Premio GialloLuna NeroNotte 2017

Anche per il 2017 viene riproposto il Premio GialloLuna NeroNotte concorso letterario nazionale per il miglior racconto inedito giallo, thriller o noir. Promosso dall’associazione culturale Pa.Gi.Ne., organizzatrice a Ravenna del Festival GialloLuna NeroNotte, il Premio è realizzato in collaborazione con Il Giallo Mondadori.
Come termine ultimo per presentare i racconti inediti è stata fissata la data del 30 giugno 2017.
Il Premio è aperto a tutti i cittadini europei. I racconti devono essere inediti, scritti in lingua italiana e ambientati in Italia. La lunghezza massima delle opere deve essere di 20 cartelle dattiloscritte (ogni cartella è intesa di 35 righe e 55 battute, per un massimo di 2.000 battute per cartella).
I racconti devono essere inviati in busta chiusa e in 5 copie ciascuno al seguente indirizzo postale: “Premio GialloLuna NeroNotte”, c/o Associazione culturale Pa.Gi.Ne., via Corezolo 47, 48121 Ravenna. Contemporaneamente una copia, in formato pdf, andrà inviata all’indirizzo di posta elettronica: gialloluna@racine.ra.it.
All’interno della busta con i racconti, i concorrenti devono inserire, ritagliato in originale, il Certificato di Partecipazione (CdP), che si trova nelle ultime pagine de “Il Giallo Mondadori”.
Una pre-giuria esaminerà i racconti partecipanti.
La giuria finale – composta da Franco Forte (Direttore editoriale de “Il Giallo Mondadori”) residente della giuria, Nevio Galeati (Presidente associazione Pa.Gi.Ne., Direttore artistico di GialloLuna NeroNotte), Annamaria Fassio (scrittrice) – stabilirà il vincitore assoluto
Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Premio: gialloluna@racine.ra.it, 335.6485088

Premio Letterario Galtellì 2017

Il Comune di Galtellì, in Sardegna, indice la seconda edizione del Concorso internazionale di prosa dedicato alla grande scrittrice sarda Grazia Deledda, che nel 1927 vinse il Premio Nobel per la letteratura. La Deledda ambientò il suo capolavoro Canne al Vento proprio a Galtellì che nel romanzo chiamò Galte.

Sarà possibile partecipare al concorso inviando racconti in lingua italiana, sarda o inglese di massimo 5000 parole che approfondiscano le tematiche care alla Deledda presenti nel romanzo Canne al vento: dal sentimento religioso alle peculiarità delle classi sociali, dalla descrizione dell’ambiente antropologico-culturale ed ambientale, alla difesa dell’identità, ecc.
Gli elaborati dovranno pervenire entro il 15 aprile 2017.
Il Primo Premio Assoluto prevede un assegno di 1.000,00 euro; rimborso spese di viaggio; ospitalità e soggiorno a Galtellì, pubblicazione del racconto.
Secondo, terzo, quarto e quinto premio: rimborso spese di viaggio; ospitalità e soggiorno a Galtellì, pubblicazione del racconto.
Primo Premio sezione in Lingua Sarda: 1.000,00 euro; rimborso spese di viaggio; ospitalità e soggiorno a Galtellì, pubblicazione del racconto.
Secondo premio in Lingua Sarda: rimborso spese di viaggio; ospitalità e soggiorno a Galtellì, pubblicazione del racconto.

Per ulteriori dettagli e approfondimenti è possibile consultare il sito del concorso a questo link.

 

 

La fiaba di Natale di Sandra Trambaioli

Le hanno chiesto di creare in esclusiva una fiaba di Natale e Sandra Trambaioli li ha accontentati: così è nato Un Natale fiammante, il racconto pubblicato su Il Via Vai dei Piccoli, supplemento bimestrale del settimanale Via Vai, distribuito negli ambulatori pediatrici, nelle farmacie e nelle scuole dell’infanzia della provincia di Rovigo e della Bassa Padovana.
Ma, tranquilli, se non avete modo di procurarvi un copia cartacea della rivista potete leggere la favola di Sandra nella versione sfogliabile online a questo link: la trovate a pagina 36.

Buona lettura!

Roberta Marcaccio, i suoi racconti, la sua voce

Volete conoscere meglio Roberta Marcaccio, autrice del romanzo Tranne il colore degli occhi pubblicato nella collana Amaranta di Antonio Tombolini Editore? Ecco alcune  risorse in rete utili allo scopo.
Prima di tutto, se siete curiosi di sentire la sua voce, a questo link potrete ascoltarla mentre legge l’incipit del romanzo. Mentre qui potete leggere il primo capitolo del suo libro d’esordio.
Avete già letto Tranne il colore degli occhi e vorreste leggere altri lavori di Roberta?
Vi accontentiamo con i link ad alcuni suoi racconti:
Il pollo è buono caldo
Ambrata dolce d’abbazia

Giulia nel paese delle meraviglie

Non vi basta? Allora venerdì 22 luglio alle ore 17.30 tenete d’occhio la pagina Facebook di Antonio Tombolini Editore perchè Roberta sarà in video diretta.

Gianluca Morozzi e Luca Martini presentano “L’ultimo bicchiere” il 10 maggio a Quintoveda

Libro_lultimobicchiereMartedì 10 maggio, alle ore 21, nel teatro underground di Quintoveda (Via Cavour 58) a Imola, Gianluca Morozzi e Luca Martini, coadiuvati da Tommaso Raffoni e Francesca Viola Mazzoni, presentano L’ultimo bicchiere. Storie più o meno accadute nelle osterie Emiliano-Romagnole (Cicogna Editore, 2016), raccolta di racconti curata dai due scrittori bolognesi.
Un bicchiere, un tavolo, e della gente intorno. L’osteria è
il posto in cui si raccontano certe storie, altre storie nascono tra una bevuta e l’altra, e le persone si incontrano, favorite dalla sottile incoscienza provocata dal vino. Con Hemingway e Bukowski come numi tutelari, Gianluca Morozzi e Luca Martini hanno raccolto un manipolo di scrittori e scrittrici amanti dei brindisi, non hanno dato limiti di genere, e hanno
messo insieme questa antologia. Ogni autore ha dato un contributo personale
spaziando dai ricordi d’infanzia, alle divagazioni psichedeliche, all’horror, al sentimentale, al demenziale… come in un’ideale serata passata a entrare e uscire da ogni locale della via, bevendo un bicchiere in ogni posto. Qui si possono trovare Dracula che visita tre volte la stessa osteria di Bologna a distanza di secoli o ci si addentra in uno Psycho Pub, oppure si scopre dove vanno a bere gli scrittori morti e stramorti, o si dividono calici con un aspirante Doctor Who, o… beh, scopritelo da soli.
Gli scrittori da osteria sono:
Luca Martini, Michele Marziani, Alen Grana, Danilo Masotti, Tommaso Raffoni, Barbara Panetta, Daniela Bortolotti, Antonio Bendini, Gianluca Morozzi, Alberto Petrelli, Francesco Palmisano, Mara Munerati, Elisa Genghini, Massimo Padua, Matteo Pedrini, Francesca Mazzucato, Francesca Viola Mazzoni, Claudia Grande, Alberto Andreoli Barbi, Alessandro Berselli, Fabio Rodda.
La presentazione è inserita nella rassegna attorno alla scrittura “Le voci di sotto” che propone voci di scrittori, narratori, poeti, editori, video maker, e tutto ciò che crea movimento intorno alla scrittura.

Concorso “Racconto breve sotto le foglie” – Festival del Verde e del Paesaggio

racconto-breve-sotto-le-foglieIl Festival del Verde e del Paesaggio, in occasione della VI edizione in programma al parco pensile dell’Auditorium Parco della Musica di Roma il 13, 14 e 15 maggio 2016, indice la quarta edizione del concorso nazionale di scrittura: Racconto breve sotto le foglie.
Non importa che il giardino sia reale o immaginario, vissuto o sognato, visitato o magari solo intravisto da un finestrino. L’importante sono le emozioni, i pensieri e le sensazioni che quel “giardino” sa evocare, un luogo in cui far crescere desideri, progetti, relazioni.
Chiudete gli occhi e lasciatevi andare. Questo è il tema delconcorso che occorrerà sviluppare.
Per partecipare è necessario aver compiuto 16 anni entro il 15 maggio 2016. La partecipazione è gratuita. I racconti dovranno essere inviati entro il 15 aprile 2016 seguendo le istruzioni del bando che è possibile scaricare a questo link.
I primi tre racconti classificati saranno pubblicati sul sito web del Festival del Verde e del Paesaggio nella sezione dedicata ai concorsi. Il racconto primo classificato sarà inoltre inserito nella pubblicazione del Festival del Verde e del Paesaggio 2016.
Per informazioni:
segreteria@festivaldelverdeedelpaesaggio.it
http://www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it

Lorenza Ravaglia e Roberta Marcaccio premiate al concorso Scintille in 100 parole

premioLa II edizione del concorso letterario Scintille in 100 parole ha portato fortuna alle nostre autrici: Lorenza Ravaglia ha ricevuto il primo premio nella categoria “L’Hotel Rimini” e, per la stessa categoria, Roberta Maraccio è stata segnalata per il diploma di merito.
Obiettivo del concorso, per racconti rigorosamente di 100 parole, era di narrare una storia in cui, all’improvviso, inaspettato, si presenti un colpo di scena. Le categorie erano tre: Ho scorto l’anima – L’Hotel Rimini – La lama rossa.
Trovate gli altri dettagli sul concorso a questo link
Siete curiosi di leggere i racconti premiati? Eccovi accontentati.

