presentazione Ricci 5

Primo tour di presentazioni per Velopensieri. Un ciclista fuori dal gruppo (Ediciclo) il nuovo libro di Francesco Ricci, appena uscito in tutte le librerie.
Si comincia il 2 giugno alle ore 12 nell’ambito del festival A sud di nessun nord di Asti (piazza san Martino 4-corso Alfieri 350). Poi, il 5 giugno alle ore 18.00 Francesco sarà alla libreria Ibs di Bologna (via Rizzoli 18) dove parlerà del libro assieme a Stefano Bonaga, filosofo e docente e Davide Cassani, ex ciclista e giornalista. Il 14 giugno alle ore 17.30 a Firenze, nell’ambito del Festival del Viaggio, Ricci parteciperà all’incontro Filosofia su due ruote. Zen, pensieri, manutenzioni e anima della bicicletta (Museo di Storia Naturale, Antropologia Etnologia) con Walter Bernardi, autore di “La filosofia va in bicicletta”, coordina Chiara Dino del  Corriere Fiorentino .
Poi il 21 giugno presentazione a Milano all’interno dell’iniziativa Letti di notte organizzata da Marcos y Marcos e il 22 giugno a Modena durante una giornata dedicata alla bici dalla FIAB.

Francesco Ricci è un ciclista singolare. E non perché ama pedalare da solo, in perenne fuga dal resto del gruppo, o lungo i tornanti della più dura salita della sua esistenza. Francesco Ricci è un ciclista singolare perché ha corso le strade di mezzo mondo: la salite del mito del ciclismo, dall’Izoard allo Stelvio, passando per il Mortirolo; e le strade silenziose e sperdute del suo Appennino; ha anche pedalato su strade africane, quelle che scivolano lungo il corso dello Zambesi, sotto lo sguardo indolente di un branco di scimmie. Francesco Ricci è un ciclista singolare perché tutte queste strade le colleziona a modo suo. Oltre alla gamba, ha ben allenati occhio e orecchio: l’occhio per vedere quello che non tutti vedono, “dentro e dietro il paesaggio”; l’orecchio per sentire quello che non tutti sentono: le voci della memoria, le voci dei piccoli mondi che scompaiono, le voci dei libri che ha letto, delle canzoni che ha ascoltato.
Su queste strade, che Francesco Ricci ha pedalato, guardato, ascoltato, nascono i Velopensieri: istantanee di parole, visionarie e dolorose, che descrivono la fatica che fa bene, il sudore che scende sulla fronte, i giochi d’ombra disegnati dalla bici sull’asfalto, le pievi abbandonate che invitano a una sosta, il mondo di immondizia lungo il ciglio delle strade, il profumo dei cibi che esce dalle cucine delle case, le forme infinite delle nuvole e dei corridori in gara, i passaggi a livello dimenticati, i vigneti carichi di grappoli, i bar con le cartoline che nessuno più spedisce, le fontane dove immergere la testa, le vecchie botteghe di ciclisti…