Premio GialloLuna NeroNotte 2017

Anche per il 2017 viene riproposto il Premio GialloLuna NeroNotte concorso letterario nazionale per il miglior racconto inedito giallo, thriller o noir. Promosso dall’associazione culturale Pa.Gi.Ne., organizzatrice a Ravenna del Festival GialloLuna NeroNotte, il Premio è realizzato in collaborazione con Il Giallo Mondadori.
Come termine ultimo per presentare i racconti inediti è stata fissata la data del 30 giugno 2017.
Il Premio è aperto a tutti i cittadini europei. I racconti devono essere inediti, scritti in lingua italiana e ambientati in Italia. La lunghezza massima delle opere deve essere di 20 cartelle dattiloscritte (ogni cartella è intesa di 35 righe e 55 battute, per un massimo di 2.000 battute per cartella).
I racconti devono essere inviati in busta chiusa e in 5 copie ciascuno al seguente indirizzo postale: “Premio GialloLuna NeroNotte”, c/o Associazione culturale Pa.Gi.Ne., via Corezolo 47, 48121 Ravenna. Contemporaneamente una copia, in formato pdf, andrà inviata all’indirizzo di posta elettronica: gialloluna@racine.ra.it.
All’interno della busta con i racconti, i concorrenti devono inserire, ritagliato in originale, il Certificato di Partecipazione (CdP), che si trova nelle ultime pagine de “Il Giallo Mondadori”.
Una pre-giuria esaminerà i racconti partecipanti.
La giuria finale – composta da Franco Forte (Direttore editoriale de “Il Giallo Mondadori”) residente della giuria, Nevio Galeati (Presidente associazione Pa.Gi.Ne., Direttore artistico di GialloLuna NeroNotte), Annamaria Fassio (scrittrice) – stabilirà il vincitore assoluto
Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Premio: gialloluna@racine.ra.it, 335.6485088

Premio Letterario Nazionale Trichiana Paese del Libro

Il comune di Trichiana (BL) ha bandito il 27° Premio Letterario Nazionale Trichiana Paese del Libro per un racconto inedito e originale sul tema “Ritorno alla terra“.

C’è tempo fino al 3 marzo 2017 per partecipare. La giuria è presieduta dallo scrittore Antonio Scurati.
1° classificato: premio in denaro di € 500,00 e 40 copie dell’antologia dei racconti finalisti stampata a cura del Comune di Trichiana; 2° classificato: premio in denaro di € 300,00 e 20 copie dell’antologia;
3° classificato: premio in denaro di € 200,00 e 20 copie dell’antologia; dal 4° al 10° classificato: 15 copie dell’antologia.

Per tutti i dettagli sulla partecipazione è possibile scaricare il bando al seguente link

 

Premio Letterario RAI La Giara

Anche quest’anno RAI e Rai Eri hanno bandito il Premio Letterario La Giara, ideato per dare spazio e visibilità a giovani scrittori italiani tra i 18 e i 39 anni.  21 Commissioni Regionali di esperti sceglieranno in ogni sede il romanzo migliore da inviare alla Commissione Nazionale per l’individuazione della terna dei finalisti, tra cui verrà selezionata l’opera vincitrice.

A questo link potete trovare il regolamento del concorso e tutte le informazioni necessarie. Le opere vanno inviate entro il 31 marzo 2017.

 

Clara Piacentini selezionata al Concorso letterario nazionale Lingua Madre

lingua madreI nostri complimenti vanno a Clara Piacentini perchè il suo racconto “L’anima si è fatta re” e la foto “Attesa” sono stati selezionati nell’ambito del Concorso letterario nazionale Lingua Madre 2016 e saranno pubblicati nell’antologia “Lingua Madre Duemilasedici. Racconti di donne straniere in Italia” (Edizioni SEB27), che verrà edita nell’autunno 2016.
Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre è stato ideato nel 2005 da Daniela Finocchi ed è un progetto permanente della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Per informazioni e approfondimenti potete visitare la pagina Facebook e il profilo Twitter del concorso.

Premio Babel-Booksinitaly per la traduzione

LibriÈ nata una collaborazione tra il Laboratorio Formentini per l’editoria, Booksinitaly e Babel Festival di letteratura e traduzione dalla quale nasce il Premio Babel-Booksintaly per la traduzione con due sezioni: premio per un giovane traduttore letterario italiano meritevole di attenzione, e premio per un traduttore letterario straniero a coronamento di una carriera dedicata alla traduzione di autori italiani.
Il premio sarà assegnato alternativamente un anno a ciascuna delle categorie, iniziando nel 2016 con quello per il giovane traduttore italiano.
Perciò se siete nati dopo l’1 gennaio 1977 e avete tradotto opere che sono state o saranno pubblicate tra il luglio 2015 e il giugno 2016, fatevi avanti.
Il premio per il vincitore consisterà in un assegno di 3.000 € e di una residenza di una settimana presso la Casa dei traduttori di Looren (Svizzera), partner del premio.

La scadenza per inviare le opere è il 30 giugno 2016 e a questo link trovate tutti i dettagli per partecipare al premio.

 

Lorenza Ravaglia e Roberta Marcaccio premiate al concorso Scintille in 100 parole

premioLa II edizione del concorso letterario Scintille in 100 parole ha portato fortuna alle nostre autrici: Lorenza Ravaglia ha ricevuto il primo premio nella categoria “L’Hotel Rimini” e, per la stessa categoria, Roberta Maraccio è stata segnalata per il diploma di merito.
Obiettivo del concorso, per racconti rigorosamente di 100 parole, era di narrare una storia in cui, all’improvviso, inaspettato, si presenti un colpo di scena. Le categorie erano tre: Ho scorto l’anima – L’Hotel Rimini – La lama rossa.
Trovate gli altri dettagli sul concorso a questo link
Siete curiosi di leggere i racconti premiati? Eccovi accontentati.

Lorenza Ravaglia

Le mattine d’estate cominciano molto presto. Mia madre compra pane e bomboloni, poi si scende in spiaggia, non oltre le otto e mezzo. L’aria fresca mi pizzica le braccia mentre trasporto il secchiello con i giochi fino al bagno numero 89. “Vado a raccogliere le conchiglie per il mio castello” dico alla mamma, che sferruzza sotto l’ombrellone. Calpesto la sabbia bagnata alla ricerca di tesori, finché lo vedo: un enorme relitto, con un’insegna che dice “Hotel Rimini”. Attraverso la passerella, entro. L’interfono continua a chiamare una bambina con un costumino rosso. I suoi genitori l’aspettano dal 1974.  Persa nella Publifono.

Roberta Maraccio

Clochard, senzatetto, coperti di stracci e cartoni, sulle panchine e nei sottopassi della stazione. Paolo sale sul taxi, con un senso di disagio nello stomaco. Davanti all’hotel ammira gli addobbi, le luci natalizie, l’enorme albero, le decorazioni costosissime. Entra in cucina ancora con la valigia in mano. «Quanti pasti hai preparato?» «Quaranta». «Quanti altri ne puoi preparare?» Il cuoco risponde e Paolo soddisfatto chiama Radio Taxi. Tre auto. Sgancia cinquanta euro ad ognuno e parla con i taxisti. Dopo mezz’ora ritornano con un carico di uomini e donne vestiti di stracci e lo sguardo smarrito. Paolo sorride. Ora è Natale!

Premio Antonio Fogazzaro – Microletteratura e Social Network

Pier Paolo Pasolini

Insieme alla messa online del suo nuovo sito, il Premio Antonio Fogazzaro ripropone l’iniziativa di Microletteratura e Social Network 2015.
Il concorso quest’anno è ispirato a Pier Paolo Pasolini, poeta, narratore, regista, saggista e polemista; l’iniziativa ha appunto lo scopo di ricordare la sua opera.
Dal 27 aprile al 17 maggio sulla pagina facebook ispirandosi ai suoi “Scritti Corsari”, racconti pubblicati tra il 1972 e il 1975 in cui si confrontava con la realtà del suo tempo, i concorrenti dovranno costruire un nuovo soggetto o racconto.
Il lunedì di ogni settimana verranno pubblicati 7 dei 21 titoli totali da cui gli scrittori potranno prendere spunto senza necessariamente conoscere il contenuto dell’opera che potrà essere reinterpretata a piacere ma facendo in modo che il titolo, anche se modificato, sia riconducibile all’originale. Continue reading “Premio Antonio Fogazzaro – Microletteratura e Social Network”

Concorso 130 righe: un anno, una storia

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Il Resto del Carlino organizza per il 130esimo compleanno del giornale, il premio letterario 130 righe: un anno, una storia con l’obbiettivo di promuovere talenti emergenti e di offrire un inedito dei passati 130 anni di storia italiana.
Al momento della registrazione al candidato verrà assegnato un determinato anno compreso tra il 1885 e il 2015 sul quale il partecipante dovrà basare il suo racconto inedito di 130 righe che racconti una storia di qualsiasi tipo ma strettamente legata all’anno assegnatogli.
I racconti dovranno pervenire entro il 30 aprile 2015.
Ai tre racconti migliori andranno rispettivamente 2.000, 1.000 e 500 euro di premio insieme alla pubblicazione dei tre racconti nel volume che sarà distribuito gratuitamente con Il Resto del Carlino.
Per qualsiasi altra informazione visitate il sito.