Lorenza Ravaglia

Le mattine d’estate cominciano molto presto. Mia madre compra pane e bomboloni, poi si scende in spiaggia, non oltre le otto e mezzo. L’aria fresca mi pizzica le braccia mentre trasporto il secchiello con i giochi fino al bagno numero 89. “Vado a raccogliere le conchiglie per il mio castello” dico alla mamma, che sferruzza sotto l’ombrellone. Calpesto la sabbia bagnata alla ricerca di tesori, finché lo vedo: un enorme relitto, con un’insegna che dice “Hotel Rimini”. Attraverso la passerella, entro. L’interfono continua a chiamare una bambina con un costumino rosso. I suoi genitori l’aspettano dal 1974.  Persa nella Publifono.

Roberta Maraccio

Clochard, senzatetto, coperti di stracci e cartoni, sulle panchine e nei sottopassi della stazione. Paolo sale sul taxi, con un senso di disagio nello stomaco. Davanti all’hotel ammira gli addobbi, le luci natalizie, l’enorme albero, le decorazioni costosissime. Entra in cucina ancora con la valigia in mano. «Quanti pasti hai preparato?» «Quaranta». «Quanti altri ne puoi preparare?» Il cuoco risponde e Paolo soddisfatto chiama Radio Taxi. Tre auto. Sgancia cinquanta euro ad ognuno e parla con i taxisti. Dopo mezz’ora ritornano con un carico di uomini e donne vestiti di stracci e lo sguardo smarrito. Paolo sorride. Ora è Natale!

Otto sedie per un racconto: workshop di scrittura con Michele Marziani

sediaÈ vero che in Italia i racconti non si leggono?
È quello che sostengono spesso gli editori di fronte agli scrittori che propongono le loro raccolte.
O forse è più vero che in Italia i buoni racconti non si scrivono? Come si sente dire a volte dagli sconsolati lettori italiani.
Forse la verità sta nel fatto che da noi, tramontata la novella e trasformatasi in racconto, c’è poca cultura delle storie. Ci piace di più il romanzo e costa meno fatica: bello lungo, tra le pieghe della narrazione perdona molto all’autore.
Il racconto no, è un esercizio Zen, il fermo immagine su un particolare della vita: non si può sfocare a caso. Eppure i grandi racconti sono capaci di trafiggerci e segnarci per sempre. Questo ci hanno insegnato i novellieri del passato e i narratori del Novecento. In particolare gli americani.
Facciamo allora del racconto la nostra palestra di scrittura.
Otto sedie per un racconto è un laboratorio di scrittura narrativa tenuto da Michele Marziani che si svolgerà a Rimini da novembre 2015 a aprile 2016.
È stato pensato dopo il successo di Otto incontri per un romanzo terminato a maggio 2015. Qui si possono leggere i riassunti delle giornate
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Quando guardo verso Ovest di Massimo Lazzari: presentazione-concerto, video intervista e booktrailer

lazzari_smallIl primo appuntamento live di Quando guardo verso Ovest di Massimo Lazzari,  sarà a Bologna giovedì 25 giugno dalle ore 20 all’interno del Pincherle Music Garden in via delle Casse/via Morgagni (in caso di maltempo la serata si svolgerà all’interno del Cortile Cafè in Via Nazario Sauro). L’autore presenterà il suo secondo libro, accompagnato dalla musica rock dei SaQura.

Quando guardo verso Ovest è una raccolta di 33 racconti, 33 storie vere di persone reali che, in un particolare momento della loro vita, si ritrovano a“guardare verso Ovest”e ad “ascoltare quella sensazione che spinge il loro spirito a gridare di andarsene”. Vi è nelle storie un forte legame con la musica, enfatizzato dal fatto che ognuno dei racconti porta il titolo di una canzone rock anni ’70, ’80 e ’90. Quando guardo verso Ovest è quindi un viaggio all’interno della vita dei protagonisti delle storie, ma è anche un viaggio nella storia della musica rock.

La serata vedrà l’ alternarsi della lettura di estratti del libro (con la voce narrante di Teresa Fava), dell’esibizione di brani musicali che danno il titolo ai racconti (suonati dalla band dei SaQura), e degli effetti speciali di Oscar Serio (il videomaker che ha realizzato il booktrailer). Continue reading “Quando guardo verso Ovest di Massimo Lazzari: presentazione-concerto, video intervista e booktrailer”

Rivista!una specie

cropped-cropped-titolo_finale1Rivista! unaspecie è un periodico di poesia e letteratura, fondato da un gruppo di studenti dell’Università di Bologna, che nasce con un’intenzione programmatica ben precisa, cioè di ri-accettare il libro come mezzo di formazione individuale, di dialogo, di discussione appassionata, di modi e linguaggi condivisibili.

Queste ottime premesse e modalità di lavoro hanno dato il via a una collaborazione tra Carta e Calamaio e Rivista!una specie. Infatti, un venerdì al mese Rivista!unaspecie dedica la pagina degli inediti alle poesie e ai racconti, scritti da voi. Così chiunque lo desideri, può inviare un proprio lavoro alla redazione di Rivista!una specie e, Carta e Calamaio, darà un commento tecnico degli elaborati che vengono selezionati e pubblicati. Una bella occasione per far conoscere i propri lavori e avere l’opportunità di conoscere il parere di chi conosce bene il mestiere dello scrivere.

Per conoscere le modalità di invio cliccare qui

 

 

Giallo di Romagna 2014 a Bagnara di Romagna

Giallo-di-Romagna_mediumIl “Premio di Letteratura Noir Giallo di Romagna”, “Premio Angelo Galli”, organizzato dal Comune di Bagnara di Romagna, in collaborazione con la ProLoco Bagnara di Romagna è giunto alla sua quinta edizione. Il concorso è rivolto sia a persone maggiorenni sia a partecipanti più giovani e la partecipazione è completamente gratuita. Gli elaborati devono essere inediti e redatti in lingua italiana, con una lunghezza massima di 20 cartelle contenenti al massimo 1800 battute (spazi compresi, Times New Roman carattere 12). Il genere del racconto deve essere a scelta tra noir, giallo o thriller e l’ambientazione deve essere la cittadina di Bagnara e le terre della Romagna. Gli elaborati dovranno essere recapitati in busta chiusa a Concorso Giallo di Romagna, Comune di Bagnara di Romagna, Piazza Marconi, 2, 48010, Bagnara di Romagna (RA). Continue reading “Giallo di Romagna 2014 a Bagnara di Romagna”

Concorso Letterario Racconta Tredozio 2014

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A seguito del successo ottenuto lo scorso anno, anche per il 2014 L’Associazione culturale Mario Albertarelli, in collaborazione con il Comune di Tredozio (FC), indice il concorso letterario Racconta Tredozio e il torrente Tramazzo (seconda edizione).

Si partecipa al concorso iscrivendosi gratuitamente a Tredozio nei giorni 27, 28 e 29 giugno e inviando successivamente un racconto in lingua italiana, a tema libero ispirato, anche vagamente, alla valle del Tramazzo.

