Bianca come l’Africa di Clara Piacentini: presentazione al Festival dell’Autobiografia di Anghiari

Sabato 2 settembre alle ore 18 Clara Piacentini presenterà il suo libro Bianca come l’Africa nell’ambito del Festival dell’Autobiografia di Anghiari.
“Bianca come l’Africa” è una raccolta di 21 racconti, in realtà un’unica storia, uno stralcio di vita. Come perle di una collana si snodano i racconti lungo un filo sottile nelle mani della protagonista, LEI, presenza discreta che di sé dice poco ma molto lascia intuire del percorso intrapreso nonostante la difficoltà, il limite delle sue gambe sorrette. Ed è un mondo altro che ci viene incontro, il mondo dell’Africa. LEI fissa con occhio fotografico paesaggi e ambienti che hanno la potenza di quadri impressionisti, il suo sguardo intreccia relazioni con spazi, tempi, soggetti diversi e prendono corpo vicende e persone. Prendono vita i personaggi, ben presenti, anche se raramente vengono chiamati per nome ed è questo anonimato che dà loro la levità del mistero e al contempo la forza della presenza. Sfilano e agiscono gli abitanti dell’altrove, i componenti di una comunità straniera in Italia, i bianchi in Africa, si palesano quelli di un mondo che la globalizzazione rimanda attraverso Facebook. E in questa storia la vita, l’amore e la morte vengono raccontati come parte di un’unica realtà. Con una scrittura scarna eppure intensa e vibrante, talora dolente, talora appassionata, Clara Piacentini ci accompagna attraverso il racconto di mondi che si cercano, si accostano eppure rimangono ancora separati. Già il titolo, una similitudine che è anche un ossimoro, ci anticipa questi mondi. Già i racconti del prologo e dell’epilogo confluiscono a dare il senso della nostalgia, del ricordo, del rimpianto, confluiscono a chiudere il cerchio della storia. Al lettore il compito di capire in cosa consiste il Mal d’Africa, se esiste.

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Scrivere di sé. Laboratorio di scrittura autobiografica a cura di Clara Piacentini

Nell’ambito di Officina Gambalunga 2017, organizzato dalla Biblioteca Gambalunga di Rimini, Clara Piacentini terrà il workshop Scrivere di sé. Laboratorio di scrittura autobiografica.
“Arriva un momento nell’età adulta in cui si avverte il desiderio di raccontare la propria storia di vita. Per fare un po’ d’ordine dentro di sé e capire il presente, per ritrovare emozioni perdute e sapere come si è diventati, chi dobbiamo ringraziare o dimenticare”. A queste parole di Duccio Demetrio si ispira il laboratorio di iniziazione alla scrittura e alla narrazione di sé  secondo la metodologia della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari.
Il corso si articolerà in quattro incontri: mercoledì 3, lunedì 8, venerdì 12, martedì 16 maggio, ore 17-19
Iscrizione obbligatoria dal 13 al 25 marzo, via e-mail: interbib@comune.rimini.it, scaricando il modulo da http://www.bibliotecagambalunga.it, o direttamente in Biblioteca Gambalunga-Ufficio Prestiti (da lunedì a venerdì: 8-19; sabato: 8-13).
Per ulteriori informazioni consultate la pagina Officina Gambalunga 2017.

Clara Piacentini e Roberta Marcaccio a Parola di Scrittore

Torna, con una seconda edizione, Parola di Scrittore, conversazioni con gli autori organizzate da Scenafutura ad Alidangelocaffè Extrò di Rimini.
Tra gli ospiti della rassegna, che si svolgerà dal 7 marzo al 4 aprile, vi saranno anche le “nostre” scrittrici Clara Piacentini, che presenterà Bianca come l’Africa il 14 marzo,  e Roberta Marcaccio, che parlerà di Tranne il colore degli occhi il 28 marzo; dialogheranno entrambe con Carla Casazza, editor di Carta e Calamaio e scrittrice a sua volta.
Il programma della rassegna prevederà, inoltre, Stefano Rossini con POdissea, presentato da Paolo Vachino il 7 marzo; Sara Ceccarelli con Anna Maria Mozzoni. La vicenda di una donna che si è battuta per altre donne, presentata da Francesca Panozzo il 21 marzo; Oreste Delucca con La fèmina del prete presentato da Manuela Angelini il 4 aprile.
Tutti gli appuntamenti si svolgeranno alle 18.30 in Via Castefidardo 58.