GARP: un festival letterario per i giovani

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Caracò Editore insieme all’agenzia letteraria Otago ha annunciato che dal 22 al 24 maggio a Bologna si terrà il festival letterario GARP: Giovani Autori Raccontano il Presente.
Da quest’anno è stato anche indetto il Premio Inedito GARP Under 30 riservato ad autori di età inferiore ai 30 anni con lo scopo di capire meglio la visuale dei giovani sul mondo attraverso le loro opere.
Il termine ultimo per partecipare è il 15 aprile, i vincitori saranno annunciati al Salone internazionale del libro di Torino e le premiazioni saranno fatte durante il festival bolognese.
Il primo classificato vedrà la sua opera pubblicata da Caracò sia in formato cartaceo che ebook, il secondo classificato solo in formato ebook mentre il terzo classificato riceverà una targa al merito.
Per altre informazioni visitate qui il sito del festival.

Premio Prof. Mario Visani

Il Comune di Borgo Tossignano ha voluto riconoscere la figura e l’opera del prof. Mario Visani, insegnante, critico letterario nonché autore d’antologie di letteratura ed educazione civica, di saggi, di poesie e curatore di riviste.
Per mantenere vivo il suo impegno a favore della cultura, il Comune propone, anche per quest’anno scolastico 2014/15, il “Premio Prof. Mario Visani” per favorire la lettura e la progressiva capacità di critica e di sintesi dei ragazzi.
Il bando è rivolto ai ragazzi che frequentano il quarto o quinto anno della Scuola Media Superiore (Scuola Secondaria di 2° grado), che siano residenti nei Comuni della Provincia di Bologna oppure che frequentino gli Istituti del territorio provinciale.
Il premio viene assegnato per l’elaborazione di un saggio breve o una recensione di stile giornalistico, i criteri per la valutazione degli elaborati sono: aderenza alla tipologia prescelta; competenze lessicali e stilistiche, originalità e personalizzazione.
I premi saranno € 250,00 al primo classificato; € 150,00 al secondo classificato e € 100,00 al terzo classificato. La scadenza massima per consegnare gli elaborati sarà il 31 marzo 2015, per conoscere i titoli dei libri sui quali si può lavorare e sapere come inviare gli scritti, qui sotto trovate il pdf della locandina.

Premio Visani 2015

Concorso internazionale di poesia Cucin’Arti in Versi

imagesIl Premio internazionale “Cucin’Arti in Versi” nasce dalla collaborazione di tre realtà culturali italiane: l’associazione La Scatola di latta, il Laboratorio ecomuseale  (LEB) di Botrugno (LE) e il blog artistico culturale Inparole semplici . Il concorso è aperto a tutti senza limiti di età e completamente gratuito. Il componimento dovrà essere una poesia non superiore ai 50 versi e potrà essere composto in lingua italiana, lingua straniera o in dialetto (vernacolo) purché accompagnato da una traduzione italiana. L’elaborato dovrà essere liberamente ispirato alle frasi del libro “Il pane di ieri” di Enzo Bianchi (Einaudi, 2009): Continue reading “Concorso internazionale di poesia Cucin’Arti in Versi”

Giallo di Romagna 2014 a Bagnara di Romagna

Giallo-di-Romagna_mediumIl “Premio di Letteratura Noir Giallo di Romagna”, “Premio Angelo Galli”, organizzato dal Comune di Bagnara di Romagna, in collaborazione con la ProLoco Bagnara di Romagna è giunto alla sua quinta edizione. Il concorso è rivolto sia a persone maggiorenni sia a partecipanti più giovani e la partecipazione è completamente gratuita. Gli elaborati devono essere inediti e redatti in lingua italiana, con una lunghezza massima di 20 cartelle contenenti al massimo 1800 battute (spazi compresi, Times New Roman carattere 12). Il genere del racconto deve essere a scelta tra noir, giallo o thriller e l’ambientazione deve essere la cittadina di Bagnara e le terre della Romagna. Gli elaborati dovranno essere recapitati in busta chiusa a Concorso Giallo di Romagna, Comune di Bagnara di Romagna, Piazza Marconi, 2, 48010, Bagnara di Romagna (RA). Continue reading “Giallo di Romagna 2014 a Bagnara di Romagna”

Premio letterario “Regione del Veneto – Leonilde e Arnaldo Settembrini- Mestre” 2014

UnknownLa Regione del Veneto bandisce Il Premio letterario “Regione del Veneto – Leonilde e Arnaldo Settembrini- Mestre”  giunto alla sua 52° edizione. Il concorso letterario è dedicato alla raccolta di novelle e racconti già editi a stampa, in un unico volume, entro il biennio precedente la data di scadenza del presente bando. Possono inviare le opere sia gli autori, sia gli editori, anche proposti dai titolari delle librerie di Venezia – Mestre. Il concorso ammette la partecipazione delle opere di autori italiani viventi, escludendo la traduzione di opere straniere e opere aventi già partecipato a precedenti edizioni. Continue reading “Premio letterario “Regione del Veneto – Leonilde e Arnaldo Settembrini- Mestre” 2014”

Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza 2014

premio20np20tuttoIl Premio Nazionale Neri Pozza, giunto alla sua seconda edizione, è un concorso riservato a tutti gli autori, esordienti e non, di qualunque nazionalità che presentino un’opera di narrativa letteraria inedita nella forma del romanzo scritta esclusivamente in lingua italiana. La stesura del romanzo è libera: non vi sono limiti minimo o massimo di lunghezza, così come  non è necessario rispettare canoni precisi di interlinea, battute per pagina, carattere, impaginazione e formato che sono a discrezione dell’autore. Ogni autore può partecipare al concorso con più di un dattiloscritto e ognuno di essi deve essere presentato separatamente dagli altri. Continue reading “Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza 2014”

Una storia sbagliata : IX edizione del premio letterario

166649_498409673995_1050755_nL’ Associazione Culturale “Carta dannata” e la libreria “Max 88” indicono la nona edizione del concorso letterario “Una storia sbagliata” riservato a racconti brevi inediti. Il tema dei testi dovrà essere La guerra di Piero. Il concorso è rivolto a chiunque voglia partecipare e ogni partecipante può presentare una sola opera, ognuna delle quali deve essere composta di massimo 5 cartelle dattiloscritte ( max 50 righe per cartella). Il file può essere mandato in formato rtf, pdf o doc. Gli elaborati dovranno essere inviati o consegnati in duplice copia su carta non intestata corredati dal titolo scelto dal concorrente.  Solo su una delle copie andranno indicati nome, cognome, data di nascita, indirizzo,  recapito telefonico e indirizzo email. L’indirizzo a cui inviare o consegnare a mano l’elaborato è Libreria “Max 88”, piazza Gallura 1, 07029 Tempio Pausania (OT) mentre l’indirizzo email è cartadannata@yahoo.itOltre all’opera e a tutti i dati richiesti è obbligatorio allegare la scheda di partecipazione disponibile presso la suddetta libreria o scaricabile qui.    Continue reading “Una storia sbagliata : IX edizione del premio letterario”

Le lettere violette di Eleonora Duse: concorso letterario

imageL’Associazione Akelon in vista delle celebrazioni per il 90° anniversario della morte dell’attrice di teatro Eleonora Duse (21 aprile 1924) indice un concorso letterario dedicato al genere epistolare.
Il concorso trae ispirazione dal gran numero di carteggi che la famosa attrice ci ha lasciato. Lettere indirizzate ad amici, compagni di lavoro, di vita e alla figlia che vengono considerati dalla critica vere e proprie opere letterarie, sia dal punto di vista dei contenuti che della forma. Genere inusuale per un concorso letterario, ma molto introspettivo e stranamente attuale. Infatti da quando i media hanno introdotto l’utilizzo della email è molto più frequente scrivere una “lettera” a qualcuno, merce rara invece per quanto riguarda il cartaceo. Rara ma non estinta, ragione per cui è stata introdotta anche la sezione per la miglior “Lettera scritta a mano”, per non dimenticare che la scrittura a mano e le lettere hanno un valore storico e di patrimonio per la memoria collettiva. Oltre al contenuto della lettera a mano,verrà anche valutato l’aspetto estetico della grafia. Per quanto riguarda le lettere dattiloscritte,sono presenti 4 categorie : Lettera ad un figlio, lettera ad un amico, Lettera d’amore e lettera Under15 (ad un amico o d’amore). Continue reading “Le lettere violette di Eleonora Duse: concorso letterario”

