Finalmente, dopo una lunga attesa, è uscito in libreria Padania Blues (Eumeswill Edizioni) raccolta di racconti del prolifico autore pavese Angelo Ricci.

«Aveva cominciato a nevicare così forte che, attorno a me, era tutto uno sfrigolio di fiocchi che andavano a cadere su quelli già a terra. I colpi delle mitragliette non si sentivano neanche».

Abbiamo a che fare, in Padania Blues, con le nebbie che amiamo tanto, ma non solo. Con la provincia, quella che odiamo ma di quell’odio rassegnato e nostalgico che poi – basta un filo – diventa poesia.
Nulla di melenso e apiccicaticcio, intendiamoci. Questi racconti di Angelo Ricci, già dal titolo, hanno un anima che ricorda per davvero i riff in Si del blues più appassionato.
E’ un procedere intenso ed emozionante, nel ventre di questa pianura che volenti o nolenti, qualche volta nella vita ci ha inghiottiti, o ci inghiottirà prima o poi, perchè padani si nasce e per quanto ci sforziamo di cancellare il marchio che abbiamo sempre addosso puzziamo sempre di nebbia e di fiume.
Racconti ben scritti, che un po’ sono come le domeniche in bicicletta tra le risaie della Lomellina, un po’ come quelle corse in treno tra le paludi ai confini con Milano, dove il verde bianco e cristiano, fa da contraltare al grigio metropolitano degli inverni più cupi.