Antonio Tombolini Editore compie 100 titoli

Antonio Tombolini Editore è una casa editrice giovane, giovanissima, ma assai prolifica visto che in questi giorni ha pubblicato il centesimo titolo.
Narrativa, saggistica, steampunk, storie al femminile, fantascienza, letteratura italiana all’estero, racconti erotici, testi classici dimenticati e tanto altro, tutti all’insegna della qualità.
E ha scelto per festeggiare di mettere in offerta tutti i titoli in edizione digitale a 1,99 euro fino al 6 novembre, così da offrire la possibilità a chi non conosce i suoi libri di “assaggiarli” e gustarli.
Riordiamo che tra gli autori di Antonio Tombolini Editore trovate anche alcuni “nostri” autori:
Roberta Marcaccio
Luca Martini
Clara Piacentini
Fabio Locurcio
Quale migliore occasione per leggere qualche loro opera se non li conoscete ancora?

Wow-Writers of the world

Wow-Writers of the World è una vetrina nuova e accattivante che presenta gli scrittori di Antonio Tombolini Editore sotto una luce molto intima e al contempo glamour. Si tratta di un progetto principalmente visuale curato dalla bravissima designer Marta D’Asaro ed è difficile descriverlo a parole.
Perciò andate a curiosare e ne coglierente l’essenza.
Tra gli scrittori che in Wow raccontano il loro rapporto con la scrittura e i libri, ci sono Clara Piacentini, Luca Martini e Roberta Marcaccio con i quali siamo molto felici di lavorare.

Pure contaminazioni: Clara Piacentini ospite della mostra di Irene Tosato

IMG_2607Clara Piacentini è un’artista eclettica che si esprime non solo attraverso la scrittura ma anche con tele e pennelli. Ed è proprio in veste di pittrice che è stata ospite con una sua opera a Pure contaminazioni, la mostra di Irene Tosato allestita nella Sala della Cancelleria di San Gimignano  dall’11 al 16 giugno scorsi.
L’opera di Clara – che potete vedere grazie alle foto realizzate da Walter Buonfino – si intitola “Lontana ed ha nome di nostalgia” e secondo l’autrice rappresenta una città del terzo mondo. Forse Addis Abeba, la città etiope dove Clara ha insegnato pr sette anni e che racconta – assieme alla sua personale interpretazione di Africa – nel libro Bianca come l’Africa.

 

 

 

 

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Bianca come l’Africa di Clara Piacentini: presentazione a Imola

bianca_600x800Mercoledì 29 giugno dalle ore 18 la scrittrice Clara Piacentini sarà ospite della Libreria Mondadori (Via Emilia 71) di Imola per parlare della sua raccolta di racconti Bianca come l’Africa (Antonio Tombolini Editore, Collana Officina Marziani), nati dalla sua esperienza di vita e lavoro in Etiopia. Moderatrice della presentazione sarà la giornalista ed editor Carla Casazza. Alla presentazione interverrà anche Fiseha, giovane etiope che per Clara Piacentini è come un figlio.

“Bianca come l’Africa” è una raccolta di 21 racconti, in realtà un’unica storia, uno stralcio di vita. Come perle di una collana si snodano i racconti lungo un filo sottile nelle mani della protagonista, LEI, presenza discreta che di sé dice poco ma molto lascia intuire del percorso intrapreso nonostante la difficoltà, il limite delle sue gambe sorrette. Ed è un mondo altro che ci viene incontro, il mondo dell’Africa. LEI fissa con occhio fotografico paesaggi e ambienti che hanno la potenza di quadri impressionisti, il suo sguardo intreccia relazioni con spazi, tempi, soggetti diversi e prendono corpo vicende e persone. Prendono vita i personaggi, ben presenti, anche se raramente vengono chiamati per nome ed è questo anonimato che dà loro la levità del mistero e al contempo la forza della presenza. Sfilano e agiscono gli abitanti dell’altrove, i componenti di una comunità straniera in Italia, i bianchi in Africa, si palesano quelli di un mondo che la globalizzazione rimanda attraverso Facebook. E in questa storia la vita, l’amore e la morte vengono raccontati come parte di un’unica realtà. Con una scrittura scarna eppure intensa e vibrante, talora dolente, talora appassionata, Clara Piacentini ci accompagna attraverso il racconto di mondi che si cercano, si accostano eppure rimangono ancora separati. Già il titolo, una similitudine che è anche un ossimoro, ci anticipa questi mondi. Già i racconti del prologo e dell’epilogo confluiscono a dare il senso della nostalgia, del ricordo, del rimpianto, confluiscono a chiudere il cerchio della storia. Al lettore il compito di capire in cosa consiste il Mal d’Africa, se esiste.