Concorso letterario “Un monte di poesia 2014”

monte di poesiaLa pro loco di Abbadia San Salvatore (Siena) indice la 9° edizione del Concorso Letterario “Un monte di Poesia”.
Il concorso è suddiviso in 3 sezioni : sezione a tema (“La montagna” : vita,costumi, folklore e paesaggio), sezione a tema libero (partecipazione con poesie edite e inedite a esclusione di quelle già premiate in concorsi nazionali) e infine la sezione giovani ( per i partecipanti che non hanno compiuto i 18 anni di età entro la scadenza del concorso).
Il concorso è aperto sia a poeti italiani sia a poeti stranieri ma concorrono al premio unicamente i testi in lingua italiana. La partecipazione al concorso prevede una quota per ogni poesia inviata: 10€ per la prima poesia e 5€ per ognuna delle eventuali successive ( massimo 3 poesie per ogni sezione). La sezione giovani è esonerata dal pagamento di qualsiasi quota di partecipazione.
Gli elaborati dovranno essere spediti entro il 30 giugno 2014, unitamente alla copia del pagamento (scansione o fotocopia) presso PRO LOCO di Abbadia San Salvatore Piazzale Renato Rossaro n°6 ,53021 Abbadia San Salvatore (Siena) se si desidera inviare in forma cartacea oppure inviati tramite email all’indirizzo un montedipoesia@alice.it.
Ogni poesia deve essere scritta su un foglio A4 e può avere una lunghezza massima di 25 versi e dovrà essere inviata in duplice copia con l’indicazione della sezione a cui si intende partecipare e il titolo dell’opera. Le poesie scritte a mano non verranno accettate. Solo in una delle due copie dovranno essere indicati i dati del partecipante comprensivi di firma leggibile. Per la sezione giovani la data di nascita va indicata in entrambe le copie.
Tutte le poesie pervenute regolarmente saranno giudicate da una commissione di otto persone i cui nominativi saranno resi noti solo il giorno della premiazione che avverrà il 12 ottobre 2014 in occasione della FESTA D’AUTUNNO presso Centro Polifunzionale Giovani.
Al momento della premiazione dovrà essere presente il poeta stesso a ritirare i premi o un suo delegato. Il premio in qualità di vincitore (premio in denaro) può essere ritirato unicamente dal poeta in persona e la sua mancata partecipazione alla premiazione implica la rinuncia al premio stesso.

Per informazioni e prenotazioni (per eventuali pernottamenti, ecc.) rivolgersi a:
PRO LOCO e Consorzio Terre di Toscana tel. 0577 778324 – fax 0577 775221

Per consultare il regolamento completo clicca qui

Premio Arpino 2014

premio arpinoL’amministrazione comunale della città di Bra in occasione della 15° edizione del Salone del Libro per ragazzi in programma dal 21 al 25 maggio 2014 bandisce la 14°edizione del Premio “Giovanni Arpino”.
Lo scopo di tale concorso è promuovere la produzione di qualità nella letteratura per ragazzi al fine di stimolare il piacere per la lettura nell’età infantile e trasmettere valori umani, culturali e sociali fondamentali per lo sviluppo del bambino.
Il concorso è rivolto a chiunque abbia compiuto i 18 anni di età e voglia cimentarsi nella stesura di un libro per ragazzi . Sono presenti due categorie per partecipare al concorso. La prima è la categoria per la stesura del testo narrativo che si suddivide in due sezioni : libri rivolti ai bambini dai 6 agli 11 anni e ragazzi dai 12 ai 15 anni. La seconda categoria è la partecipazione al  Premio Città di Bra per Illustratori di narrativa per ragazzi. Tale categoria è legata alla prima,ovvero le illustrazioni potranno partecipare al concorso se fungono da complemento a un testo narrativo per ragazzi.
Ogni partecipante può presentare un solo lavoro che dovrà essere inviato entro il 28 febbraio 2014 al Comitato organizzatore del Premio presso l’ Ufficio Cultura del Comune di Bra – Piazza Caduti per la Libertà, 20 12042 Bra.
Il lavoro dovrà essere inviato in 10 copie.
Il giudizio finale degli elaborati è affidato dei giovani lettori a cui i libri sono destinati,il cui giudizio è inappellabile.
La proclamazione dei vincitori avverrà il 25 maggio 2014 presso la città di Bra.

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Per scaricare il modulo di adesione cliccare qui 

Premio Cimitile 2014

premio cimitileLa fondazione Premio Cimitile, istituto di alta formazione, ricerca e promozione culturale e letteraria, apre le iscrizioni alla diciottecima edizione del concorso letterario Premio Cimitile.
Il concorso letterario prevede una stesura di genere narrativo (romanzo,giallo,racconto), compreso tra le 50 e le 250 cartelle ( ogni cartella contiene 45 righe di testo). La partecipazione al concorso è completamente gratuita. Ogni partecipante può inviare un numero illimitato di elaborati, a patto che siano originali, inediti e scritti completamente in lingua italiana. Il termine ultimo per la consegna degli elaborati è il 10 gennaio 2014.
Ogni elaborato va consegnato in duplice copia e spedito in busta chiusa a Casella Privata 200 Mail Boxes Etc. via A. Laterizion 28- 80035 Nola (Na). Sulla busta dell’elaborato dovrà essere indicato uno pseudonimo e dovrà essere consegnata un’altra busta chiusa contenente nome e cognome completo dell’autore e il suo recapito telefonico. Solo a premiazione avvenuta verranno aperte le buste con i dati originali dell’autore.
La valutazione delle opere verrà fatta da una giuria presieduta da Ermanno Corsi, già presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania.
Il premio letterario verrà attribuito a giugno 2014 nell’ ambito della manifestazione per la proclamazione che si svolgerà presso il Complesso delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile.

per ulteriori informazioni sul concorso letterario clicca qui

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Premio Letterario Nazionale “Le quattro porte”

logo 4 porteIl laboratorio di Ricerca Culturale di Cento, con il patrocinio del comune di Pieve di Cento indice la 16° edizione del Premio Letterario Nazionale “Le quattro porte” (memorial Romano Gamberini).

Il concorso prevede la suddivisione degli elaborati in 3 sezioni. La prima sezione comprende gli elaborati in forma di poesia: si possono inviare da una a tre poesie, sia inedite sia edite, anche già pubblicate o premiate, a tema libero e senza limiti di lunghezza. La seconda sezione è quella di haiku: si possono inviare da 3 a 5 componimenti di  3 versi composti da 5-7-5 sillabe o da 6 sillabe.L’ultima sezione è quella di narrativa: ogni candidato può partecipare con un unico racconto edito o inedito, anche già premiato di lunghezza non superiore alle quattro cartelle(ognuna al massimo di 30 righe) .

La partecipazione ha un costo di 15 euro per ogni sezione e ogni candidato può partecipare a più sezioni a patto che paghi la quota per ogni sezione.
La scadenza per l’ invio degli elaborati è il 31 maggio 2014.
La cerimonia di premiazione avverrà il 19 ottobre 2014 alle ore 10.45 presso il museo MAGI ‘900 di Pieve di Cento. A tutti i partecipanti verrà inviato entro la fine di Settembre 2014 un estratto dle verbale della giuria, con relative graduatorie finali, la data e la sede della premiazione.

Per scaricare il modulo di partecipazione e il bando clicca qui

Per saperne di più sul Concorso Letterario “Le quattro porte” clicca qui

Concorso letterario “Riscrivi il finale di Romeo e Giulietta”

concorso montecchioDall’ iniziativa del comune  di Vicenza e del consorzio “Vicenza c’è” è nata l’ idea di riscrivere il finale della tragica storia di Romeo e Giulietta. Hai sempre pensato che un finale così tragico non fosse degno di una storia d’ amore come la loro? A volte hai immaginato un lieto fine o un diverso svolgimento dell’ atto finale? Se sì, questo concorso fa al caso tuo. C’è tempo fino al 31 dicembre per riscrivere sotto una nuova luce e differenti sorti la storia dei due giovani innamorati. Il concorso è rivolto a persone di qualunque genere e età e la partecipazione è gratuita. Ogni partecipante potrà concorrere con un solo elaborato che dovrà essere completamente originale e non citare in nessuna sua parte opere già esistenti, pena l’esclusione dal concorso. I lavori verranno valutati anonimamente e in modo insindacabile da una giuria che verrà costituita presso la Biblioteca Civica di Montecchio Maggiore. L’ opera vincitrice verrà pubblicamente rappresentata nella cornice dei suggestivi castelli di Montecchio Maggiore nella primavera 2014, se redatta in forma di sceneggiatura, o pubblicata se in prosa o a fumetti. L’ autore dell’opera vincitrice verrà premiato con un riconoscimento in denaro di € 1000,00.
Per partrecipare scaricare il bando e leggere il regolamento qui

Concorso letterario “Racconta Tredozio..”: ecco il vincitore

545609_3160142924209_1113234446_nE’ Silvano Verni il vincitore della prima edizione del concorso letterario “Racconta Tredozio e il torrente Tramazzo”, con il racconto “All’acqua, ai sassi, alla terra”  di cui pubblichiamo il testo.
La giuria ha proclamato il testo vincitore all’unanimità. Tutti i racconti pervenuti erano belli e interessanti e questo fa ben sperare per un allargamento del concorso nel 2014.