Ogni partecipante potrà inviare un unico racconto. Continue reading “Concorso Letterario Racconta Tredozio 2014”

Premio GialloLuna NeroNotte 2014

UnknownL’associazione culturale Pa.Gi.Ne. che organizza il Festival letterario GialloLuna NeroNotte ha istituito, in collaborazione con Il Giallo Mondadori, un premio letterario per il miglior racconto giallo,thriller e noir.       Il concorso è rivolto a tutti i cittadini italiani ed europei. I racconti devono essere scritti in lingua italiana e ambientati in Italia e inoltre devono essere inediti (mai pubblicati). Ogni opera può avere una lunghezza massima di 20 cartelle: ogni cartella è composta da 35 righe dattiloscritte ognuna di 55 battute, per un massimo di 2.000 battute a cartella. Ogni autore può partecipare con il numero di elaborati che desidera, senza alcun tipo di limitazione. Continue reading “Premio GialloLuna NeroNotte 2014”

Una storia sbagliata : IX edizione del premio letterario

166649_498409673995_1050755_nL’ Associazione Culturale “Carta dannata” e la libreria “Max 88” indicono la nona edizione del concorso letterario “Una storia sbagliata” riservato a racconti brevi inediti. Il tema dei testi dovrà essere La guerra di Piero. Il concorso è rivolto a chiunque voglia partecipare e ogni partecipante può presentare una sola opera, ognuna delle quali deve essere composta di massimo 5 cartelle dattiloscritte ( max 50 righe per cartella). Il file può essere mandato in formato rtf, pdf o doc. Gli elaborati dovranno essere inviati o consegnati in duplice copia su carta non intestata corredati dal titolo scelto dal concorrente.  Solo su una delle copie andranno indicati nome, cognome, data di nascita, indirizzo,  recapito telefonico e indirizzo email. L’indirizzo a cui inviare o consegnare a mano l’elaborato è Libreria “Max 88”, piazza Gallura 1, 07029 Tempio Pausania (OT) mentre l’indirizzo email è cartadannata@yahoo.itOltre all’opera e a tutti i dati richiesti è obbligatorio allegare la scheda di partecipazione disponibile presso la suddetta libreria o scaricabile qui.    Continue reading “Una storia sbagliata : IX edizione del premio letterario”

Premio letterario Grado Giallo 2014

LOGO-SU-FONDO-GIALLOsIl Comune di Grado, organizzatore del Festival letterario Grado Giallo organizzano in collaborazione con “Il Giallo Mondadori”, la terza edizione del premio letterario Grado Giallo 2014. Il concorso è dedicato ai racconti gialli thriller e noir. Il premio è aperto a tutti i cittadini italiani ed europei. Le opere devono essere inedite e scritte in lingua italiana. La lunghezza massima di ogni elaborato è di 20 cartelle: ogni cartella è composta da 35 righe e ogni riga da 55 battute (max 2000 battute a cartella). Ogni autore può partecipare con un massimo di 2 elaborati. I racconti devono essere inviati entro il 31 marzo 2014 in triplice copia in busta chiusa a  Premio Grado Giallo
c/o Biblioteca civica – Via Leonardo da Vinci 20 – 34073 Grado (Gorizia)Continue reading “Premio letterario Grado Giallo 2014”

Donne Molto Kattive: contest letterario gratuito

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L’Associazione Culturale PescePirata, in occasione della festa della donna, propone il
concorso letterario Donne Molto Kattive che ha come protagoniste proprio le donne. Ma non donne qualunque, no. Donne  arcigne,  combattenti.  Donne  incazzate,  che  non  si  piegano,  che  non  ci  stanno  ad abbassare la testa. Donne fiere di esserlo, che pretendono i loro diritti (e se li prendono).
“Prendete un personaggio femminile – Kattivo! – di un romanzo famoso (ma va bene anche un film, un manga, un cartone animato o storicamente esistito). Riavvolgete il nastro della sua vita. E scrivete un racconto usando lei – la kattiva – come protagonista. Il racconto non ha limiti di genere.”
La scadenza del concorso è il 27 marzo. Per tutti i dettagli potete scaricare il bando a questo link.

Premio Chiara Inediti 2014

HOMEpremiochiara2014L’Associazione Amici di Piero Chiara grazie al sostegno della Provincia di Varese, al Patronato della Presidenza Regione Lombardia e ai contributi della Repubblica e Cantone Ticino, del Comune di Varese, del Comune di Luino e della Camera di Commercio di Varese e con la collaborazione della Pietro Macchione Editore, indice la quinta edizione del Premio Chiara Inediti. Il concorso è dedicato a raccolte di racconti inediti (minimo 3) redatti in lingua italiana mai apparsi su quotidiani e riviste o sul web. Continue reading “Premio Chiara Inediti 2014”

Lamento di Giustiniani : il nuovo racconto di Angelo Ricci

inaspettato-2014-coverIl primo racconto della collana Inaspettati di Errant Editions del 2014 è proprio Lamento di Giustiniani, il racconto di Angelo Ricci.
Brevissimo, una lettura splendida, senza tregua, senza pausa. Una narrazione che si fa tessitura strana, straniante, imprevedibile dalla prima all’ultima parola.
Un racconto-atipico, nel perfetto stile di Angelo Ricci. Continue reading “Lamento di Giustiniani : il nuovo racconto di Angelo Ricci”

Premio Letterario San Valentino Breno

san valentinoIl Comune di Breno, in collaborazione con la Biblioteca comprensoriale e il Sistema bibliotecario di Valle Camonica, indice la quarta edizione del “Premio letterario San Valentino”.
Il tema di questa edizione è:
Amore è…un viso di donna nell’arte
Il principale scopo del premio è la selezione di racconti d’amore inediti, finalizzati alla
valorizzazione della tradizionale festa patronale del paese, molto sentita a livello locale e
comprensoriale, in programma il 14 febbraio.
La partecipazione è aperta a tutti e si può partecipare sia come singoli, sia in gruppo.
I racconti che verranno inviati devono essere inediti, pena l’esclusione dal concorso.
Il concorso è aperto anche ai non residenti in Italia, purché le opere siano scritte in lingua italiana.
Il racconto dovrà essere consegnato in busta chiusa, insieme al modulo di richiesta e partecipazione debitamente compilato e sottoscritto (All. A )
Gli elaborati dovranno essere consegnati esclusivamente presso la Biblioteca comprensoriale di Breno, la quale rilascerà apposita documentazione comprovante la consegna degli elaborati in una busta entro le ore 18.00 del 20 gennaio 2014.
È prevista comunque la spedizione postale previa verifica telefonica entro il termine sopraindicato presso la Biblioteca comprensoriale (tel. 0364-324098), che confermerà l’avvenuto recapito comunicando il numero progressivo di arrivo.
I racconti presentati verranno valutati in modo anonimo da una commissione composta da Barbara Zanotti (bibliotecaria), Antonietta Bettoni (insegnante), Maurizio Perini ( insegnante), Simone Burgo (esperto di letteratura). A presiedere la commissione ci sarà la scrittrice Maria Venturi. La premiazione avverrà in una serata pubblica il 13 febbraio 2014 alle ore 20.30 presso il Palazzo della Cultura alla presenza della Commissione tecnica di valutazione e delle autorità.

Per scaricare il bando completo clicca qui

Premio Cimitile 2014

premio cimitileLa fondazione Premio Cimitile, istituto di alta formazione, ricerca e promozione culturale e letteraria, apre le iscrizioni alla diciottecima edizione del concorso letterario Premio Cimitile.
Il concorso letterario prevede una stesura di genere narrativo (romanzo,giallo,racconto), compreso tra le 50 e le 250 cartelle ( ogni cartella contiene 45 righe di testo). La partecipazione al concorso è completamente gratuita. Ogni partecipante può inviare un numero illimitato di elaborati, a patto che siano originali, inediti e scritti completamente in lingua italiana. Il termine ultimo per la consegna degli elaborati è il 10 gennaio 2014.
Ogni elaborato va consegnato in duplice copia e spedito in busta chiusa a Casella Privata 200 Mail Boxes Etc. via A. Laterizion 28- 80035 Nola (Na). Sulla busta dell’elaborato dovrà essere indicato uno pseudonimo e dovrà essere consegnata un’altra busta chiusa contenente nome e cognome completo dell’autore e il suo recapito telefonico. Solo a premiazione avvenuta verranno aperte le buste con i dati originali dell’autore.
La valutazione delle opere verrà fatta da una giuria presieduta da Ermanno Corsi, già presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania.
Il premio letterario verrà attribuito a giugno 2014 nell’ ambito della manifestazione per la proclamazione che si svolgerà presso il Complesso delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile.

per ulteriori informazioni sul concorso letterario clicca qui

per scaricare il bando al concorso clicca qui

“Pappa” di Luca Martini nell’antologia “La morte nuda”

coplamortenudaC’è anche il racconto “Pappa” di Luca Martini, tra quelli raccolti nell’antologia La morte nuda, pubblicata da Galaad Edizioni e curata da Simona Castiglione e Caterina Falconi.

Nella raccolta di racconti la morte si fa bella, si denuda, si mostra, si svela in una danza, un velo dopo l’altro, un racconto dopo l’altro: in ventitré storie di autori italiani che hanno le tinte del poliziesco o del fantascientifico, che trascolorano nell’horror o virano verso il grottesco, in cui il sesso sfrenato si muta in magia nera e il terrore si ribalta in umorismo.

