Chi sono i professionisti che fanno parte del team di Carta e Calamaio? Una volta tanto puntiamo i riflettori dietro le quinte e vi offriamo la possibilità di conoscerli meglio attraverso alcune interviste. Conosciamo meglio Carla Casazza, giornalista, editor e manager editoriale.

Carla_maggio2015BNPerché hai scelto di lavorare in ambito editoriale?
Ho sempre amato leggere e scrivere, fin dalle scuole elementari. Dopo la laurea ho iniziato a collaborare con un settimanale locale e ho capito che il giornalismo poteva essere una delle strade da percorrere. Da quel momento mi si sono presentate diverse occasioni professionali che via via mi hanno introdotto ai “mestieri” editoriali così, oltre che giornalista, sono diventata editor, manager culturale e talent scout.

Cosa significa realmente editare un libro?
Prima di tutto è molto importante rispettare il lavoro dello scrittore. Per questo quando edito un manoscritto cerco di immedesimarmi nell’autore, nel suo stile di scrittura, di capire perché ha scelto quel genere letterario per raccontare la sua storia e quali percorsi ha seguito per arrivare a quel testo. Tutto ciò per fare in modo che le mie correzioni e i miei suggerimenti siano coerenti con la sua “personalità letteraria”. Il mio intervento, infatti, deve servire a rendere il testo migliore, più scorrevole o coinvolgente se ce n’è bisogno; a volte il testo è già ottimo e il mio lavoro si riduce a correggere refusi, sviste, e poco altro. L’editor non deve mai stravolgere o modificare il testo nella sua essenza, per questo è fondamentale il confronto con l’autore che deve accettare di apportare solo i miglioramenti e le correzioni che condivide e che sente in linea col proprio stile.

Secondo te è necessaria una preventiva formazione al mestiere di editor? Se sì in cosa dovrebbe consistere?

Di certo non si può improvvisare. Oltre a conoscere bene la lingua italiana è necessario sapere come funzionano le dinamiche narrative, ma anche avere un po’ di esperienza in ambito editoriale: qual’è l’iter del libro dal manoscritto alla pubblicazione, che professionalità intervengono durante il percorso, come funziona oggi il mondo dell’editoria. Esistono tanti corsi ben fatti su questi temi e altrettanti libri interessanti. Ma oltre alla formazione è indispensabile l’esperienza.

Dicono che in Italia ci sono troppi scrittori e pochi lettori. Qual è il tuo rapporto con la lettura?
Leggo tantissimo, un centinaio di libri all’anno, e su qualsiasi supporto (libro cartaceo, e-reader, tablet). Credo che non riuscirei a vivere senza lettura. Leggo molto per lavoro ma anche per piacere personale. Mi annoto i passaggi che mi colpiscono o i contenuti che voglio memorizzare. Insomma sono una lettrice onnivora, interattiva e – lo ammetto – anche piuttosto compulsiva.

Qual è la domanda che gli scrittori ti fanno più spesso?
Mi chiedono se secondo me il loro libro piacerà ai lettori, e all’editore (nel caso siano ancora in cerca di un contratto).

Che rapporto hai con i tuoi colleghi?
Un ottimo rapporto. Non sono competitiva, amo ciò che faccio e cerco di compiere il mio lavoro con la massima professionalità. Credo che la mia serietà e l’approccio “zen” che ho nel lavoro e con le persone sia la maniera migliore che ho per presentarmi agli altri.

Quali sono gli aspetti più belli del tuo lavoro?
Mi fa piacere quando uno scrittore apprezza il mio lavoro e quando mi dice che ho capito l’essenza della sua scrittura, del suo libro. E quando grazie al mio lavoro di talent scout trova un editore interessato a pubblicarlo. Mi affeziono ai libri sui quali lavoro e vederli pubblicati e apprezzati dai lettori per me è una grande emozione.

E i meno piacevoli?
Quando le persone ti chiedono di lavorare gratis o per pochi euro. E non capiscono che anche se amo ciò che faccio, sono una professionista e il mio lavoro – come quello di tutti – va pagato.

Si sa che lavorare nell’editoria non permette di diventare ricchi, ma a parte il ritorno economico (esiguo o equo che sia) cosa ti “rimane” dopo aver lavorato ad un libro?
La soddisfazione di avere contribuito a realizzare un bel progetto.