rosalind-ramsay-rr_team_image-131799699381179214Proseguiamo con la pubblicazione degli interventi presentati dagli agenti letterari alla tavola rotonda dal titolo “The Role of Literary Agents on the International Book Market in the Digital Era” svoltasi nell’ambito del  Guadeamus International Book Fair.

Di seguito il contributo di Abi Fellows, Rosalind Ramsay ltd. (UK).

Per darvi un quadro attuale della situazione del mercato inglese ho eseguito alcune ricerche statistiche prendendole dall’Associazione degli Editori che mi ha fornito i dati che seguono e che compaiono sul loro comunicato stampa del 18 settembre 2012.
Il valore globale fatturato delle vendite di libri digitali di narrativa ha segnato un’enorme crescita: 188% in valore da gennaio a giugno 2012 paragonato allo stesso periodo del 2011.
Altre categorie digitali che hanno segnato un sensibile aumento di vendite sono la letteratura per l’infanzia e la saggistica che per lo stesso periodo hanno registrato un aumento rispettivamente del 171% e 128%.
Le vendite digitali complessive di titoli generali al dettaglio( comprendendo narrativa, letteratura per l’infanzia e saggistica) sono aumentate da 30 milioni di sterline a 84 milioni nello stesso periodo gennaio-giugno tra 2011 e 2012.
Questi aumenti riflettono una crescita nella vendita digitale complessiva dell’89,1%  ( da 77 milioni di sterline a 154 milioni) mentre la vendita dei libri cartacei è scesa dello 0,4% in valore ( da 985 milioni di sterline a 982 milioni) nello stesso periodo.
Il valore generale delle vendite ( digitali e non) è aumentato dello 6,1% nel periodo gennaio-giugno 2012 paragonato allo stesso periodo del 2011, portando ad un’entrata di  1,1 miliardi di sterline nei primi sei mesi dell’anno.
Le vendite digitali rappresentano il 12,9% del valore totale delle vendite nel periodo gennaio-giugno 2012 aumentando così del 7,2% i dati dell’equivalente periodo del 2011.
La crescita costante dell’editoria digitale nei vari generi solleva la questione che siamo qui a discutere. Qual è il ruolo dell’agente letterario in questo clima che sta cambiando e come è più probabile che questo ruolo si evolva?
Per inciso vale la pena considerare che le vendite di e-book sono molto legate a certi generi come thriller, gialli, fantascienza e romanzi d’amore ( e naturalmente erotici, mania attuale).
Generi quali i classici, storia e umoristico rappresentano una fetta molto più ridotta.
Nei generi compatibili con l’editoria digitale il mercato inglese ha conosciuto un effetto di corsa all’oro di persone che volevano accaparrarsi una fetta del mercato editoriale digitale con il minimo costo economico o esborso personale ( anche se non si deve sottostimare il valore del proprio tempo speso). La stampa scandalistica inglese ha gonfiato la possibilità di arricchirsi velocemente attraverso il self-publishing e Amazon ha fatto da pioniere nel facilitare questa strada.
Quelli che hanno scelto tale strada, è facile che sostengano che l’agente letterario, almeno nel senso tradizionale, è diventato superfluo in un’epoca in cui l’autore ha i mezzi per pubblicarsi da solo e può fare profitto percorrendo questa strada.
Comunque si può allo stesso modo sostenere che avere un agente ora è più importante che mai.
Fondamentalmente l’interesse di Amazon nelle pubblicazioni digitali è rivolto alla cosiddetta “coda lunga”. Può anche offrire alte royalties e campagne di marketing per il loro catalogo di Best-sellers (compreso il catalogo di libri gratuiti), ma molti autori che scelgono di pubblicare attraverso questo sistema vengono pubblicizzati poco o addirittura per niente.
Il fatto che si possano fare incredibili quantità di denaro attraverso il self-publishing digitale è applicabile solo ad un ristretto numero di autori.
Nonostante alcuni media informino che il guadagno della maggioranza degli autori sia sotto i minimi contrattuali nazionali, rimane il fatto che per molti la via tradizionale attraverso un agente e poi un editore rimane la più percorribile.
E’ anche l’unica strada che promette di salvaguardare la salute dell’industria editoriale in genere.
In Inghilterra il self-publishing digitale offre un mezzo per vendere i diritti inglesi, ma lascia un’intera lista di altri diritti non sfruttata. Mentre un autore può anche riuscire a navigare nel mare del mercato inglese da solo, è improbabile che abbia sufficienti conoscenze per sfruttare altri diritti.