Concorso letterario “Racconta Tredozio..”: ecco il vincitore

545609_3160142924209_1113234446_nE’ Silvano Verni il vincitore della prima edizione del concorso letterario “Racconta Tredozio e il torrente Tramazzo”, con il racconto “All’acqua, ai sassi, alla terra”  di cui pubblichiamo il testo.
La giuria ha proclamato il testo vincitore all’unanimità. Tutti i racconti pervenuti erano belli e interessanti e questo fa ben sperare per un allargamento del concorso nel 2014.

All’acqua, ai sassi e alla terra

“Valgimigli, 1889 -1970”….”Frassineti, 1901 – 1993”….”Poggiolini, 1897 -1968”….così come ogni volta, i nomi e le date, una liturgia che si riproponeva ogni giorno, sul fare del mattino di brume ancora pungenti, di colori smorti e contorni sfuocati, che il basso sole era ancora di là da venire. I volti sul marmo erano di bianco e nero, tutti, come se, chi veniva ricordato in eterno, bisogno non avesse di altre cromature. Solo bianco e nero, vita e morte. Ma se la memoria era eterna, forse eterni lo siamo un po’ tutti, coloro che dimorano qui, noi che ricordiamo e che saremo ricordati, forse nella memoria c’è la nostra essenza. Che vaga errante per la vita, entrando e uscendo da altri luoghi e ci lascia attoniti a guardare il corpo vuoto.