All’acqua, ai sassi e alla terra

“Valgimigli, 1889 -1970”….”Frassineti, 1901 – 1993”….”Poggiolini, 1897 -1968”….così come ogni volta, i nomi e le date, una liturgia che si riproponeva ogni giorno, sul fare del mattino di brume ancora pungenti, di colori smorti e contorni sfuocati, che il basso sole era ancora di là da venire. I volti sul marmo erano di bianco e nero, tutti, come se, chi veniva ricordato in eterno, bisogno non avesse di altre cromature. Solo bianco e nero, vita e morte. Ma se la memoria era eterna, forse eterni lo siamo un po’ tutti, coloro che dimorano qui, noi che ricordiamo e che saremo ricordati, forse nella memoria c’è la nostra essenza. Che vaga errante per la vita, entrando e uscendo da altri luoghi e ci lascia attoniti a guardare il corpo vuoto.

Ma tu, Roberta, di queste cose non sapevi niente, o forse le avvertivi solo dentro di te, senza una ragione, senza una spiegazione, tu sola, dentro al cimitero a guardare le lapidi e a leggere i nomi e le date ogni volta, come una cosa mai vista prima. Ma non c’era tristezza nel tuo guardare, non lacrime o rimpianti, c’era un ascoltare le voci che narravano i tuoi ricordi e li rendevano vividi e presenti, come una cosa già accaduta, ma che ancora accade e tu li rivivi con gli stessi colori, gli stessi odori, le stesse sensazioni di bambina, quella bambina che ancora è dentro di te ed e, anche adesso, ciò che più ti rimane. Il grande tavolo di grosso legno scuro era ancora troppo alto, ma agli occhi ci arrivava e tu vedevi il suo lugore solcato da segni di coltello, perché a volte non si stava troppo attenti a cosa ci si tagliava sopra, e non c’era tempo per troppi manierismi. C’era la mensola delle padelle attaccate per il manico e messe in fila dalla più grande alla più piccola, e sotto c’erano le pignatte con quelle più piccole dentro alle grandi, e se c’era una attenzione per le misure delle cose, vi era anche per quelle delle persone. E tu era la più piccola. Ed eri l’unica in casa, quando tua madre si affacciava sull’aia gridando con voce stridula ed anche un po’ rauca: “Ardusìv, ch’lè ora d’magnè!” La tovaglia era già stesa, e tu mettevi le posate con gesti importanti, perché il momento del desinare era il ritrovo di tutte le generazioni troppo spesso sparse, nell’allora vastità dei campi, delle vigne e dei castagneti. Le mani forti dalle vene in rilievo, afferravano forchette e coltelli, lasciando cadere sulla tovaglia larghe fette di pane e briciole, e sentivi tintinnare e deglutire, di nervosi pomi d’adamo, bicchieri di vino rosso. Sentivi le loro parole, una nenia irregolare di cui non capivi il significato, ma ne comprendevi la musicalità, la cadenza, e ancora sentivi le risa. Come le senti adesso che pare tutto svanito, ma non per te, che avverti le stesse parole ora, perché lì sono tutti la stessa gente. La gente non capiva perché mai tu stessi tanto ad ascoltare i morti e parlassi così poco con i vivi, non capiva, ma ciò che sfugge ha sempre bisogno di essere catalogato, allora, quando ti vedevano passare, si davano di gomito dicendo: “Vè, u iè la zupatta!” Piccola lo eri, esile ma non troppo bassa, e davvero ti trascinavi un po’ il piede destro, che sempre più spesso pareva volersene andare per i fatti suoi. Per tanto tempo eri andata a Faenza, Forlì, Bologna, ad ascoltare luminari che eloquivano, sentenziavano, di patologie e cure, operazioni o terapie, di turbe metaboliche, di ernie o problemi neurologici, o di niente. E tutte le volte andavi via con la sensazione di aver capito niente, di aver risolto niente, ma della parcella pagata rimaneva la certezza. Alla fine ti sei stancata di quell’inutile andirivieni e il rimedio ai tuoi mali era quello di camminare per il paese. Dal viale alberato, di cui conoscevi a memoria ogni radice che affiorava dal terreno ed ogni traccia di ruggine sulla ringhiera ferrosa, fino all’incrocio, fermandoti ogni tanto sulle panchine, quando il piede era particolarmente dolente. Giravi poi attraversando il ponte sul fiume, ma quando stavi bene andavi dritto fino alla piscina (e mi Signùr, la piscina?! Ma siam gente di mondo anche noialtri!) e ritornavi dallo stradellino che costeggia il fiume dall’altra sponda, dove c’ il lavatoio, se c’è ancora e se ancora ci lava qualcuno. Dicevo dunque che passato il ponte, gettavi lo sguardo a San Michele, ma solo di striscio, perché ormai da troppo tempo non eri più avvezza a frequentare le messe, ma non in spregio al Cristo ed ai Santi, magari ai preti un po’sì. Ciò che ti faceva disertare le funzioni erano gli sguardi della gente, che sentivi lungo i fianchi come graffi, ed i sommessi commenti di lingua puntuta, bislacca e malversa ti toglievano l’aria dalla bocca e mentre passavi in mezzo a loro ti pareva di camminare in una appiccicosa scia,  lunga, bavosa e viscida, come quelle che lasciano le lumache. Ma alla domenica mattina presto, ti piaceva guardare quelle pie donne che si recavano al mattutino, con passo svelto di coscia stretta e pudica e di robusti polpacci, con la mano a tenere stretto sotto il mento il bianco fazzoletto da testa, perché senza pensieri impuri ed in penitenza cisi doveva presentare davanti al Signore. C’erano però altre cose, altri odori e colori che rivoltavano i tuoi umori, dopo San Michele c’era il forno, e di mattina ti lasciavi inondare da quell’odore di pane appena sfornato. E ti immaginavi quelle grandi e tonde pagnotte da romperle con le mani, la crosta spolverata di farina, croccante e saporita e dentro la soffice e calda mollica, duro e morbido, un Tao di contadina filosofia. Ti immaginavi di mangiarne una cesta, di quelle pagnotte, tu, che il tuo stomachino faticava a digerire un pugno di riso e due verdurine, ma del sogno non eri mai sazia. Continuavi a scendere per la strada, quella della torre con l’orologio, dove c’erano quei negozietti piccoli, con gli scaffali pieni di roba di ogni genere, frutta, verdura, spezie, detersivi e dietro al bancone prosciutti, salami, un maelstrom urlante di odori accatastati che spesso ti faceva venire le vertigini, un capogiro di sensazioni. Ti piacevano tanto anche le cartolerie, dove vendevano giochi per i bambini, quelle confezioni di cartoncino e plastica, piene di giallo, rosso, verde e blù, e lì ti perdevi nella memoria di una vasta aia assolata, di un ombroso porticato, di una bambola fatta di paglia e ricoperta di stracci. Ma stracci ricamati ad arte, che avevano preso la forma dei vestiti delle principesse, lo stesso ago e filo che avevano ricamato gli occhi e la bocca di un sorriso senza fine, e capelli di stoppa raccolti in due graziose trecce. Quella bambola era la tua compagna nei mondi immaginari e solitari che ti creavi in ogni angolo della casa o al di fuori di essa, sotto un albero e soprattutto sulle rene del fiume. Raramente avevi compagnia, perchè i tuoi fratelli, più grandi di te, avevano le gambe già abbastanza robuste da aiutare nei campi o a tener dietro alla bestie, mentre tu eri ancora troppo eterea ed evanescente agli occhi degli adulti, per poter essere calcolata economicamente. “Lì l’è ancora tropa cèina pran’dè drì al bestc!” sentenziava tua madre, mentre facevi disegni nella cenere con un legnetto. Con questi ricordi arrivavi così all’orologio, quasi a chiudere il cerchio, mancavano però ancora i rintocchi della campana, le ore e poi i quarti, che tu contavi sempre ogni volta con metodica attenzione, ben sapendo cosa si sarebbe suonato, ma forse avresti voluto meravigliarti che una volta l’orologio avrebbe potuto suonare qualcosa di diverso o di sbagliato. Così giravi verso il ponte più in basso, dove il paese si appoggia sul fianco della collina, quasi sempre nel tardo pomeriggio, e lì si rinnovava un altro rituale, quello del fiume. Scendevi all’acqua dove sapevi tu, che ancora scalette e slarghi non erano stati fatti, in quel gruppo di sassi che eri solita andare e anche loro, fermi e pazienti, ti aspettavano e contenti della tua presenza esclamavano “Tsì arivèda!”, ti sedevi su quello più grande e liscio che ancora emanava il tepore trattenuto durante il giorno, ti toglievi scarpe e calzini e mettevi i piedi nell’acqua. Sentivi la leggera corrente accarezzarti le dita e la pianta, pensando che ti avrebbe pian piano lavato via il dolore, l’avrebbe portato con se in un altro fiume più grande, e di lì, al mare. Perché il mare