.

Sarà forse un libro in cui piovono pesci? Non proprio. I pesci ci sono, sempre, guizzanti e carichi di significati come le parole di chi scrive, che racconta sì di pesca, ma anche di vita, ricordi, sensazioni, sentimenti, albe e fiumi, nostalgie. Un racconto via l’altro, non solo per chi ne capisce di esche, piombini e mazzacchere, ma sorprendentemente (o forse no), anche per chi tutte queste cose non saprebbe nemmeno riconoscerle ma che in una frazione di secondo si ritrova attaccato alla lenza della narrazione…

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Concorso letterario Racconta Tredozio e il torrente Tramazzo

Accade al Rifugio Casa Ponte

LocandinaA4concorsoletterarioTred'ozioConcorso letterario Racconta Tredozio e il torrente Tramazzo

L’Associazione culturale Mario Albertarelli indice il concorso letterario Racconta Tredozio e il torrente Tramazzo.

Si partecipa al concorso iscrivendosi gratuitamente a Tredozio nei giorni 21, 22 e 23 giugno e inviando successivamente un racconto in lingua italiana, a tema libero ispirato, anche vagamente, alla valle del Tramazzo.

Ogni partecipante potrà inviare un unico racconto.

Partecipazione
La partecipazione al concorso è libera è gratuita previa iscrizione gratuita obbligatoria presso il comune di Tredozio o il Rifugio Casa Ponte di Tredozio, durante la tre giorni Tre d’Ozio – Festival dell’Ozio che si svolge a Tredozio il 21, 22 e 23 giugno.

Le opere dovranno essere inviate entro il 30 agosto 2013 in forma elettronica all’indirizzo e-mail: info@rifugiocasaponte.it

È sufficiente inviare una sola copia, comprensiva di nome, cognome, indirizzo, e mail e telefono dell’autore.

Il vincitore sarà scelto entro il mese di…

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Premio letterario nazionale GialloLuna Mondadori

pr-5962-img-GLNN-MONDADORI-concL’associazione culturale Pa.Gi.Ne., organizzatrice del Festival letterario GialloLuna NeroNotte, e Il Giallo Mondadori hanno istituito il Premio Letterario GialloLuna Mondadori per il miglior racconto inedito giallo, thriller o noir.
Come termine ultimo per presentare i propri racconti inediti è stata fissata la data del 31 luglio 2013. Il racconto vincitore sarà premiato durante l’11ª edizione di GialloLuna NeroNotte, che si terrà a Ravenna dal 22 al 29 settembre 2013, alla presenza del direttore editoriale delle collane per l’edicola Mondadori, lo scrittore Franco Forte, e sarà poi pubblicato in uno dei volumi in edicola nel febbraio 2014 della collana Il Giallo Mondadori.
Il Premio è aperto a tutti i cittadini europei. I racconti devono essere scritti in lingua italiana e ambientati in Italia. La lunghezza massima delle opere deve essere di 20 cartelle dattiloscritte (ogni cartella è intesa di 35 righe e 55 battute, per un massimo di 2.000 battute).
I racconti devono essere inviati in busta chiusa e in 5 copie ciascuno al seguente indirizzo postale: Premio GialloLuna Mondadori, c/o associazione culturale Pa.Gi.Ne., via Corezolo 47, 48121 Ravenna. Contemporaneamente una copia, in formato pdf, andrà inviata all’indirizzo di posta elettronica: gialloluna@racine.ra.it.
All’interno della busta con i racconti, i concorrenti devono inserire, ritagliato in originale, il Certificato di Partecipazione (CdP), che si trova nelle ultime pagine de “Il Giallo Mondadori” in edicola. Per ogni racconto partecipante occorre inserire nella busta un tagliando in originale.
La pregiuria, composta da Federica Angelini (giornalista e traduttrice), Ouidad Bakkali (assessore alla cultura del Comune di Ravenna), Antonella Beccaria (giornalista e scrittrice), Alberto Cassani (coordinatore progetto Ravenna 2019 – Città capitale europea della cultura), Paolo Valenti (assessore alla cultura della Provincia di Ravenna), esaminerà i racconti in concorso e ne selezionerà cinque.
La giuria finale, composta da Nevio Galeati (presidente associazione Pa.Gi.Ne. e direttore artistico del festival GialloLuna NeroNotte), Annamaria Fassio (scrittrice) e Franco Forte (direttore editoriale del Giallo Mondadori e presidente della giuria), stabilirà il vincitore assoluto.
Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Premio ai seguenti recapiti: gialloluna@racine.ra.it, tel. 335.6485088,  www.gialloluna.it

Scrivere e Pubblicare un Libro – 09 Case Editrici Tradizionali – Guida per lo scrittore esordiente

ENTUSIASMI...repressi e non...

scritturaInauguriamo con questo articolo una piccola serie di quattro guide che hanno come obiettivo quello di informare e mettere in guardia gli aspiranti scrittori su ciò che possono trovare andando alla ricerca di un editore che prenda in considerazione il loro lavoro.