Ma tu, Roberta, di queste cose non sapevi niente, o forse le avvertivi solo dentro di te, senza una ragione, senza una spiegazione, tu sola, dentro al cimitero a guardare le lapidi e a leggere i nomi e le date ogni volta, come una cosa mai vista prima. Ma non c’era tristezza nel tuo guardare, non lacrime o rimpianti, c’era un ascoltare le voci che narravano i tuoi ricordi e li rendevano vividi e presenti, come una cosa già accaduta, ma che ancora accade e tu li rivivi con gli stessi colori, gli stessi odori, le stesse sensazioni di bambina, quella bambina che ancora è dentro di te ed e, anche adesso, ciò che più ti rimane. Il grande tavolo di grosso legno scuro era ancora troppo alto, ma agli occhi ci arrivava e tu vedevi il suo lugore solcato da segni di coltello, perché a volte non si stava troppo attenti a cosa ci si tagliava sopra, e non c’era tempo per troppi manierismi. C’era la mensola delle padelle attaccate per il manico e messe in fila dalla più grande alla più piccola, e sotto c’erano le pignatte con quelle più piccole dentro alle grandi, e se c’era una attenzione per le misure delle cose, vi era anche per quelle delle persone. E tu era la più piccola. Ed eri l’unica in casa, quando tua madre si affacciava sull’aia gridando con voce stridula ed anche un po’ rauca: “Ardusìv, ch’lè ora d’magnè!” La tovaglia era già stesa, e tu mettevi le posate con gesti importanti, perché il momento del desinare era il ritrovo di tutte le generazioni troppo spesso sparse, nell’allora vastità dei campi, delle vigne e dei castagneti. Le mani forti dalle vene in rilievo, afferravano forchette e coltelli, lasciando cadere sulla tovaglia larghe fette di pane e briciole, e sentivi tintinnare e deglutire, di nervosi pomi d’adamo, bicchieri di vino rosso. Sentivi le loro parole, una nenia irregolare di cui non capivi il significato, ma ne comprendevi la musicalità, la cadenza, e ancora sentivi le risa. Come le senti adesso che pare tutto svanito, ma non per te, che avverti le stesse parole ora, perché lì sono tutti la stessa gente. La gente non capiva perché mai tu stessi tanto ad ascoltare i morti e parlassi così poco con i vivi, non capiva, ma ciò che sfugge ha sempre bisogno di essere catalogato, allora, quando ti vedevano passare, si davano di gomito dicendo: “Vè, u iè la zupatta!” Piccola lo eri, esile ma non troppo bassa, e davvero ti trascinavi un po’ il piede destro, che sempre più spesso pareva volersene andare per i fatti suoi. Per tanto tempo eri andata a Faenza, Forlì, Bologna, ad ascoltare luminari che eloquivano, sentenziavano, di patologie e cure, operazioni o terapie, di turbe metaboliche, di ernie o problemi neurologici, o di niente. E tutte le volte andavi via con la sensazione di aver capito niente, di aver risolto niente, ma della parcella pagata rimaneva la certezza. Alla fine ti sei stancata di quell’inutile andirivieni e il rimedio ai tuoi mali era quello di camminare per il paese. Dal viale alberato, di cui conoscevi a memoria ogni radice che affiorava dal terreno ed ogni traccia di ruggine sulla ringhiera ferrosa, fino all’incrocio, fermandoti ogni tanto sulle panchine, quando il piede era particolarmente dolente. Giravi poi attraversando il ponte sul fiume, ma quando stavi bene andavi dritto fino alla piscina (e mi Signùr, la piscina?! Ma siam gente di mondo anche noialtri!) e ritornavi dallo stradellino che costeggia il fiume dall’altra sponda, dove c’ il lavatoio, se c’è ancora e se ancora ci lava qualcuno. Dicevo dunque che passato il ponte, gettavi lo sguardo a San Michele, ma solo di striscio, perché ormai da troppo tempo non eri più avvezza a frequentare le messe, ma non in spregio al Cristo ed ai Santi, magari ai preti un po’sì. Ciò che ti faceva disertare le funzioni erano gli sguardi della gente, che sentivi lungo i fianchi come graffi, ed i sommessi commenti di lingua puntuta, bislacca e malversa ti toglievano l’aria dalla bocca e mentre passavi in mezzo a loro ti pareva di camminare in una appiccicosa scia,  lunga, bavosa e viscida, come quelle che lasciano le lumache. Ma alla domenica mattina presto, ti piaceva guardare quelle pie donne che si recavano al mattutino, con passo svelto di coscia stretta e pudica e di robusti polpacci, con la mano a tenere stretto sotto il mento il bianco fazzoletto da testa, perché senza pensieri impuri ed in penitenza cisi doveva presentare davanti al Signore. C’erano però altre cose, altri odori e colori che rivoltavano i tuoi umori, dopo San Michele c’era il forno, e di mattina ti lasciavi inondare da quell’odore di pane appena sfornato. E ti immaginavi quelle grandi e tonde pagnotte da romperle con le mani, la crosta spolverata di farina, croccante e saporita e dentro la soffice e calda mollica, duro e morbido, un Tao di contadina filosofia. Ti immaginavi di mangiarne una cesta, di quelle pagnotte, tu, che il tuo stomachino faticava a digerire un pugno di riso e due verdurine, ma del sogno non eri mai sazia. Continuavi a scendere per la strada, quella della torre con l’orologio, dove c’erano quei negozietti piccoli, con gli scaffali pieni di roba di ogni genere, frutta, verdura, spezie, detersivi e dietro al bancone prosciutti, salami, un maelstrom urlante di odori accatastati che spesso ti faceva venire le vertigini, un capogiro di sensazioni. Ti piacevano tanto anche le cartolerie, dove vendevano giochi per i bambini, quelle confezioni di cartoncino e plastica, piene di giallo, rosso, verde e blù, e lì ti perdevi nella memoria di una vasta aia assolata, di un ombroso porticato, di una bambola fatta di paglia e ricoperta di stracci. Ma stracci ricamati ad arte, che avevano preso la forma dei vestiti delle principesse, lo stesso ago e filo che avevano ricamato gli occhi e la bocca di un sorriso senza fine, e capelli di stoppa raccolti in due graziose trecce. Quella bambola era la tua compagna nei mondi immaginari e solitari che ti creavi in ogni angolo della casa o al di fuori di essa, sotto un albero e soprattutto sulle rene del fiume. Raramente avevi compagnia, perchè i tuoi fratelli, più grandi di te, avevano le gambe già abbastanza robuste da aiutare nei campi o a tener dietro alla bestie, mentre tu eri ancora troppo eterea ed evanescente agli occhi degli adulti, per poter essere calcolata economicamente. “Lì l’è ancora tropa cèina pran’dè drì al bestc!” sentenziava tua madre, mentre facevi disegni nella cenere con un legnetto. Con questi ricordi arrivavi così all’orologio, quasi a chiudere il cerchio, mancavano però ancora i rintocchi della campana, le ore e poi i quarti, che tu contavi sempre ogni volta con metodica attenzione, ben sapendo cosa si sarebbe suonato, ma forse avresti voluto meravigliarti che una volta l’orologio avrebbe potuto suonare qualcosa di diverso o di sbagliato. Così giravi verso il ponte più in basso, dove il paese si appoggia sul fianco della collina, quasi sempre nel tardo pomeriggio, e lì si rinnovava un altro rituale, quello del fiume. Scendevi all’acqua dove sapevi tu, che ancora scalette e slarghi non erano stati fatti, in quel gruppo di sassi che eri solita andare e anche loro, fermi e pazienti, ti aspettavano e contenti della tua presenza esclamavano “Tsì arivèda!”, ti sedevi su quello più grande e liscio che ancora emanava il tepore trattenuto durante il giorno, ti toglievi scarpe e calzini e mettevi i piedi nell’acqua. Sentivi la leggera corrente accarezzarti le dita e la pianta, pensando che ti avrebbe pian piano lavato via il dolore, l’avrebbe portato con se in un altro fiume più grande, e di lì, al mare. Perché il mare è abbastanza grande da raccogliere il tuo dolore, come quello di infiniti altri, perché nelle sue profondità il dolore si disperde e affiora alla superficie la speranza, che riverbera sulle onde. Ogni tanto ti arrivavano le voci di persone, appoggiate al parapetto di sopra, ascoltavi quella parlata così particolare, che quando la sentivi dicevi subito che era uno di qui. La E e la O strette, eran si tipiche della Romagna tutta, ma era nella lettera A che stava il segreto per sapere chi pestava le tue terre, e la parola Avlàn (nocciola), quasi un lezioso francesismo, era la chiave. Partiva dall’esofago la prima A, poi la V e la L salivano in bocca, rimbussolandosi sotto la lingua, la seconda A si formava nella fronte, quasi una sorta di terzo occhio, per terminare con la N sfiatata dal naso. Sentivi parlare, parlare di tante cose, spesso inutili facezie, forse anche di te, che da la sopra ti vedevano. Si chiedevano magari perché non ti fossi mai maritata, forse non volevi, o forse nascondevi qualche segreto che in paese non si conosceva, ma era difficile che al paese tutto sfuggisse qualcosa. E tu, a prender marito, una volta avevi pensato davvero. Scorreva l’acqua, distorcendo le forme al di sotto di essa e vedevi i tuoi piedi e i sassi del fiume muoversi e confondersi, così che dal luogo dei ricordi ti giunse la figura del nonno, che tenendoti sulle ginocchia ti cantava una filastrocca : “C’era uno grillo, nel campo di lino, la formicuzza ne chiese un pochettino, laricimubalalillallero, lariciumbalalillallà….” Lavoravi come apprendista nel negozio di una sarta, la paga era poca, ma era una fortuna lo stesso. Quel giorno entrò un ragazzo che chiese di preparare una camicia per un evento importante, tu stavi tagliando della stoffa, ma di sottecchi lo osservavi. Capelli un po’ mossi e tirati indietro e tenuti da una lozione, occhi grandi, scuri e umidi, così come umide parevano le labbra, un sottile paio di baffetti rimarcavano una virilità ancora acerba. Le mani erano bianche e liscie, le unghie curate, non dava l’idea di quelli avvezzi a curvare la schiena alla terra, d’acchito pareva di famiglia benestante. Francesco si chiamava, come ti disse poi la commessa e prima di uscire lui si voltò verso di te e sorrise, tu chinasti di scatto la testa sul lavoro. Ma quel sorriso lo pensasti tutte le sere prima di addormentarti. “….Disse lo grillo : ”Lo sposo sarò io!” la formicuzza : “Sono contenta anch’io!” lariciumballillillallero…” “Vai ad aprire, Roberta, che hanno suonato.” Andasti ad aprire e ti ritrovasti davanti Francesco con un mazzo di fiori in mano e tu rimanesti impalata con il rossore che ti avvampava e le parole che non venivano, si accavallavano i pensieri, tutti  nel medesimo istante, che volevi cercare di capire qualcosa, ma non capivi niente. Capisti solo confusamente che lui ti chiese di diventare la sua fidanzata. “Viene fissato il giorno delle nozze, un fico secco e due castagne cotte, laricimbalalillallero…..” Vennero altri doni e anche tu decidesti di fargliene uno. Andasti in corriera fino a Faenza e comprasti uno di quei rasoi con le lamette intercambiabili, tutto di metallo scintillante, di una famosa marca americana, che guardi quì, c’è proprio la scritta Made in U.S.A. Nel viaggio di ritorno stavi con la testa appoggiata al vetro del finestrino e ti vedevi riflessa in esso, il tuo riflesso tra te e le colline che ti scorrevano a fianco. Vedevi te stessa dal di fuori, come forse hai sempre fatto, come sicuramente ancora fai. E per tutto il viaggio non facesti altro che sognare di lunghe vesti bianche e fedi nuziali. “…Erano in chiesa e si mettean l’anello….lariciumbalalillallero…” “Mi spiace Roberta, non posso accompagnarti alle giostre, sai, il notaio ha detto che devo assolutamente sbrigare in fretta delle pratiche, per diversi giorni sarò impegnato, scusami!” “Non fa niente, Francesco, avremo tante altre occasioni per andare alle fiere, poi il tuo lavoro è così importante! Ti aspetterò!” Ma alle giostre Roberta andò da sola, anche contro il parere della madre, “Non sta bene a una ragazza andare in quei posti da sola!”, perché quel sogno di suoni, luci, palloncini e zucchero filato premeva sul desiderio della “Roberta bambina”, ed esigeva il suo manifestarsi. Le bancarelle erano piene di cose, i bambini si divertivano sulle giostre, il tuo sguardo vagava divertito e alla fine si posò su di una coppia un po’ in disparte. Un tuffo al cuore! Era Francesco, nella fibrillazione cercasti di vedere meglio, era lui! Stava abbracciato ad una ragazza dai capelli lunghi e crespi, ridevano sguaiatamente e lui le metteva la mano nelle parti basse. “La formicuzza dal grande dolore, prese uno spillo e si trafisse il cuore, lariciumbalalillallero lariciumbalalillallà.” Ti sentivi inaridita, come se piano piano, ti evaporassero tutti i liquidi, le emozioni, i sentimenti, in qualche modo prendesti una corriera e tornasti a casa senza ricordare nulla, solo l’immagine di Francesco abbracciato all’altra. Arida, secca, senza forze, mentre arrivavi alla porta di casa ti sentivi sgretolare come argilla. “…dal grande dolore……e si trafisse il cuore….lari ….ciumbala….lillallero….lilla….là.” Tua madre in casa non c’era, andasti in camera tua e ti gettasti sul letto a piangere, ma un pianto asfissiato, senza lacrime e dolente di petto e di fronte, a bocca aperta, senza un suono, come un inesistente gridare. E sentisti le pareti della stanza chiudersi su di te, come una prigione, una prigione di sassi, come quelli che amavi guardare al fiume, bianchi, tondi e levigati, ora divenuti guardiani delle tue notti spesso insonni. Così il fiume che ti lavava i piedi era il fiume della memoria, che partiva da lassù e portava a valle tutto ciò era venuto a sapere della gente nel tempo, perché nel fiume erano nati, passati e morti persone, amori, disgrazie, faccende grandi o inutili e tante altre cose. E ne aveva, il fiume, di cose da raccontare, anche adesso che ormai non c’è più nessuno ad ascoltare. Ma se il ricordo del mancato matrimonio ancora ti causava malessere, il pensare al nonno ti risollevava, di favole e di filastrocche, di quella volta che ti costruì uno slittino di legno, che sapeva lavorare molto bene, e tu aspettasti impaziente la prima nevicata. Quel nonno a cui forse eri più legata che a tuo padre, non che non ci fosse affetto verso di lui, ma lo sentivi più distante, un voler bene diverso, mentre il nonno lo sentivi più tuo. Lo vedevi in età già avanzata, venire ancora su per quell’erta, curvo, con un pesante sacco pieno di robe, castagne o farina, tenuto dietro la schiena, le mani serrate di nodo e di scaglia, il volto scolpito di carapace, arato dalle rughe che il sudore aveva scavato. E quando posava a terra il fardello, pareva che le mani non si volessero più staccare per il troppo pesante impugnare. Ma era anche fatica d’orgoglio e quegli uomini spesso si davan sù la voce : “Mè nà vòlta ad chi sac chelè, a ni tuleva so òn con ona man e òn con cl’etra!” Quel nonno che nel grande letto di ferro battuto, in punto di morte, guardava fisso il soffitto a bocca aperta e tu gli tenevi la mano. In un ultimo fiato farfugliò queste parole : “Arèv avù tant chera cat fos marideda….” Ora il tuo nonno è là, con i Valgimigli, i Frassineti e i Poggiolini, a raccontarsi di chi aveva tirato sù di più, di quella volta che a veglia c’era Mingò a raccontare storie e di quello che aveva visto il diavolo in mezzo alla neve. Un alito d’aria più fresca, ti diceva che era ormai l’ora di tirar fuori i piedi dall’acqua, che le dita avevano fatto le grinze, e di andare, perché le colline chiedevano il tributo delle ombre lunghe dal sole, ormai troppo esanime per poterle rinvigorire. E la tua ombra, Roberta? Sempre più sottile, come te, che vorresti essere sempre più simile a lei, per sfuggire agli sguardi della gente. Sfuggi alle feste, dove c’è la musica da ballo, si mangiano tortelli e si beve vino, si ride e si parla, di quello che è stato con quella là, di chi ha fatto le corna a chi, di sgarbi e permali. La gente non sa della tua paura di rivivere sempre quel momento in cui vedesti Francesco abbracciato a quella donna, momento che ti rifiuti di raccontare per cercare di cancellarlo. Ma il passato non si cancella, si può occultare, rendere sommesso, cancellarlo no, è sempre dentro di noi, fa parte di noi.