è abbastanza grande da raccogliere il tuo dolore, come quello di infiniti altri, perché nelle sue profondità il dolore si disperde e affiora alla superficie la speranza, che riverbera sulle onde. Ogni tanto ti arrivavano le voci di persone, appoggiate al parapetto di sopra, ascoltavi quella parlata così particolare, che quando la sentivi dicevi subito che era uno di qui. La E e la O strette, eran si tipiche della Romagna tutta, ma era nella lettera A che stava il segreto per sapere chi pestava le tue terre, e la parola Avlàn (nocciola), quasi un lezioso francesismo, era la chiave. Partiva dall’esofago la prima A, poi la V e la L salivano in bocca, rimbussolandosi sotto la lingua, la seconda A si formava nella fronte, quasi una sorta di terzo occhio, per terminare con la N sfiatata dal naso. Sentivi parlare, parlare di tante cose, spesso inutili facezie, forse anche di te, che da la sopra ti vedevano. Si chiedevano magari perché non ti fossi mai maritata, forse non volevi, o forse nascondevi qualche segreto che in paese non si conosceva, ma era difficile che al paese tutto sfuggisse qualcosa. E tu, a prender marito, una volta avevi pensato davvero. Scorreva l’acqua, distorcendo le forme al di sotto di essa e vedevi i tuoi piedi e i sassi del fiume muoversi e confondersi, così che dal luogo dei ricordi ti giunse la figura del nonno, che tenendoti sulle ginocchia ti cantava una filastrocca : “C’era uno grillo, nel campo di lino, la formicuzza ne chiese un pochettino, laricimubalalillallero, lariciumbalalillallà….” Lavoravi come apprendista nel negozio di una sarta, la paga era poca, ma era una fortuna lo stesso. Quel giorno entrò un ragazzo che chiese di preparare una camicia per un evento importante, tu stavi tagliando della stoffa, ma di sottecchi lo osservavi. Capelli un po’ mossi e tirati indietro e tenuti da una lozione, occhi grandi, scuri e umidi, così come umide parevano le labbra, un sottile paio di baffetti rimarcavano una virilità ancora acerba. Le mani erano bianche e liscie, le unghie curate, non dava l’idea di quelli avvezzi a curvare la schiena alla terra, d’acchito pareva di famiglia benestante. Francesco si chiamava, come ti disse poi la commessa e prima di uscire lui si voltò verso di te e sorrise, tu chinasti di scatto la testa sul lavoro. Ma quel sorriso lo pensasti tutte le sere prima di addormentarti. “….Disse lo grillo : ”Lo sposo sarò io!” la formicuzza : “Sono contenta anch’io!” lariciumballillillallero…” “Vai ad aprire, Roberta, che hanno suonato.” Andasti ad aprire e ti ritrovasti davanti Francesco con un mazzo di fiori in mano e tu rimanesti impalata con il rossore che ti avvampava e le parole che non venivano, si accavallavano i pensieri, tutti  nel medesimo istante, che volevi cercare di capire qualcosa, ma non capivi niente. Capisti solo confusamente che lui ti chiese di diventare la sua fidanzata. “Viene fissato il giorno delle nozze, un fico secco e due castagne cotte, laricimbalalillallero…..” Vennero altri doni e anche tu decidesti di fargliene uno. Andasti in corriera fino a Faenza e comprasti uno di quei rasoi con le lamette intercambiabili, tutto di metallo scintillante, di una famosa marca americana, che guardi quì, c’è proprio la scritta Made in U.S.A. Nel viaggio di ritorno stavi con la testa appoggiata al vetro del finestrino e ti vedevi riflessa in esso, il tuo riflesso tra te e le colline che ti scorrevano a fianco. Vedevi te stessa dal di fuori, come forse hai sempre fatto, come sicuramente ancora fai. E per tutto il viaggio non facesti altro che sognare di lunghe vesti bianche e fedi nuziali. “…Erano in chiesa e si mettean l’anello….lariciumbalalillallero…” “Mi spiace Roberta, non posso accompagnarti alle giostre, sai, il notaio ha detto che devo assolutamente sbrigare in fretta delle pratiche, per diversi giorni sarò impegnato, scusami!” “Non fa niente, Francesco, avremo tante altre occasioni per andare alle fiere, poi il tuo lavoro è così importante! Ti aspetterò!” Ma alle giostre Roberta andò da sola, anche contro il parere della madre, “Non sta bene a una ragazza andare in quei posti da sola!”, perché quel sogno di suoni, luci, palloncini e zucchero filato premeva sul desiderio della “Roberta bambina”, ed esigeva il suo manifestarsi. Le bancarelle erano piene di cose, i bambini si divertivano sulle giostre, il tuo sguardo vagava divertito e alla fine si posò su di una coppia un po’ in disparte. Un tuffo al cuore! Era Francesco, nella fibrillazione cercasti di vedere meglio, era lui! Stava abbracciato ad una ragazza dai capelli lunghi e crespi, ridevano sguaiatamente e lui le metteva la mano nelle parti basse. “La formicuzza dal grande dolore, prese uno spillo e si trafisse il cuore, lariciumbalalillallero lariciumbalalillallà.” Ti sentivi inaridita, come se piano piano, ti evaporassero tutti i liquidi, le emozioni, i sentimenti, in qualche modo prendesti una corriera e tornasti a casa senza ricordare nulla, solo l’immagine di Francesco abbracciato all’altra. Arida, secca, senza forze, mentre arrivavi alla porta di casa ti sentivi sgretolare come argilla. “…dal grande dolore……e si trafisse il cuore….lari ….ciumbala….lillallero….lilla….là.” Tua madre in casa non c’era, andasti in camera tua e ti gettasti sul letto a piangere, ma un pianto asfissiato, senza lacrime e dolente di petto e di fronte, a bocca aperta, senza un suono, come un inesistente gridare. E sentisti le pareti della stanza chiudersi su di te, come una prigione, una prigione di sassi, come quelli che amavi guardare al fiume, bianchi, tondi e levigati, ora divenuti guardiani delle tue notti spesso insonni. Così il fiume che ti lavava i piedi era il fiume della memoria, che partiva da lassù e portava a valle tutto ciò era venuto a sapere della gente nel tempo, perché nel fiume erano nati, passati e morti persone, amori, disgrazie, faccende grandi o inutili e tante altre cose. E ne aveva, il fiume, di cose da raccontare, anche adesso che ormai non c’è più nessuno ad ascoltare. Ma se il ricordo del mancato matrimonio ancora ti causava malessere, il pensare al nonno ti risollevava, di favole e di filastrocche, di quella volta che ti costruì uno slittino di legno, che sapeva lavorare molto bene, e tu aspettasti impaziente la prima nevicata. Quel nonno a cui forse eri più legata che a tuo padre, non che non ci fosse affetto verso di lui, ma lo sentivi più distante, un voler bene diverso, mentre il nonno lo sentivi più tuo. Lo vedevi in età già avanzata, venire ancora su per quell’erta, curvo, con un pesante sacco pieno di robe, castagne o farina, tenuto dietro la schiena, le mani serrate di nodo e di scaglia, il volto scolpito di carapace, arato dalle rughe che il sudore aveva scavato. E quando posava a terra il fardello, pareva che le mani non si volessero più staccare per il troppo pesante impugnare. Ma era anche fatica d’orgoglio e quegli uomini spesso si davan sù la voce : “Mè nà vòlta ad chi sac chelè, a ni tuleva so òn con ona man e òn con cl’etra!” Quel nonno che nel grande letto di ferro battuto, in punto di morte, guardava fisso il soffitto a bocca aperta e tu gli tenevi la mano. In un ultimo fiato farfugliò queste parole : “Arèv avù tant chera cat fos marideda….” Ora il tuo nonno è là, con i Valgimigli, i Frassineti e i Poggiolini, a raccontarsi di chi aveva tirato sù di più, di quella volta che a veglia c’era Mingò a raccontare storie e di quello che aveva visto il diavolo in mezzo alla neve. Un alito d’aria più fresca, ti diceva che era ormai l’ora di tirar fuori i piedi dall’acqua, che le dita avevano fatto le grinze, e di andare, perché le colline chiedevano il tributo delle ombre lunghe dal sole, ormai troppo esanime per poterle rinvigorire. E la tua ombra, Roberta? Sempre più sottile, come te, che vorresti essere sempre più simile a lei, per sfuggire agli sguardi della gente. Sfuggi alle feste, dove c’è la musica da ballo, si mangiano tortelli e si beve vino, si ride e si parla, di quello che è stato con quella là, di chi ha fatto le corna a chi, di sgarbi e permali. La gente non sa della tua paura di rivivere sempre quel momento in cui vedesti Francesco abbracciato a quella donna, momento che ti rifiuti di raccontare per cercare di cancellarlo. Ma il passato non si cancella, si può occultare, rendere sommesso, cancellarlo no, è sempre dentro di noi, fa parte di noi.

