Marguerite-Duras1Nel 2014, in occasione del centenario della nascita di Marguerite Duras, Del Vecchio Editore ha pubblicato un ebook dal titolo La minaccia della luce, che riporta un’intervista fatta alla scrittrice nel 1977 dall’amica e giornalista Michelle Porte, in occasione dell’uscita del film Il camion, scritto dalla Duras e realizzato in modo molto particolare. L’intervista parla diffusamente del film, ma noi vogliamo soffermarci su quello che la Duras dice nel corso dell’intervista sulla scrittura.

“Penso che, per la creazione letteraria, basti cominciare con una salda convinzione, e poi continuare. Credo che lo scritto porti ad altro scritto, e insieme all’infinito”.

Alla domanda di Michelle Porte che le chiede come mai ci sono persone che vorrebbero scrivere ma non riescono a farlo, Duras risponde:
“Sono quelli che non lo vogliono davvero, o piuttosto che non coltivano un vero desiderio. O meglio, sono quelli che vivono confinati nel loro mondo. Che aspettano la scrittura come qualcosa che arrivi da fuori, mentre invece è una sorta di ingiunzione interna. […] È voler scrivere prima di sapere cosa, prima di voler scrivere questa o quella storia. Scriviamo sempre, siamo come abitati, sempre, da un’ombra, in cui ogni cosa va, in cui l’integrità di ciò che viviamo si ammassa, si accalca. Ecco, questo rappresenta la materia prima della scrittura, la miniera di tutto. Questo “oblio” è la scrittura non scritta: la scrittura stessa”.