Clara Piacentini è stata docente di Lettere in Italia e all’estero. Negli anni precedenti i mandati all’estero ha pubblicato manuali di didattica e scrittura creativa per le case editrici A.P.E., Mursia e Zanichelli. I sette anni trascorsi in Etiopia hanno profondamente segnato il suo modo di pensare, il suo sguardo sulla vita. Al suo rientro in Italia si è diplomata alla Scuola Triennale della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, conseguendo il titolo di Consulente in scrittura biografica ed autobiografica. Conduce Seminari e Laboratori di narrazione di sé coniugando la forza creativa della parola con il linguaggio poetico.

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Clara Piacentini selezionata al Concorso letterario nazionale Lingua Madre

lingua madreI nostri complimenti vanno a Clara Piacentini perchè il suo racconto “L’anima si è fatta re” e la foto “Attesa” sono stati selezionati nell’ambito del Concorso letterario nazionale Lingua Madre 2016 e saranno pubblicati nell’antologia “Lingua Madre Duemilasedici. Racconti di donne straniere in Italia” (Edizioni SEB27), che verrà edita nell’autunno 2016.
Il Concorso letterario nazionale Lingua Madre è stato ideato nel 2005 da Daniela Finocchi ed è un progetto permanente della Regione Piemonte e del Salone Internazionale del Libro di Torino.
Per informazioni e approfondimenti potete visitare la pagina Facebook e il profilo Twitter del concorso.

Bianca come l’Africa di Clara Piacentini ora anche in edizione cartacea

bianca_600x800Gli amanti della carta saranno felici di sapere che ora Bianca come l’Africa, la raccolta di racconti di Clara Piacentini pubblicata nella collana Officina Marziani di Antonio Tombolini Editore, è disponibile oltre che in ebook anche in edizione cartacea. Al momento è prenotabile su Amazon, ma nelle prossime settimane sarà disponibile anche in altri store.

“Bianca come l’Africa” è una raccolta di 21 racconti, in realtà un’unica storia, uno stralcio di vita. Come perle di una collana si snodano i racconti lungo un filo sottile nelle mani della protagonista, LEI, presenza discreta che di sé dice poco ma molto lascia intuire del percorso intrapreso nonostante la difficoltà, il limite delle sue gambe sorrette. Ed è un mondo altro che ci viene incontro, il mondo dell’Africa. LEI fissa con occhio fotografico paesaggi e ambienti che hanno la potenza di quadri impressionisti, il suo sguardo intreccia relazioni con spazi, tempi, soggetti diversi e prendono corpo vicende e persone. Prendono vita i personaggi, ben presenti, anche se raramente vengono chiamati per nome ed è questo anonimato che dà loro la levità del mistero e al contempo la forza della presenza. Sfilano e agiscono gli abitanti dell’altrove, i componenti di una comunità straniera in Italia, i bianchi in Africa, si palesano quelli di un mondo che la globalizzazione rimanda attraverso Facebook. E in questa storia la vita, l’amore e la morte vengono raccontati come parte di un’unica realtà.Con una scrittura scarna eppure intensa e vibrante, talora dolente, talora appassionata, Clara Piacentini ci accompagna attraverso il racconto di mondi che si cercano, si accostano eppure rimangono ancora separati. Già il titolo, una similitudine che è anche un ossimoro, ci anticipa questi mondi. Già i racconti del prologo e dell’epilogo confluiscono a dare il senso della nostalgia, del ricordo, del rimpianto, confluiscono a chiudere il cerchio della storia. Al lettore il compito di capire in cosa consiste il Mal d’Africa, se esiste.