Volendo chiarire alcuni malintesi sorti in relazione a quanto da noi scritto nel post 07 – Modi di pubblicare, diciamo subito che la Casa Editrice, quella classica, l’unica che può vantare tale titolo, è quella che pubblica per propria decisione e per propria iniziativa senza chiedere nessun tipo di contributo all’autore che decide di seguire.

La Casa Editrice è un’impresa come tutte le altre che spende tempo e denaro per produrre un qualcosa che consenta di avere un ritorno economico.

Nel nostro caso sceglie il libro di un autore che valuta possa ottenere un buon riscontro da parte dei lettori, decide di investirci sopra ciò che ritiene…

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Bologna Childrens Book Fair 2013: cronaca per immagini

Curiosando per la Childrens Book Fair di Bologna, sfido chiunque a non tornare un po’ bambino, di fronte a certe meraviglie per gli occhi e per la mente. Per raccontarla tutta ci vorrebbero pagine e pagine, e allora ecco cosa è rimasto intrappolato nella mia macchina fotografica e nella mia fantasia.

Un mattone per la ricostruzione: l’associazione Comix Comunity ha lanciato l’iniziativa Un mattone per la ricostruzione, mattoni a fumetti per le popolazioni terremotate dell’Emilia. Fumettisti e illustratori che sono passati a trovarli nello stand della Fiera hanno decorato dal vivo un mattone che si è unito a tutti quanti gli altri realizzati per l’iniziativa: ogni mattone viene venduto per finanziare l’acquisto di materiale didattico per le scuole delle zone terremotate dell’Emilia o per altre associazioni di cittadini.

Gli illustratori svedesi: ospite d’onore di questa cinquantesima edizione della Fiera è stata la Svezia che ha presentato una bella mostra sull’illustrazione contemporanea dedicata a  31 artisti, selezionati da una giuria nominata dall’Arts Council svedese, e incentrata sul tema del diritto dei ragazzi alla cultura. La magica semplicità di alcune di quelle tavole era così intensa che ci si perdeva dentro.

E gli editori? Elencare tutti quelli interessanti è impossibile. Ma vi potete fare un’idea da questa carrellata di immagini.

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Marco Valenti dialoga coi lettori attraverso una newsletter

In epoca di social network per tutti i gusti, dall’ormai popalirissimo Facebook a Twitter, da Google+ a Pinterest, la buona vecchia newsletter riveste ancora il suo fascino e se ben utilizzata, con garbo e fantasia, rimane ancora un ottimo strumento per raggiungere i propri lettori. E attraverso una newsletter aperiodica arricchita spesso anche da contenuti multimediali Marco Valenti racconta della sua scrittura e alimenta un dialogo con coloro che amano leggerlo.

Per iscriversi alla newsletter è sufficiente mandare una mail all’indirizzo marcovalentiscrive@libero.it  con oggetto “richiesta iscrizione mailinglist”.

 

 

 

ENTUSIASMI...repressi e non...

scritturaQuesta sezione ha lo scopo di approfondire e meglio dettagliare quelle parti che possono aver creato malintesi o destato perplessità in qualche lettore.

Si è pensato dunque che fosse il caso di creare uno spazio dove riprendere alcune parti per meglio argomentarle.

Articolo 07: Modi di pubblicare

Nell’articolo si è fatto semplicemente un elenco delle possibilità di pubblicazione. Non ci sono schieramenti a favore di un modo né dell’altro. Nel caso specifico si può essere a favore dell’editoria a pagamento oppure decisamente contrari, ma se si vuole fare un elenco delle situazioni esistenti, non si può ignorare la cosa. Semmai potrebbero esserci altre possibilità che è difficile inquadrare specificatamente in una delle quattro categorie da noi riportate.

Come spiegato nell’articolo Antefatto, che speriamo possa chiarire tutte le motivazioni che hanno portato a questa serie di articoli, lo scopo del progetto non è altro che quello di fornire un prospetto…

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