Terminava il tuo giro, come il circolo della tua vita, dal cimitero alla bassa volta che ti conduceva alla porta di casa, quasi sempre lo stesso, a volte con qualche deviazione, ancora meno soffermandoti a parlare con quei pochi a cui davi un minimo di confidenza. Ma anche nel circolo della tua vita, si fanno strada cose nuove, lentamente, perché tu non permetti più agli accadimenti di scardinare la porta delle emozioni forti. Accade così che un certo Francesco, guarda se la vita non fa degli scherzi, cominci ad avere interesse per te. Lavora nel forno, quello del ponte di sopra, e impasta e cuoce e serve i clienti al banco, ti vede passare ogni santo giorno, e ogni santo giorno spera che tu entri a comprare il pane, perché lui è lì, pronto a servirti. Ma tu entri poco, ti piace l’odore, ti piace immaginare di abbuffarti, come già detto, però compri solo qualche pezzettino. Lui è timido, porta occhiali grandi, con una montatura demodè, ma si adatta alla faccia larga e piatta, la parlata, quando è imbarazzata, ogni tanto si inceppa, dei capelli non sai dire se sono bianchi di suo o se a causa della farina, non pare proprio un bell’uomo e alla gente scappa facile dire che sia lento di comprendonio, ma si sa, la gente! Vinta la timidezza, comincia a chiederti se ogni tanto può accompagnarti nelle tue passeggiate, ma tu non gli davi corda, non so mai quando esco di preciso, domani ho un impegno, devo andare a Faenza e altre scuse, perché pensi che i nomi siano legati ai fatti, e Francesco si portava dietro una sventura. Alla fine, però, hai pensato che più male di tanto non avrebbe potuto portarti, forse qualcuno con cui parlare durante il camminare poteva essere una cosa anche piacevole, basta che non si mettesse strane idee in testa, che di legami affettivi non volevi più saperne. Si vedeva così, una coppia che non si sa bene se dire male assortita o quantomeno strana, girare per il paese. Tu, che nonostante il piede sordo camminavi con discreta grazia e compostezza, ascoltavi e poco raccontavi, lui che nella foga della novità parlava forte per non incepparsi e gesticolava muovendo ampie le braccia e diceva e diceva cose, spesso anche esagerate o delle vere e proprie balle. E se è vero che chi và al mulino s’infarina, è vero anche che chi và con lo zoppo impara a zoppicare, perché senza volere, si vive di luoghi comuni, frasi fatte e partiti presi. Così anche Francesco cominciò a zoppicare come per solidarietà, che con tutto il suo muoversi sembrava sempre più sgualembro. Vi vedeva, la striscia di asfalto tra gli alberi, camminare, il camminare di una coppia di parole forti, rotonde e di silenzi, una coppia fatta da sogni segreti e da prorompente effettualità, senza la passione, l’attrazione e senza frequentazioni di letto come di solito si conviene ad un uomo ed una donna, una mutua compagnia saltuaria ed incostante, perché l’incostanza ha sempre fatto parte del tuo essere, Roberta. E si chiedeva, la striscia di asfalto, se alla fine non era “amore” anche quello, perché amore è parola spesso usata per comodità, la comodità di non dover chiedersi le cose, la comodità di giustificare gesti e pensieri, la comodità di tutti noi che non l’abbiamo mai capita appieno, una parola liquida, che si adatta al contenitore dentro cui la mettiamo, ma sempre per comodità. Continuava il tuo girovagare, vedevi le cose cambiare, posti nuovi, cose nuove, come nuovi ti parevano i ragazzi, che scimmiottavano usi e costumi di quelli delle grandi città, a volte con successo, a volte meno, perché l’odore della terra, dei faggi e dei castagni, del mangime per le galline, rimaneva cucito addosso. Tu guardavi questo nuovo e ti chiedevi, senza aver bisogno di capire. Continuava il tuo girovagare, ogni tanto in compagnia di Francesco, più spesso sola, continuavi il tuo circolo come una cosa naturale. Perché se il nostro fare “tecnico e moderno”, dove rincorriamo spesso la voglia malata di affermazione o il nulla, ci porta alla follia, non quella dei matti che è altra cosa, ma come assenza di ragione, il fare “naturale” ci porta all’essere eterni, ma siccome l’eternità ancora ci sfugge, giriamo in circolo, dove le cose ci sono conosciute, e si comincia là, da dove si è finito. Così, Roberta, ogni giorno finivi e ricominciavi. “Valgimigli, 1889 -1970”….”Frassineti, 1901 – 1993”….”Poggiolini, 1897 -1968”….

Michele Marziani vince il Premio Letterario Francesco Seratini

zoom_1308064590_marzianicopertinasingolaSarà premiato il 10 novembre a Cesena il romanzo Barafonda di Michele Marziani che si è aggiudicato la XIV edizione del Premio Letterario Francesco Seratini, assegnato dal Tribunato di Romagna “per perpetuare il ricordo di Francesco Serantini che con i suoi romanzi e con assidue collaborazioni alle maggiori testate nazionali –  al Resto del Carlino in particolare – ha indicato quanto possa dare una sana ed alta cultura “provinciale” per far conoscere, amare e valorizzare luoghi natii”.
Barafonda, ambientato a Rimini, è una storia dura, scomoda, poetica, ironica, per raccontare i piccoli e grandi mali del nostro tempo.
Cosa accade se uno la vita se la inventa? Lo sa bene Franco Botteghi, stimato medico pediatra, che per trent’anni ha esercitato abusivamente la professione in Italia e in Africa. O meglio lo scoprirà quando per un’infelice coincidenza il suo imbroglio sarà smascherato. Cambia tutto, le prospettive, gli affetti. La moglie Camilla gli chiude la porta in faccia e lo mette in cattiva luce davanti ai tre figli. Il carcere, la sistemazione nella piccola e malmessa casetta ereditata dalla madre tra il fiume e il mare. E bisogna trovare di cosa vivere ora che il medico non lo può più fare. Per fortuna ci sono i vicini di casa, una coppia di algerini con un cuore grande e tanti figli, e Jelena, donna slava scampata ai massacri del suo paese, che ama Franco nonostante il suo razzismo e un brutto carattere, spesso, quasi sempre, peggiorato dall’alcol. Forse la vita si può inventare un’altra volta. Oppure no, che con la malattia le bugie non funzionano. Michele Marziani con la sua scrittura lieve, ma per certi versi chirurgica, fa sorridere o commuovere, dice le cose come sono senza retorica e giri di parole. Accetta la contraddizione e l’irrisolvibile, anche nel linguaggio.

Premio Letterario Sipario 2013

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L’ Associazione “Respirare Sinapsi” per l’ anno 2013 ha indetto un concorso per un Premio Letterario Nazionale Sipario rivolto ai testi teatrali inediti.
La partecipazione è aperta agli autori di ogni età della Penisola che scrivono in lingua italiana. Non verranno presi in considerazione testi scritti integralmente o parzialmente in uno dei diversi dialetti regionali. La scadenza per l’invio dei manoscritti è fissata per il 30 ottobre 2013.
Il testo teatrale dovrà essere inviato sia in forma cartacea, sia in formato digitale. La prima in 5 copie, indirizzata all’Associazione Respirare Sinapsi, Via G. Lamponio 2/A, 85015 Oppido Lucano (Potenza) ; la seconda all’ inidirizzo di posta eletrronica redazione@premiosipario, allegando un file .doc con la dicitura “Premio Sipario” nell’ oggetto della email. Unitamente all’opera completa,dovrà essere allegata una dichiarazione sottoscritta dall’ autore (All.A) . Ogni autore può inviare una sola opera e la partecipazione al concorso è gratuita. Inoltre la tematica dell’opera è lasciata alla libera ispirazione dell’ autore.
I testi verranno valutati da una giuria selezionata dall’ associazione stessa, secondo i principi e di fasce d’ età e interessi letterari/teatrali differenti.
La lista completa dei giurati è consultabile sul sito del concorso.
I testi verranno valutati dalla giuria dal 1 novembre al 15 dicembre e verrà selezionata una terna di finalisti. L’ ordine di classifica e quindi il vincitore del concorso sarà reso noto in occasione della serata di premiazione che si terrà durante il periodo natalizio ( data da definire) presso il Teatro Obadiah di Oppido Lucano (Potenza). Gli autori dei testi che giungeranno in finale dovranno essere presenti alla serata di premiazione,pena l’ esclusione dalla finale stessa.