Lo scenario più comune di cui si ha notizia sono agenti letterari inglesi che accettano  autori di self-epublishing che abbiano avuto successo su Kindle ma che abbiano bisogno di aiuto su mercati meno accessibili di sfruttamento di diritti cinematografici e televisivi e per allargare il loro potenziale di distribuzione in altri media come il giornalismo.
Allo stesso modo i diritti di traduzione implicano una notevole conoscenza specialistica: questo è un settore in cui la presenza di un agente rimane indispensabile.
Solo un esempio: è stato annunciato che quest’anno i diritti di traduzione della Lega degli autori indipendenti saranno gestiti dall’agenzia A M Heath che da tempo è sul mercato e che lavora soprattutto con autori di genere.
Gli agenti possono conferire credibilità. Le cifre delle vendite degli e-book possono essere sbalorditive ma sono spesso fuorvianti. I lettori comprano qualsiasi cosa quando l’ebook costa 25 pence soprattutto in generi come la crime story e un agente può essere una convalida per un autore e aumentare la sua credibilità.
Gli aspetti chiave del lavoro di un agente rimangono invariati anche quando cambia il tipo di mercato. Infatti un agente opera come consulente, avvocato, educatore, negoziatore, intermediario, critico, assicuratore, arbitro ed editore, per non menzionare il sostegno morale e psicologico di cui alcuni autori sentono tanto il bisogno.
Tra questi molteplici aspetti, quello del curatore di polizza è particolarmente importante. Le royalty sugli e-book e i livelli di prezzo in Inghilterra sono assolutamente non regolamentati e per un autore è un notevole vantaggio avere un agente con una buona capacità di negoziare in questa complicata arena.
Il livello attuale delle royalties standard tra gli editori commerciali inglesi viene considerato dalla maggior parte degli agenti come insostenibile e certamente non giustificato. Alcuni riconoscono che ci dovrebbero essere più differenze tra il catalogo e i nuovi titoli dato che i costi di produzione sono diversi come anche la diffusione e lo smercio. E’ un campo, questo dove l’esperienza conta moltissimo.
Un agente può rappresentare il portavoce di un autore così come il negoziatore delle condizioni di commercializzazione e delle copertine.
Ancor di più, man mano che si complica il concetto di cosa significhi per un libro andare fuori catalogo e la restituzione dei diritti sempre più complicata, un agente che conosca come proteggere al meglio il copyright del proprio autore è di vitale importanza. E’ il nuovo modello generale per quanto riguarda gli incassi piuttosto che le copie vendute, ma è una tendenza non ancora del tutto stabile.
Un agente riesce anche a garantire che un autore riceva tutte le entrate che gli spettano controllando gli estratti conto delle sue vendite di e-book.
Un agente può oltretutto essere d’aiuto nel monitorare il furto di diritti e la pirateria.
Bisogna quindi considerare anche il quadro generale. Un interessante articolo pubblicato dal Guardian a inizio d’anno ( La bolla del self-publishing di Ewan Morrison, Guardian del 30.01.2012) prevede tempi duri e analizza i dati del lungo termine dell’era digitale.
Morrison afferma che “La crisi incombente consiste nel fatto che mentre il prezzo degli e-book viene schiacciato dalla frenetica attività di self-publishing amatoriale, il mercato editoriale consolidato sarà obbligato ad un taglio consistente dei costi per poter sopravvivere.” Morrison crede che qualora scoppi la bolla del self-publishing, come è successo a tutte le precedenti bolle, il declino per l’editoria e la scrittura sarà difficile da fermare. La maggior preoccupazione è che il digitale possa raggiungere un apice che impatti pesantemente sulla catena della distribuzione reale che di conseguenza perderà pezzi dell’economia di scala: chiuderanno librerie, aumenteranno i prezzi della stampa i margini si ridurranno ulteriormente.
Stando così le cose, avere un agente può essere ora più importante che mai.
Può essere che la gente grazie a questa massiccia politica degli sconti, incominci a vedere gli e-book o anche tutti gli altri libri come oggetti senza valore monetario. Un agente è in grado di aiutare un autore a mantenere il proprio valore di mercato e di continuare a battersi per ottenere prezzi equi per il lavoro coperto da copyright.
Da un punto di vista più positivo l’ampliamento dell’area dei diritti digitali è ancora a livelli iniziali. L’editoria per ragazzi è quella più avanzata nell’incremento dello sfruttamento di tali diritti, poiché molti libri vengono trasformati in applicazione per iPad e altri strumenti telefonici touchscreen. L’agente riesce a fornire assistenza all’autore per capire la mole sempre crescente di opzioni di pubblicazione del suo lavoro.