Clara Piacentini è stata docente di Lettere in Italia e all’estero.
Negli anni precedenti i mandati all’estero ha pubblicato manuali di didattica e scrittura creativa per le case editrici A.P.E. Mursia e Zanichelli.
I sette anni trascorsi in Etiopia hanno profondamente segnato il suo modo di pensare, il suo sguardo sulla vita.
Al suo rientro in Italia si è diplomata alla Scuola Triennale della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari conseguendo il titolo di Consulente in scrittura biografica ed autobiografica.
Conduce Seminari e Laboratori di narrazione di sé coniugando la forza creativa della parola con il linguaggio poetico.
Nel suo cassetto segreto ha riposto, per ora, la sua autobiografia che abbraccia il panorama degli anni dell’infanzia e del boom economico in Italia, degli anni di piombo a Milano, degli anni delle sue esperienze in mondi altri.

Io, la scrittura e tutto il resto: intervista a Clara Piacentini

Lo spazio dedicato ad approfondire la conoscenza con gli scrittori rappresentati da Carta e Calamaio è dedicato oggi a Clara Piacentini, che ha recentemente pubblicato la raccolta di racconti “Bianca come l’Africa”.
Clara ci racconta cosa pensa della scrittura, della lettura e del mondo letterario.

PiacentiniOgni mattina un italiano si sveglia e decide di fare lo scrittore… Battute a parte, ciascuno di noi dovrebbe essere in grado di capire se la scrittura è una dimensione che gli è congeniale o meno, e rendere pubblici i propri lavori solo se – dopo un sincero esame di coscienza – è convinto di potere offrire ai lettori qualcosa di stimolante, degno di attenzione, che valga la pena di essere letto. Quali sono, secondo te, le premesse che “autorizzano” un aspirante autore a prendere in mano la penna (o la tastiera)?
Le premesse: il desiderio, l’impulso, l’urgenza di scrivere, qualsiasi cosa, racconti, lettere, diari, pensieri. Ciò non basta per pensarsi come autori. Si dovrebbe cominciare a scrivere per sé e in un secondo momento analizzare la propria scrittura con occhio critico, dal punto di vista formale e contenutistico. Dal punto di vista formale: deve rispondere al concetto di “buona scrittura “, per come io la intendo, una scrittura che si basi su solide strutture grammaticali e sintattiche (tutte le eccezioni alle regole devono essere scelte consapevoli) e che sia “fruibile” e originale. Riguardo i contenuti già nella domanda viene espressa la necessità di una scrittura che valga la pena di essere letta quando apra sipari diversi alla conoscenza, qualunque sia il genere letterario trattato.
(Eccezione alla “regola delle regole” il caso di Vincenzo Rabito, Terra matta, Einaudi)

Come definiresti la tua scrittura?
Semplice, chiara, essenziale eppure raffinata, ricercata nelle scelte lessicali. Se voglio riferirmi al mio libro “Bianca come l’Africa” riferisco le parole che mi inviò per iscritto il mio maestro dell’età matura, Duccio Demetrio, filosofo, fondatore della Libera Università dell’Autobiografia e dell’Accademia del Silenzio che così si esprime:”la tua scrittura è sempre più limpida ed essenziale, appassionata e controllata, dolce e severamente fluisce”. Queste parole sono state per me motivo di grande orgoglio.

Secondo te è necessaria una preventiva formazione al mestiere di scrittore? Se sì in cosa dovrebbe consistere?
Io penso di sì, a meno che uno abbia in sé il talento e il genio che a pochi è dato avere. In cosa potrebbe consistere? In corsi di varia natura, ce ne sono tanti, di scrittura creativa, ci sono scuole famose di cui non faccio il nome ma da cui escono libri per grandi case editrici, libri che personalmente considero “omologati” quanto a struttura e contenuti. Credo di più in corsi di scrittura narrativa, per piccoli gruppi di persone tenuti da chi possiede i ferri del mestiere e crede davvero nel potere di insegnamento, di riflessione e di ricerca del bello (inteso nel senso classico, come arte) che la scrittura dovrebbe avere.
Personalmente, per mia formazione, conduco Laboratori e Seminari di scrittura autobiografica dove, a seconda dei livelli, coniugo la narrazione di sé con il linguaggio poetico e la finzione letteraria.

