«Maria Silvia Avanzato è padrona di uno stile di estrema eleganza, che travalica i generi» così dice
Valerio Evangelisti della scrittrice bolognese che martedì 7 febbraio alle ore 21 presenterà il suo ultimo romanzo Anemone al buio (Fazi) a Quintoveda (via Cavour 58, Imola).

Anemone al buio racconta di Gloria che si risveglia dopo un incidente e non è più la stessa. I suoi occhi non vedono più e anche la sua testa funziona male. Ha problemi di memoria e non riesce a distinguere i sogni dalla realtà. Confusa e in preda a quelle che all’inizio sembrano solo allucinazioni, vive una lenta convalescenza nella casa di sempre, assistita dall’amica d’infanzia Licia.
Eppure, qualcosa non torna. Troppe cose strane attorno a lei, troppe persone che non ricorda ma di cui ora riesce a distinguere meglio la voce, con conseguenze talvolta sinistre. Quando, in questa nuova dimensione, iniziano a consumarsi drammi e persino omicidi, Gloria decide che è arrivato il momento di fare un viaggio e ripercorrere i luoghi del passato alla ricerca di sé. Man mano che la memoria comincia a tornare, restituendole frammenti perduti, gli occhi riacquistano la vista anche se lei preferirà non farne parola con nessuno, nemmeno col nuovo fidanzato, in cerca solo della verità. All’insaputa di tutti, prenderà coscienza della realtà che la circonda e scoprirà qualcosa di sconvolgente e insieme inaspettato: un complotto minuziosamente costruito attorno alla sua infermità e un grumo di ricordi con risvolti a dir poco raccapriccianti.

Nata a Bologna nel 1985, Maria Silvia Avanzato ha vinto numerosi concorsi letterari con racconti e romanzi scritti dall’età di cinque anni. Oltre a scrivere articoli per il web e soggetti teatrali, cura mostre d’arte e conduce quotidianamente una trasmissione radiofonica su Radio Bologna Uno. Le piace oscillare fra ironia e noir e convive con una editor inflessibile dai giudizi ferrei: sua nonna. Per Fazi Editore, nel 2013 ha pubblicato Crune d’aghi per cammelli e nel 2015 In morte di una cicala, che ha raccolto un importante consenso di critica e di pubblico.