Quindi una domanda, anche un poco polemica, è: la strada dell’editoria tradizionale rimane la più auspicabile? Si ottiene ancora una fama, anche se discutibile nello stringere un contratto editoriale con una delle grandi case o uno dei grandi indipendenti di un paese? L’autore è fiero di avere copie stampate su carta?
Tale strada può essere percorsa solo tramite un agente, un editore sul mercato in genere non prende in considerazione lavori che non gli arrivano tramite agente e sono dell’idea che il self e-publishing sia spesso di cattiva qualità.
Dal punto di vista editoriale l’agente offre un contributo significativo. Il suo coinvolgimento da credibilità all’autore ed è indice di controllo sulla qualità.
L’editoria tradizionale offre ancora il vantaggio di dare un anticipo sulle royalties, mentre il self-publishing lo fa solo in prospettiva (anche se potenzialmente le royalties promesse sono molto più alte).
Un agente è in grado di aiutare un autore a scegliere nel mare delle offerte editoriali, nuove o tradizionale che siano usando la sua esperienza per mettere in luce quelle disponibili come per esempio facilitare le imprese collaborative, ecc.
Questo ci porta a chiederci quali siano le opzioni per un agente in queste nuove ottiche.
Ora sembra essere essenziale che un agente integri l’editoria digitale nel panorama di ogni cliente che però ha una grande gamma di opzioni da poter esercitare.
L’agente dovrà quindi inevitabilmente diventare un manager?
Gli agenti diventeranno sempre più consulenti editoriali che fatturano i loro consigli là dove invece una volta li fornivano gratis?
Gli agenti dovranno confondere il loro ruolo con quello degli editori per ottenere un maggior potere di negoziazione?
Gli agenti dovranno quindi trasformarsi in editori e quali sono le implicazioni che questo comporta?
Iniziamo a considerare alcuni esempi di come gli agenti inglesi si stanno comportando.
L’agenzia Ed Victor a Londra ha intravisto questa possibilità sul mercato inglese ed è stata la prima a trasformarsi anche in editore. Ha fondato la Bedford Square Books, un ramo editoriale dell’agenzia stessa. Al momento la loro produzione consiste quasi esclusivamente di libri da catalogo e quando la settimana scorsa ho parlato con loro si sono mostrati molto attenti nell’affermare che si considerano principalmente agenti.
“Grazie alle nuove tecnologie le linee editoriali risultano fuori fuoco” Mi spiega Victor. “ Ora è possibile stampare una sola copia in modo abbastanza economico senza la necessità di una tiratura enorme oppure di farla uscire in e-book. Non sono qui a minacciare l’editoria inglese di cui orgogliosamente faccio parte da quasi 50 anni. Lo faccio per offrire un servizio ai miei autori che possono aver scritto libri che ora giacciono in un cassetto. Noi facciamo libri su cui gli editori non hanno più interesse, ma non escludo certo libri originali di nuovi autori.”
Altri agenti seguono la stessa tendenza.
Rimane comunque una parte molto piccola del panorama editoriale inglese ed è qualcosa che in genere gli agenti hanno tendenza a minimizzare. Per quegli agenti che percorrono questa strada ora come ora è un mezzo come un altro per pubblicare un lavoro quando sono state tentate tutte le altre strade. Più comunemente è una strada per rendere di nuovo disponibili pubblicazioni da catalogo.
La domanda è se in futuro possa diventare una facile scappatoia, ma convengo che non sia nell’interesse di nessun agente che questo accada.
Ci sono ovvie questioni morali che sorgono quando un agente assume il ruolo di editore e di sicuro non sottostimo le differenze tra il ruolo di agente e quello di editore nonostante ci siamo sovrapposizioni innegabili. Gli agenti devono essere cauti nel lavorare a troppi progetti e anche attenti a mantenere il loro ruolo di potere di negoziazione.
In Inghilterra esiste ancora un’industria che ingigantisce il valore di una pubblicità martellante. Se un agente è allo stesso tempo un editore, il rapporto diventa come gestire aspettative realistiche così come per gli autori che dopo aver ottenuto il massimo anticipo /entrata, perdono il loro profitto. Come riesci a trattare con te stesso, in fondo?

Per finire credo sia utile citare due metodi editoriali alternativi che stanno prendendo piede ora in Inghilterra.

La Unibond Model, ispirata alla americana Kickstarter, utilizza il crowdfunding per combinare il potere della comunicazione on-line e il mantenimento dei libri cartacei tradizionali.

Alcuni editori hanno realizzato delle proprie piattaforme di e-publishing.