Il testo vincitore otterrà la pubblicazione in edizione di lancio del volume,la presentazione del libro, la sua diffusione presso compagnie e associazioni teatrali italiane in previsione di una sua messinscena teatrale nella prossima primavera-estate.

Per ulteriori informazioni 

Puoi scaricare qui il regolamento completo del concorso 

Scheda di iscrizione da allegare al manoscritto  scaricabile qui 

Concorso letterario Liberi di Scrivere

locandinaliberidiscrivere_zps600d402fIl centro socio culturale ATRION di Carugate indice la quarta edizione del concorso letterario Liberi di Scrivere. Il tema di quest’ anno è “Nemica, amica, amante” . Storie di violenza sulle donne: paura, silenzio, rinascita. La lunghezza del racconto è stata fissata in 15000 battute (spazi compresi ) .
Il concorso è pubblico e gratuito : chiunque abbia compiuto i 18 anni entro il termine di scadenza di consegna dei manoscritti può partecipare. Tale termine di consegna è stato fissato per il 30 ottobre 2013 alle ore 18:00. I manoscritti dovranno essere consegnati a mano o spediti tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a Biblioteca Civica di Carugate, via S. Francesco, 20061 Carugate (Milano).
Oltre a due copie cartacee del racconto in busta chiusa, una seconda busta sigillata con il file (formato .doc o .txt) su supporto cd-rom e un foglio con nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, e-mail dell’autore e titolo del racconto, è necessario consegnare la dichiarazione di presa visione e accettazione del presente bando di concorso accompagnata da una copia della carta di identità.
Il concorso è a premi e per il miglior racconto è previsto un riconoscimento di 500€, 300€ per il secondo e 200€ per il terzo che verrà assegnato in occasione di una serata aperta al pubblico. La commissione esaminatrice è composta da esperti e presieduta dalla scrittrice Elisabetta Bucciarelli e valuterà gli scritti in base a creatività, stile narrativo e sviluppo del tema proposto. Oltre al vincitore designato dalla giuria,ci sarà anche un vincitore popolare,eletto dalla cittadinanza. La valutazione dei manoscritti avverrà in modo anonimo e solo in base al manoscritto presentato. Unicamente al momento della stilazione della graduatoria, si conosceranno i nomi degli autori e quindi dei vincitori.

Clicca qui per il bando completo del concorso 


Premio Letterario Un monte di poesia 2013

3839732725La Pro Loco di Abbadia San Salvatore propone l’8° edizione del Premio un Monte di Poesia .

1) Sezione poesia a tema: “La montagna”: vita, costumi, folklore, paesaggio.
2) Sezione a tema libero: poesie edite o inedite, che non abbiano già conseguito primi premi in altri concorsi nazionali.
3) Sezione giovani: poesia a tema libero riservato ai giovani che, in data 30 giugno 2013, non abbiano compiuto il diciottesimo anno di età: è obbligatoria la fotocopia della carta di identità. Per questa sezione non è richiesto il pagamento della quota di iscrizione.
Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 30 giugno 2013.  È consentita la partecipazione a poeti italiani e stranieri (solo testi scritti in italiano). Sono ammesse fino ad un massimo di tre poesie per ogni sezione. Si può partecipare a più sezioni, versando per ognuna di esse la quota di partecipazione, consistente in € 10 per la prima poesia e di € 5 per ognuna delle successive ( Es. : per una sola sezione, tre poesie, euro 20). Gli elaborati, unitamente alla copia di avvenuto pagamento (scansione o fotocopia) dovranno essere inviati ai seguenti indirizzi: in forma cartacea (per posta) : Pro Loco di Abbadia San Salvatore Piazzale Renato Rossaro n°6 CAP 53021 Abbadia San Salvatore (Siena) oppure per via telematica (tramite email) : unmontedipoesia@alice.it
Per il regolamento completo e ulteriori informazioni vai al link del concorso

A pranzo con Giulia di Michele Marziani finalista al premio Bancarella della Cucina

apranzocongiuliaA pranzo con Giulia di Michele Marziani fa parte della rosa dei cinque finalisti a cui verrà assegnato il Premio Selezione 8° Bancarella della Cucina.
Il vincitore sarà decretato a Pontremoli la sera del 19 Luglio quando verranno aperte dal notaio le schede degli 80 librai votanti.

Cucinare può essere mille cose insieme, dipende da come si guardano le cose. In A pranzo con Giulia c’è la cucina di tutti i giorni, che si prepara in poco tempo ma con tanto cuore. Le regole sono minime ma di quelle che fanno la differenza: prodotti freschi, amore per il cibo e per le persone per cui si cucina, fantasia da mettere nel piatto. Ricette semplici (una bella frittatina di stagione), a volte semplicissime (le fragole al cioccolato!), a volte semplicemente inaspettate (il polpo senza speranza??). Niente dosi, si fa così come viene, come si faceva un tempo, e non si sbaglia. C’è tradizione, occhio al territorio e alla stagionalità, qualche incursione in paesi lontani, piatti che vadano a genio anche ai bambini e che magari si possano realizzare insieme. Ricette raccontate, che sanno di cosa parlano: di cibo, chiaramente, ma non solo. Dedicate a Giulia e alle persone per cui ti viene voglia di prendere in mano una padella.

A pranzo con Giulia è un libro di addio perchè è l’ultimo lavoro dedicato al cibo che Michele Marziani intende pubblicare.  Ha infatti deciso di dire addio alla scrittura enogastronomica poichè tutto quello che aveva da dire intorno al vino e al cibo l’ha detto. Per Michele Marziani si chiude un capitolo e come scrive: “Racconto storie, oggi. E ne sono felice.”

Ilaria Sandei seconda con Il mistero di Owland al premio Fantasy Way

La giovanissima autrice Ilaria Sandei, studentessa diciottenne, con “Il mistero di Owland” ha vinto il secondo premio per il romanzo inedito al concorso letterario Fantasy Way 2013.
Questa la motivazione della giuria: “Dalle tinte oscure e gotiche questo romanzo ben scritto offre una atmosfera fantastica piena di misteri che coinvolgono e intrattengono il lettore. Originale nella scelta interattiva che prevede dei rompicapo e dei cruciverba da risolvere.”
Complimenti alla promettente Ilaria di cui presto potrete leggere interessanti novità qui su Carla e Calamaio.

Garfagnana in giallo 2012

Garfagnana in Giallo | Barga Noir

Torna il Garfagnana in Giallo il concorso letterario che unisce scrittori provenienti da tutta Italia nella valle delle Terre del Serchio. L’evento si svolgerà il 24 e il 25 novembre a Castelnuovo di Garfagnana nella storica e suggestiva fortezza di Montalfonso. Ospite d’onore lo scrittore Carlo A. Martigli che presenterà “L’eretico” (Longanesi) che giunge in Garfagnana dopo Loriano Macchiavelli, Mario Spezi e Giampaolo Simi.
L’artista che dipingerà la copertina dell’antologia è il pittore Roberto Fontirossi che raccoglie il testimone da Alessandro Benvenuti, Antonio Possenti e Gianpaolo Talani che hanno realizzato i quadri delle tre precedenti raccolte.
L’evento è organizzato dal Giornale di Castelnuovo con il patrocinio del Gal Garfagnana, del Comune di Castelnuovo, della Prospettiva editrice e di AbelBooks.
Il programma prevede l’inaugurazione del Giallo alle 18,30 con Sabina Marchesi e Andrea Giannasi che presentano l’antologia con gli autori che vi fanno parte. Otto autori selezionati dai quali uscirà il…

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GialloLuna NeroNotte a Ravenna dal 21 al 30 settembre

GialloLuna NeroNotte, il Festival di letteratura di genere gialla e noir di Ravenna, compie dieci anni.   il cartellone in programma dal 21 al 30 settembre sarà  ricco di eventi e di novità. Gli incontri con gli autori nazionali e internazionali e i laboratori verranno ospitati  all’interno di una tensostruttura allestita nella centralissima piazza del Popolo.

Verrà dato spazio agli scrittori romagnoli e ai piccoli editori. Il 25   settembre, ore 18, ci saranno Paolo Martini Stefano Damiani (“Giallo smalvito”, Carta Bianca Editore).

Il calendario prevede un omaggio alla letteratura noir spagnola ospitando il 29 settembre alle ore 18 gli scrittori iberici Lorenzo Silva (“La strategia dell’acqua”, Guanda) e Juan Madrid (“Mele marce”, Marbella noir) e il cubano Amir Valle (“Non lasciar che ti vedano piangere”, Edizioni Anordest).

Nel corso del Festival avverrà la premiazione del vincitore del primo Concorso letterario lanciato da GialloLuna NeroNotte in collaborazione con la casa editrice Sbc di Ravenna.

“GialloLuna NeroNotte” è ideato e organizzato dall’associazione culturale Pa.Gi.Ne., in collaborazione con Provincia, Comune di Ravenna e Autorità Portuale di Ravenna.