Terminava il tuo giro, come il circolo della tua vita, dal cimitero alla bassa volta che ti conduceva alla porta di casa, quasi sempre lo stesso, a volte con qualche deviazione, ancora meno soffermandoti a parlare con quei pochi a cui davi un minimo di confidenza. Ma anche nel circolo della tua vita, si fanno strada cose nuove, lentamente, perché tu non permetti più agli accadimenti di scardinare la porta delle emozioni forti. Accade così che un certo Francesco, guarda se la vita non fa degli scherzi, cominci ad avere interesse per te. Lavora nel forno, quello del ponte di sopra, e impasta e cuoce e serve i clienti al banco, ti vede passare ogni santo giorno, e ogni santo giorno spera che tu entri a comprare il pane, perché lui è lì, pronto a servirti. Ma tu entri poco, ti piace l’odore, ti piace immaginare di abbuffarti, come già detto, però compri solo qualche pezzettino. Lui è timido, porta occhiali grandi, con una montatura demodè, ma si adatta alla faccia larga e piatta, la parlata, quando è imbarazzata, ogni tanto si inceppa, dei capelli non sai dire se sono bianchi di suo o se a causa della farina, non pare proprio un bell’uomo e alla gente scappa facile dire che sia lento di comprendonio, ma si sa, la gente! Vinta la timidezza, comincia a chiederti se ogni tanto può accompagnarti nelle tue passeggiate, ma tu non gli davi corda, non so mai quando esco di preciso, domani ho un impegno, devo andare a Faenza e altre scuse, perché pensi che i nomi siano legati ai fatti, e Francesco si portava dietro una sventura. Alla fine, però, hai pensato che più male di tanto non avrebbe potuto portarti, forse qualcuno con cui parlare durante il camminare poteva essere una cosa anche piacevole, basta che non si mettesse strane idee in testa, che di legami affettivi non volevi più saperne. Si vedeva così, una coppia che non si sa bene se dire male assortita o quantomeno strana, girare per il paese. Tu, che nonostante il piede sordo camminavi con discreta grazia e compostezza, ascoltavi e poco raccontavi, lui che nella foga della novità parlava forte per non incepparsi e gesticolava muovendo ampie le braccia e diceva e diceva cose, spesso anche esagerate o delle vere e proprie balle. E se è vero che chi và al mulino s’infarina, è vero anche che chi và con lo zoppo impara a zoppicare, perché senza volere, si vive di luoghi comuni, frasi fatte e partiti presi. Così anche Francesco cominciò a zoppicare come per solidarietà, che con tutto il suo muoversi sembrava sempre più sgualembro. Vi vedeva, la striscia di asfalto tra gli alberi, camminare, il camminare di una coppia di parole forti, rotonde e di silenzi, una coppia fatta da sogni segreti e da prorompente effettualità, senza la passione, l’attrazione e senza frequentazioni di letto come di solito si conviene ad un uomo ed una donna, una mutua compagnia saltuaria ed incostante, perché l’incostanza ha sempre fatto parte del tuo essere, Roberta. E si chiedeva, la striscia di asfalto, se alla fine non era “amore” anche quello, perché amore è parola spesso usata per comodità, la comodità di non dover chiedersi le cose, la comodità di giustificare gesti e pensieri, la comodità di tutti noi che non l’abbiamo mai capita appieno, una parola liquida, che si adatta al contenitore dentro cui la mettiamo, ma sempre per comodità. Continuava il tuo girovagare, vedevi le cose cambiare, posti nuovi, cose nuove, come nuovi ti parevano i ragazzi, che scimmiottavano usi e costumi di quelli delle grandi città, a volte con successo, a volte meno, perché l’odore della terra, dei faggi e dei castagni, del mangime per le galline, rimaneva cucito addosso. Tu guardavi questo nuovo e ti chiedevi, senza aver bisogno di capire. Continuava il tuo girovagare, ogni tanto in compagnia di Francesco, più spesso sola, continuavi il tuo circolo come una cosa naturale. Perché se il nostro fare “tecnico e moderno”, dove rincorriamo spesso la voglia malata di affermazione o il nulla, ci porta alla follia, non quella dei matti che è altra cosa, ma come assenza di ragione, il fare “naturale” ci porta all’essere eterni, ma siccome l’eternità ancora ci sfugge, giriamo in circolo, dove le cose ci sono conosciute, e si comincia là, da dove si è finito. Così, Roberta, ogni giorno finivi e ricominciavi. “Valgimigli, 1889 -1970”….”Frassineti, 1901 – 1993”….”Poggiolini, 1897 -1968”….

Antarica’s Chronicles de Il Daz: esce in inglese la fiaba per sognatori piccoli e grandi

COPERTINA ing bassa risDa oggi è disponibile anche la versione inglese dell’ebook  Storie di Antarica, primo romanzo de Il Daz, una fiaba fantastica scritta per i ragazzi ma che piacerà sicuramente anche agli adulti.

Antarica’s Chronicles, arrichito anch’esso dalle illustrazioni di Davide Cassetta sarà presto in tutti i migliori store on line. Al momento può essere acquistato su:

Book Republic
Biblet.it/Cubolibri
Ebook.it
Ebookizzati
InMondadori
KoboBooks
Libreria Rizzoli

Concorso letterario Giunti shift

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La casa editrice Giunti lancia il Concorso Giunti Shift rivolto esclusivamente ai giovani autori tra i 16 e i 25 anni.

Shift è la freccia bianca rivolta verso l’alto della nostra tastiera, quella della lettera maiuscola.
E la prima riga di ogni storia comincia sempre con una lettera maiuscola.
Hai tra i 16 e i 25 anni e scrivi per divertimento, per passione, perché ami raccontare storie? Giunti Editore ti dà la possibilità di vedere pubblicato il tuo libro. Basta un semplice click per partecipare al concorso.

Una volta registrato al sito potrai:
• inviare la tua storia, scegliendo tra la categoria Fiction e Non-fiction, dopo aver letto con cura il regolamento.
• votare le storie altrui in concorso quando la votazione sarà aperta (dal 2 luglio 2013).
• esercitarti a scrivere un racconto in 100 parole, fuori concorso, per vederlo pubblicato nella homepage o sulla  pagina Facebook della casa editrice.

Iscrizione: fino al 01/07/2013. Votazione pubblica: dal 02/07/2013 al 01/09/2013.
Pubblicazione risultati votazione: 02/09/2013. Proclamazione vincitori scelti dalla redazione: 01/11/2013.

Concorso letterario Racconti Chrysalide Mondadori

Mondadori_ChrysalideChrysalide, la collana Mondadori dedicata a fantasy, urban fantasy, fantascienza, paranormal romance e romanzi realistici, indice un concorso per racconti rivolto a scrittori esordienti ed emergenti, in collaborazione con alcuni tra i principali siti e blog del settore in qualità di giuria per la preselezione dei racconti.
Ogni sito farà da referente per un genere di quelli contemplati dal concorso e sceglierà i cinque racconti più belli tra quelli pervenuti; a selezionare un vincitore per ogni categoria dalla rosa dei finalisti sarà poi la redazione di Chrysalide. I cinque racconti ritenuti migliori saranno pubblicati in un’antologia e-book edita da Mondadori.
I siti di riferimento sono Fantasy Magazine per il fantasy, Diario di pensieri persi per l’urban fantasy, Booksblog per la fantascienza, Sognando tra le Righe per il paranormal romance e Atelier dei libri per i romanzi realistici.
Partecipare è semplice; basta inviare entro l’1 agosto 2013 via mail al sito di riferimento del genere scelto un racconto inedito di massimo 30.000 caratteri spazi inclusi.
Ulteriori informazioni e dettagli del concorso si trovano nel sito di Chrysalide Modadori dove è possibile anche scaricare il bando completo.

