Uscirà a fine febbraio, edito da Guido Tommasi, il nuovo libro di Michele Marziani, I sapori della Terra di Mezzo.

C’è un po’ della Padania di Gianni Brera e del Fiume Azzurro di Mario Albertarelli, i due scrittori
della seconda metà del Novecento scelti come guida in questo viaggio ai confini della modernità: a
pochi passi da Milano e dall’aeroporto di Malpensa, due parchi fluviali per un solo fiume, la
metropoli che incombe, un triangolo d’acqua e pianura chiuso tra il Po, il Sesia e il Ticino, dove
agricoltura e buoni sapori rischiano di diventare solo memoria.
Attraverso le terre del riso, delle oche, delle rane, dei pesci d’acqua dolce, delle osterie, dei pergolati, delle rogge, delle cascine, dei castelli e dei canali, sembra di fare archeologia della modernità, scandagliando l’anima rurale e la cucina di un territorio sospeso tra presente e memoria. Un viaggio scandito da prodotti, ricette e sapori che trovano vigore nelle rapide del Ticino, nel luccicare delle risaie allagate, nel volo del cavaliere d’Italia, nel Monte Rosa che guarda da lontano.
Basta scegliere i viottoli, dimenticare le strade e lasciarsi guidare dall’istinto.