Per informazioni: tel. 335 6485088 www.gialloluna.it

Ufficio stampa “GialloLuna NeroNotte”: Pierluigi Papi tel. 338 3648766 ppapi@racine.ra.it

Concorso letterario “Cronache dalla fine del mondo”

Laura Costantini, giornalista e scrittrice, ci comunica questa sua nuova iniziativa (insieme con Historica Edizioni): un’antologia dedicata al 2012, l’anno della fine del mondo. Il concorso è gratuito, aperto a tutti. Saranno scelti 21 racconti che verranno selezionati da una giuria di 5 lettori appassionati, tra cui la stessa Laura Costantini. Termine di scadenza 30 giugno 2012, 10mila battute non trattabili. Tutti i particolari nel bando sotto riportato.

CRONACHE DALLA FINE DEL MONDO

BANDO DI CONCORSO

Ci dicono che il prossimo 21 dicembre il mondo per come lo conosciamo dovrà finire. E allora prepariamoci a modo nostro, immaginando quale potrà essere la fine o il nuovo inizio. Siamo dalle parti dell’utopia (per chi vuole vederla col bicchiere mezzo pieno) oppure della distopia (se siete dalle parti del bicchiere mezzo vuoto). Per una volta i padroni del destino siete voi. Potete immaginare scenari apocalittici, potete riscrivere grandi classici partendo da presupposti totalmente alieni a quello che siamo stati fino ad oggi, potete anche prevedere che non succederà assolutamente nulla. Lasciate andare la fantasia senza porre altro limite che la qualità di scrittura. Pronti?

Andiamo con le regole di partecipazione:

– il concorso è aperto a tutti;

– i racconti dovranno:
essere assolutamente inediti, sia in cartaceo che in digitale;
avere una lunghezza massima di 10.000 (diecimila) battute spazi inclusi, tolleranza zero per chi sfora;
essere presentati dopo un accurato e autocritico lavoro di editing, completi di titolo definitivo;
essere accompagnati da una breve ed esauriente autopresentazione (max 1000 battute, spazi inclusi);
essere corredati di indirizzo e-mail dell’autore.

– i racconti dovranno pervenire alla casella di posta elettronica cronachefinemondo@gmail.com entro e non oltre il 30 giugno 2012. Ai concorrenti che hanno un profilo Facebook è consigliata l’iscrizione al gruppo preposto CRONACHE DALLA FINE DEL MONDO 21/12/2012, onde facilitare la comunicazione.

– tutti i racconti pervenuti verranno letti e selezionati dall’insindacabile giudizio di una giuria così composta: Laura Costantini (giornalista e scrittrice), Loredana Falcone (scrittrice), Francesco Giubilei (direttore editoriale Historica), Daniele Dell’Orco (caporedattore del sito www.scrivendovolo.it) e Paolo Melissi (scrittore e redattore di Satisfiction).

– la selezione porterà alla scelta di 21 (ventuno) racconti che entreranno a far parte dell’antologia “Cronache dalla fine del mondo 21/12/2012” edita da Historica (uscita prevista fine novembre 2012).

– ai ventuno autori selezionati verrà chiesta la cessione dei diritti tramite apposito contratto di edizione.

BUON LAVORO!

Premio Stefano Benassi

L’Università Aperta di Rimini ha indetto la prima edizione del Concorso Internazionale di narrativa “Premio Stefano Benassi”. Per partecipare al concorso, presieduto dallo scrittore Michele Marziani, è necessario inviare entro il 20 aprile un racconto inedito a tema libero in lingua italiana che tragga ispirazione dalla seguente frase di Iosif Brodskij: “Sulla bilancia della verità la forza dell’immaginazione pesa quanto la realtà e, anzi, persino di più”.
La lunghezza del racconto dovrà essere compresa entro le 5.000 battute, compresi gli spazi. Quota di partecipazione € 10
Qui potete leggere e scaricare il regolamento completo.
Fanno parte della giuria anche lo scrittore Angelo Ricci e la sottoscritta.
La premiazione si terrà nel settembre 2012, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico 2012/2013 di Università Aperta. I premi previsti sono per il primo classificato € 500, secondo classificato € 300, terzo classificato € 200. Premio speciale al miglior Autore della provincia di Rimini: un buono acquisto libri di € 100, da spendere presso la Libreria Riminese, piazzetta Gregorio di Rimini 13, Rimini.

Sovversivi del gusto2 di Marziani e Salzotto vince il Gourmand Best in the World

Il libro Sovversivi del gusto 2. Secondo viaggio fotografico nel mondo dell’enogastronomia che resiste (Nda Press, 2009), realizzato dallo scrittore Michele Marziani e dal fotografo Marco Salzotto, ha vinto il prestigioso Gourmand Best in the World 2010 come miglior libro fotografico enogastronomico del mondo. I due autori hanno ritirato il pestigioso premio direttamente dal patron dei Gourmand World Cookbook Awards, Edouard Cointreau, giovedì 3 marzo a Parigi nell’ambito di Paris Cookbook Fair. I Gourmand World Cookbook Awards – riconoscimenti di grande prestigio internazionale –  vengono assegnati ogni anno ai migliori libri enogastronomici del mondo, selezionati da un comitato di noti gastronomi e professionisti dell’editoria.

Nel primo libro dei Sovversivi del gusto Marco Salzotto e Michele Marziani raccontavano vita, storia, resistenza e passione di alcuni agricoltori, olivicoltori, norcini, casari, affinatori, produttori di vini, ristoratori e osterie di tradizione e territorio sparsi per l’Italia. Oggi è aumentata la famiglia di chi crede che possano sopravvivere prodotti buoni, tradizionali e autentici anche all’interno del mercato globale. Così è nato Sovversivi del gusto 2. Secondo viaggio fotografico nel mondo dell’enogastronomia che resiste: un nuovo manipolo di produttori eccellenti che va ad affiancarsi a quelli del primo libro. Una cinquantina di storie di scelte incredibili che raccontano come l’agricoltura e l’artigianato alimentare siano una strada alla quale guardare con interesse per salvaguardare l’ambiente, i saperi, l’autentica cultura regionale, la provincia e soprattutto la montagna italiana. I Sovversivi del Gusto, nati nel Bresciano da un’idea dell’oste Adriano Liloni, sono oggi una realtà, sparsi a macchia di leopardo per tutta l’Italia, isole comprese.
Michele Marziani è autore dei romanzi La trota ai tempi di Zorro (DeriveApprodi, Roma, 2006) Umberto Dei (Cult Editore, Firenze, 2008), La signora del caviale (Cult Editore, Firenze, 2009) e di diversi libri di viaggi, vini e cibi, tra i quali I sapori della Terra di Mezzo (Guido Tommasi Editore, Milano, 2010), Lungo il Po (Guido Tommasi Editore, Milano, 2008).
Marco Salzotto è un fotografo piemontese. I suoi reportage nel mondo del cibo, del vino e della cultura materiale italiana e non solo sono pubblicati da diverse riviste specializzate. Assieme a Michele Marziani ha pubblicato anche il primo volume dedicato ai Sovversivi del Gusto.

Michele Marziani e Marco Salzotto vincono il Gourmand World Cookbook Awards

Il libro Sovversivi del gusto 2. Secondo viaggio fotografico nel mondo dell’enogastronomia che resiste (Nda Press, 2009), realizzato dallo scrittore Michele Marziani e dal fotografo Marco Salzotto, ha vinto il prestigioso Gourmand World Cookbook Awards 2010 per l’Italia nella categoria Best Cookbook Photography e farà parte della rosa di titoli tra i quali il 3 marzo 2011 a Parigi – nell’ambito di Paris Cookbook Fair – verrà scelto il Gourmand Best in the World.
I Gourmand World Cookbook Awards – riconoscimenti di grande prestigio internazionale –  vengono assegnati ogni anno ai migliori libri enogastronomici del mondo, selezionati da un comitato di noti gastronomi e professionisti dell’editoria.

Un premio a Michele Marziani per La signora del caviale

Meritato riconoscimento al romanzo La signora del caviale per Michele Marziani, che si è aggiudicato il secondo posto del premio giornalistico internazionale “La Camera di Commercio e la Provincia di Ferrara per l’agroalimentare, il turismo e l’ambiente”, rivolto a giornalisti, scrittori ed editori che attraverso la stampa, la radio o la televisione, abbiano fornito un particolare contributo alla diffusione della conoscenza, dell’immagine, del patrimonio naturalistico e culturale e dei prodotti della cultura enogastronomica ferrarese.
Assieme a Michele Marziani hanno ricevuto il riconoscimento Sarah Dunant (primo premio) con il romanzo “Le notti al Santa Caterina” e  il giornalista RAI Francesco Rositano con il servizio televisivo “Marinata addio?” dedicato alle anguille di Comacchio.

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