Premio letterario nazionale GialloLuna Mondadori

pr-5962-img-GLNN-MONDADORI-concL’associazione culturale Pa.Gi.Ne., organizzatrice del Festival letterario GialloLuna NeroNotte, e Il Giallo Mondadori hanno istituito il Premio Letterario GialloLuna Mondadori per il miglior racconto inedito giallo, thriller o noir.
Come termine ultimo per presentare i propri racconti inediti è stata fissata la data del 31 luglio 2013. Il racconto vincitore sarà premiato durante l’11ª edizione di GialloLuna NeroNotte, che si terrà a Ravenna dal 22 al 29 settembre 2013, alla presenza del direttore editoriale delle collane per l’edicola Mondadori, lo scrittore Franco Forte, e sarà poi pubblicato in uno dei volumi in edicola nel febbraio 2014 della collana Il Giallo Mondadori.
Il Premio è aperto a tutti i cittadini europei. I racconti devono essere scritti in lingua italiana e ambientati in Italia. La lunghezza massima delle opere deve essere di 20 cartelle dattiloscritte (ogni cartella è intesa di 35 righe e 55 battute, per un massimo di 2.000 battute).
I racconti devono essere inviati in busta chiusa e in 5 copie ciascuno al seguente indirizzo postale: Premio GialloLuna Mondadori, c/o associazione culturale Pa.Gi.Ne., via Corezolo 47, 48121 Ravenna. Contemporaneamente una copia, in formato pdf, andrà inviata all’indirizzo di posta elettronica: gialloluna@racine.ra.it.
All’interno della busta con i racconti, i concorrenti devono inserire, ritagliato in originale, il Certificato di Partecipazione (CdP), che si trova nelle ultime pagine de “Il Giallo Mondadori” in edicola. Per ogni racconto partecipante occorre inserire nella busta un tagliando in originale.
La pregiuria, composta da Federica Angelini (giornalista e traduttrice), Ouidad Bakkali (assessore alla cultura del Comune di Ravenna), Antonella Beccaria (giornalista e scrittrice), Alberto Cassani (coordinatore progetto Ravenna 2019 – Città capitale europea della cultura), Paolo Valenti (assessore alla cultura della Provincia di Ravenna), esaminerà i racconti in concorso e ne selezionerà cinque.
La giuria finale, composta da Nevio Galeati (presidente associazione Pa.Gi.Ne. e direttore artistico del festival GialloLuna NeroNotte), Annamaria Fassio (scrittrice) e Franco Forte (direttore editoriale del Giallo Mondadori e presidente della giuria), stabilirà il vincitore assoluto.
Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Premio ai seguenti recapiti: gialloluna@racine.ra.it, tel. 335.6485088,  www.gialloluna.it

Diverso sarò io: il concorso letterario di Pescepirata

locandina_LDL’associazione culturale Pescepirata ha lanciato il concorso Diverso sarò io rivolto a racconti di qualsiasi genere letterario che contengano un esplicito riferimento alla diversità in tutte le svariate sfaccettature che può avere il termine.
Il racconto dovrà avere una lunghezza compresa tra 2000 e 15000 battute, spazi inclusi ed essere impaginato e spedito secondo le modalità che potete leggere nel bando di partecipazione.
Termine per l’invio delle opere il 20 maggio 2013. La partecipazione è gratuita.
E’ possibile anche collegarsi al forum in cui troverete sia il bando che il luogo in cui mettere i racconti.

Asinelli…ma non troppo: un concorso letterario per anobiani

logo-quadro-con-papillon-rosso-per-raduno1In occasione del Raduno Nazionale aNobii 2013, il GARBO (Gruppo Anobii Raduno BOlogna) indice il Concorso “Asinelli…ma non troppo” dedicato a racconti brevi di anobiiani.

Gli elaborati vanno inviati via mail a anobiibologna2013.concorso@gmail.com entro il termine tassativo del 30 aprile 2013  completi di nome, cognome, indirizzo e numero telefonico dell’autore.
Il racconto può essere di qualunque genere: noir, thriller, giallo, rosa, umoristico, fantasy, ecc. purché all’interno venga citato il titolo di un libro realmente esistente.
Le opere che partecipano al Concorso, pena l’esclusione, devono:
a)      essere inedite, cioè non pubblicate in versione cartacea o digitale, e non devono avere già ricevuto premi in altri concorsi,
b)      avere una lunghezza massima di 5.000 caratteri spazi inclusi,
c)      appartenere ad autori iscritti ad Anobii
Ogni autore può concorrere con una sola opera.
Tutti i diritti di utilizzo dell’opera rimangono all’autore.
La commissione giudicatrice è composta da cinque membri del GARBO (Gruppo Anobii Raduno BOlogna) dei quali verranno resi noti i nomi durante la premiazione del concorso.
La partecipazione è libera e gratuita. Saranno premiati tre racconti ex equo prescelti dalla giuria il cui giudizio è inappellabile.
Premi: buoni acquisto libri.
Per l’assegnazione del premio sarà indispensabile la presenza dei vincitori o di qualcuno che li rappresenti.
I dati personali trasmessi verranno trattati in conformità al D.Lgs 196/2003 ed utilizzati per le finalità connesse al concorso e conservati per il tempo strettamente necessario.
Per quanto non previsto dal presente bando, varranno le deliberazioni della giuria.

Storie di Antarica de Il Daz: esce in ebook la fiaba per sognatori piccoli e grandi

Copertina ebook bassa risoluzioneE’ disponibile in tutti i principali store on line l’ebook Storie di Antarica, primo romanzo de Il Daz, una fiaba fantastica scritta per i ragazzi ma che piacerà sicuramente anche agli adulti.

Questa è la storia di una giovane e bellissima regina disposta a tutto pur di essere sempre perfetta …
Oppure è la storia di un coraggioso cavaliere e una strana bussola?
Ma potrebbe anche essere la storia di un re dalle bizzarre richieste …
Se non quella di un cantastorie stonato in cerca di successo.
E se invece non fosse la storia di nessuno di loro?

Come una matriosca ciascuna delle cinque fiabe che compongono Storie di Antarica approfondisce quella precedente fornendo nuovi elementi e punti di vista, fino al disvelarsi di tutta la vicenda nella sua interezza. Cinque racconti (La regina dello specchio, Cuor di leone, La bussola incantata, Il canto leggendario, Il pesce dei desideri) concatenati uno con l’altro e strutturati seguendo le più tradizionali regole della fiaba in cui non mancano la morale e gli elementi magici.

Storie di Antarica è arricchito dalle illustrazioni di Davide Cassetta e può essere acquistato nei seguenti store

Amazon Kindle Store
Book Republic
Biblet.it/Cubolibri
DEAStore: formato Mobi e formato Epub
Ebook.it
Ebookizzati
Ecstore.it/ebookstore
Excalibooks
Feedbooks.com
Hoepli: formato Mobi e formato Epub
InMondadori
KoboBooks
LaFeltrinelli
Libramente
Libreria Fai da Te
Libreria Rizzoli
Libreriaebook.it
Librouniversitario.it
MrEbook
Mystore.biblon.it: formato Epub e formato Mobi
Net-Ebook
Omnia Buk
Webster

Giallo di Romagna 2013 Premio Angelo Galli

Giallo-di-Romagna_mediumTorna per il quarto anno il Premio di Letteratura Noir Giallo di Romagna, da quest’anno denominato “Premio Angelo Galli”, indetto dal Comune di Bagnara di Romagna, in collaborazione con la ProLoco e con il patrocinio della Provincia di Ravenna.
Questa edizione del concorso vuole lanciare un messaggio di denuncia contro gli atti di molestie assillanti e persecutorie (stalking) e di violenza sulle donne.
Il concorso è riservato a opere di narrativa inedita in lingua italiana. I racconti devono avere una lunghezza massima di 20 cartelle da 1800 battute – spazi compresi – Times New Roman carattere 12. I racconti superiori alle 36.000 battute saranno esclusi dal concorso. La partecipazione al concorso non prevede quota di iscrizione.
Il racconto deve narrare una vicenda di stalking e/o violenza sulle donne mantenendo però il carattere di denuncia e condanna di tali gesti, a discrezione dell’autore trarre ispirazione da casi di cronaca, purchè non venga meno l’obiettivo di sensibilizzazione morale e di identificare il fenomeno come riprorevole. L’ambientazione dovrà essere a Bagnara di Romagna e in terra di Romagna. La trama e le figure descritte non dovranno essere lesive e/o arrecare danni d’immagine o fare riferimenti nominativi collegabili con i locali militari, nonché al Comune di Bagnara di Romagna o alle attività commerciali in esso insediate, pena l’esclusione dal concorso.
All’indirizzo web www.comune.bagnaradiromagna.ra.it, nella rubrica dedicata al Giallo di Romagna, sarà possibile reperire materiale illustrativo e descrittivo di Bagnara di Romagna. Il medesimo materiale potrà essere reperito nella pagina Facebook dedicata a Giallo di Romagna.
Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 12 luglio 2013.
E’ possibile scaricare il bando con il regolamento dettagliato a questo link

Storie di primavera. Tre finali in cerca d’autore: il concorso letterario del FAI

concorso2013Il 23 e il 24 marzo si terrà la XXI edizione di Giornata FAI di Primavera, l’evento più importante del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Durante le due giornate sarà possibile visitare in tutta Italia 700 luoghi di interesse culturale, artistico e paesaggistico, che normalmente non sono aperti al pubblico.
In occasione dell’evento, il FAI ha lanciato il concorso Storie di primavera. Tre finali in cerca d’autore, per mettere alla prova il proprio talento completando la storia iniziata da tre scrittori noti: Sandrone Dazieri (genere giallo), Paolo Ruffini (genere comico-satirico) e Ivan Cotroneo  (genere narrativa). Basterà scrivere un finale di 140 caratteri includendo la parola ‘primavera’.  Il concorso si chiuderà il 31 marzo 2013 e premierà i primi 3 classificati di ciascun incipit, per un totale di 9 vincitori, con weekend in tutta Italia.
Questo il link con maggiori informazioni

Racconto breve sotto le foglie: concorso letterario del Festival del Verde e del Paesaggio

logo_festivalIl Festival del Verde e del Paesaggio , in occasione della III edizione in programma al parco pensile dell’Auditorium Parco della Musica di Roma il 17, 18 e 19 maggio 2013, indice il concorso nazionale di scrittura: “Racconto breve sotto le foglie”.