Dicono che in Italia ci sono troppi scrittori e pochi lettori. Qual è il tuo rapporto con la lettura?
Leggo molto, in modo un po’ folle e disordinato, ma questo non significa che lo faccia in maniera superficiale. Un esempio di questi giorni: un saggio di Maurizio Bettini e Luigi Spina: Il mito delle sirene, Einaudi; appena letti d’un fiato due libri di letteratura per ragazzi (Guus Kuijer e Bernard Friot gli autori); Vita della Mazzucco, ben scritto, lettura d’evasione serale quando la mente è stanca e riflessione sul fenomeno della nostra emigrazione. Ho la mania di segnare i libri che leggo, con brevi appunti di una mia personale critica.
Philip Roth e Alice Munro i miei autori approfonditi anche perché ho scritto un breve saggio dal titolo: Il Corpo fragile.

Spesso nei confronti di chi scrive – nel nostro Paese – nascono pregiudizi che alcuni autori liquidano con una alzata di spalle, mentre altri considerano penalizzanti. Tu ne hai riscontrati? Che ne pensi?
Ho riscontrato più che altro che autori bravi e famosi, italiani e stranieri, pubblicano e continuano a pubblicare anche quando hanno esaurito il sacro fuoco e la vena creativa, arrivando a mezzucci di pagine scritte  a grandi caratteri e con grandi spazi o allungando il brodo, come si suol dire, con un’espressione poco elegante, ma che rende l’idea.
Siccome non mi considero ancora una scrittrice, anche se auspico che il mio cammino possa proseguire in tal senso, non mi pongo troppo il problema anche se penso che le leggi del marketing prevalgano sulla ricerca e pubblicazione di buoni autori.

Qual è la domanda che i tuoi lettori ti fanno più spesso?
Mi chiedono se è tutto vero quello che ho scritto. Rispondo che la mia scrittura nasce da una formazione autobiografica, ma su questa base posso trasformare il racconto di sé in un racconto dove l’immaginazione interviene in gran parte delle vicende trattate. È chiaro che se ho scritto dell’Africa dove ho vissuto sono reali le descrizioni di luoghi e spazi, si sente l’amore per una terra così remota all’esperienza dei più (non è certo l’Africa dei villaggi turistici), una terra ricca di contrasti e ancora incomprensibile anche quando si crede di averla compresa.

Che rapporto hai con i tuoi colleghi scrittori?
Ho rapporti di stima e di fiducia. Non ho difficoltà a dare i miei scritti. Ricevo i loro, magari presentati in manifestazioni culturali e non ancora pubblicati. Non mi sfiora nemmeno l’idea della competizione.

Molti autori sostengono che la scrittura è una faccenda privata, non sono particolarmente inclini alla condivisione e allo scambio. Altri, più rari, caldeggiano l’importanza di un confronto. A quale corrente appartieni?
Penso di aver già risposto nella domanda precedente. È importante il confronto.

Bianca come l’Africa di Clara Piacentini

bianca_600x800Esce oggi nei migliori store on line Bianca come l’Africa, raccolta di racconti di Clara Piacentini, nuovo titolo del ricco catalogo della colllana Officina Marziani di Antonio Tombolini Editore.

“Bianca come l’Africa” è una raccolta di 21 racconti, in realtà un’unica storia, uno stralcio di vita. Come perle di una collana si snodano i racconti lungo un filo sottile nelle mani della protagonista, LEI, presenza discreta che di sé dice poco ma molto lascia intuire del percorso intrapreso nonostante la difficoltà, il limite delle sue gambe sorrette. Ed è un mondo altro che ci viene incontro, il mondo dell’Africa. LEI fissa con occhio fotografico paesaggi e ambienti che hanno la potenza di quadri impressionisti, il suo sguardo intreccia relazioni con spazi, tempi, soggetti diversi e prendono corpo vicende e persone. Prendono vita i personaggi, ben presenti, anche se raramente vengono chiamati per nome ed è questo anonimato che dà loro la levità del mistero e al contempo la forza della presenza. Sfilano e agiscono gli abitanti dell’altrove, i componenti di una comunità straniera in Italia, i bianchi in Africa, si palesano quelli di un mondo che la globalizzazione rimanda attraverso Facebook. E in questa storia la vita, l’amore e la morte vengono raccontati come parte di un’unica realtà. Continue reading “Bianca come l’Africa di Clara Piacentini”

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