Tema del concorso
Non importa che lo spazio sia reale o immaginario, vissuto o soltanto sognato, visitato o magari solo intravisto da un finestrino.
L’importante sono i colori, i suoni e i profumi, ma soprattutto le emozioni, i pensieri e le sensazioni che quel Verde ha saputo far risuonare dentro di voi.
Può essere il giardino dove andavate a giocare da bambini, un campo di girasoli, ma anche solo un vaso sul davanzale. Oppure il parco dove portate a passeggio il vostro cane.
Può essere una gardenia all’occhiello o un albero di Natale. Può essere persino la fantasia floreale di una camicetta, o un vasetto di marmellata di rose.
Chiudete gli occhi, pensate verde e lasciatevi andare.

Per partecipare al concorso è necessario aver compiuto 16 anni entro il 19 maggio 2013. La partecipazione è gratuita.
A questo link potete scaricare il bando del concorso con tutte le informazioni necessarie

Premio Chiara Giovani 2013

L’Associazione Amici di Piero Chiara promuove il concorso Premio Chiara Giovani 2013 allo scopo di incentivare le attitudini linguistiche e letterarie dei giovani nati tra il 1 gennaio 1988 e il 31 dicembre 1998.
Per partecipare al concorso occorre sviluppare l’incipit di un racconto inedito di Piero Chiara: l’inizio, i due primi capoversi, di un racconto senza titolo trovato tra le carte dello scrittore e conservato nel Fondo Chiara di un Archivio privato.
Il testo completo del racconto di Piero Chiara sarà pubblicato nel volume che, come ogni anno, raccoglierà iracconti finalisti.

Incipit inedito di Piero Chiara:

Una mattina di ottobre, lattiginosa e incerta, di quelle che soltanto verso le nove riescono a sembrare mattinate e non crepuscoli, ero in piazza, a Orta, appena uscito da un albergo dove avevo passato la notte. Era domenica, la piazza deserta, le foglie immobili, il lago un globo di nebbia. L’isola di S. Giulio era invisibile. Da una grossa macchina arrivata silenziosamente sotto le piante uscì un uomo, poi una donna, e uno per volta altri tre uomini che cominciarono a scaricare borse e involti dai quali sporgevano verdure, fiaschi e bottiglie.

Ogni elaborato dovrà essere max di 6.000 battute dattiloscritte, dovrà pervenire in 6 copie, entro giovedì 9 maggio 2013.

A questo link trovate i dettagli sul premio e il bando relativo.

Premio Chiara Inediti 2013

Quarta edizione per il Premio Chiara Inediti indetto dall’Associazione Amici di Piero Chiara e riservato a raccolte di racconti inediti (minimo 3) in lingua italiana mai apparsi su quotidiani e riviste o sul web di autori di età non inferiore ai 25 anni, residenti in Italia o nella Svizzera Italiana. L’opera dovrà essere di circa 160.000 battute, spazi inclusi e dovrà essere inviata entro giovedì 2 maggio 2013.
Qui potete leggere tutti i dettagli del concorso e scaricare il bando relativo.

 

Concorso letterario “Fiera del libro della Romagna”

In occasione della “Fiera del libro della Romagna” (13-14 aprile) verrà organizzato un concorso gratuito rivolto
a tutti gli scrittori di racconti che verranno premiati durante la fiera con la pubblicazione in un’antologia.
BANDO CONCORSO PER RACCONTI
La fiera del libro della Romagna in collaborazione con Scrivendo Volo  lancia il concorso letterario per racconti.
UNICA SEZIONE: NARRATIVA – Si accettano racconti a tema libero che non superino le 10 cartelle dattiloscritte (1 cart. =30 righe di 60 battute). Sono ammesse eccezioni se gli elaborati superano di poco il limite prefisso.
TESTI – I testi devono essere in lingua italiana e inediti. Possono partecipare autori italiani e stranieri. Possono partecipare testi già premiati in altri concorsi.
NUMERO COPIE – I concorrenti devono inviare il racconto in formato word, con nome cognome, indirizzo, numero di telefono, al seguente indirizzo mail: fieralibroromagna@libero.it La partecipazione è gratuita. Gli autori selezionati, si impegnano ad acquistare due copie del libro che verrà stampato e che raggrupperà i racconti scelti con il 20% di sconto sul prezzo di copertina (il pagamento dovrà avvenire prima dell’uscita dell’antologia).
TERMINI DI INVIO – Inviare gli elaborati via mail entro e non oltre il 1 marzo 2013.
DESIGNAZIONE DEI VINCITORI – Agli autori selezionati verrà inviata una mail con il responso.
PREMI – I racconti vincitori verranno pubblicati in un libro che sarà presentato in un evento alla “Fiera del libro della Romagna” a Cesena, Palazzo del capitano, il 13 o il 14 aprile dove saranno premiati gli autori selezionati. Il libro verrà messo in vendita nelle principali fiere della piccola e media Editoria e sui principali book-store online oltre che su ordinazione in tutte le librerie italiane.
DIRITTI D’AUTORE – I diritti dei racconti rimangono di proprietà dei singoli Autori.
INFORMAZIONI- per informazioni scrivere a: fieralibroromagna@libero.it

Padania Blues di Angelo Ricci finalmente in libreria

Finalmente, dopo una lunga attesa, è uscito in libreria Padania Blues (Eumeswill Edizioni) raccolta di racconti del prolifico autore pavese Angelo Ricci.

«Aveva cominciato a nevicare così forte che, attorno a me, era tutto uno sfrigolio di fiocchi che andavano a cadere su quelli già a terra. I colpi delle mitragliette non si sentivano neanche».

Abbiamo a che fare, in Padania Blues, con le nebbie che amiamo tanto, ma non solo. Con la provincia, quella che odiamo ma di quell’odio rassegnato e nostalgico che poi – basta un filo – diventa poesia.
Nulla di melenso e apiccicaticcio, intendiamoci. Questi racconti di Angelo Ricci, già dal titolo, hanno un anima che ricorda per davvero i riff in Si del blues più appassionato.
E’ un procedere intenso ed emozionante, nel ventre di questa pianura che volenti o nolenti, qualche volta nella vita ci ha inghiottiti, o ci inghiottirà prima o poi, perchè padani si nasce e per quanto ci sforziamo di cancellare il marchio che abbiamo sempre addosso puzziamo sempre di nebbia e di fiume.
Racconti ben scritti, che un po’ sono come le domeniche in bicicletta tra le risaie della Lomellina, un po’ come quelle corse in treno tra le paludi ai confini con Milano, dove il verde bianco e cristiano, fa da contraltare al grigio metropolitano degli inverni più cupi.

Concorso letterario “Realtà in gioco”

Realtà In Giocoè il primo concorso letterario promosso da Multiplayer.it Edizioni dedicato a testi inediti che raccontano i legami, le contaminazioni, le alchimie esistenti e possibili tra vita reale e realtà di Pixel.

Lo scopo del concorso è narrare i molteplici legami, le svariate contaminazioni e le inedite alchimie tra realtà e universo videoludico.

Realtà virtuale e vita vera si contaminano fino a confondersi? Finzione e verità sono indistinguibili?
Scriviamo del possibile e dell’impossibile. Narriamo le mille connessioni tra mondi.

Possono partecipare uomini e donne italiani sopra i diciotto anni con un racconto completamente inedito in lingua italiana dai 18 mila ai 50 mila caratteri accompagnato da una sinossi.

La scadenza è il 20 settembre 2012, la partecipazione è gratuita.

Il regolamento completo del concorso si può scaricare qui.

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