Marco Valenti, architetto di origini palermitane, è nato nel 1960 a Roma, dove vive e lavora. Vive di altro ma ha scritto e scrive diverse cose. Passioni semplici: la lettura, la buona cucina (se la cava bene), il buon bere e la buona musica, gli amici selezionati, la Vespa, qualche viaggio, lo sport. Piccole manie le sue collezioni di tartarughe e di tazze formato mug.
Un senso alle cose, il suo primo romanzo, è stato scritto a quattro mani, e due teste, con Paolo Scatarzi che è uno dei suoi amici più cari; Cinque canti di separazione è una breve raccolta di racconti; entrambi i libri sono stati pubblicati da Boopen. A giugno 2010 è uscito Cometa e bugie, autoprodotto, con ilmiolibro.it e distribuito on demand e sul circuito Feltrinelli. Ora disponibile anche i ebook nei principali store italiani.
Continua a scrivere e nel dicembre 2010 produce uno spettacolo teatrale, a Roma, che presenta alcuni suoi scritti editi e inediti.
Invece di una presentazione tradizionale sceglie un percorso differente: per fortuna gli attori sono bravi e la sala è piena.
Nel 2012 ha pubblicato Quel colore delle foglie in autunno (quando stanno per cadere), raccolta di racconti, volutamente eterogenei per tono, ma accomunati dal senso della parola e della sua assenza. Anche in questo caso il libro è autoprodotto, con ilmiolibro.it e distribuito on demand e sul circuito Feltrinelli.
Sta lavorando ad un progetto teatrale e ad un paio di romanzi: nel frattempo lavora per vivere e si barcamena come meglio gli riesce.
Marco Valenti, is an architect stemming from Palermo. He was born in 1960 in Rome, where is presently living and working. He doesn’t make a living out of his writings, but he produced several things.
A meaning to the things his first novel has been written in collaboration with Paolo Scatarzi, one of the best friends of him. “Five separation songs” is a short collection of tales. Both books were issued by Boopen.
In June 2010 Lies and Comet were issued self printed through Ilmiolibro. it and distributed on demand in Feltrinelli circuit. Now it’s also available in e-book format in the main Italian stores.
Going on writing, in December 2010 he output a theatrical performance in Rome presenting some of his published and unpublished works. For this performance he chose a different way from the traditional ones but the actors were good and the theatre sold out.
Marco Valenti, architecte, de coeur palermitain, ville d’origine de son père, est né à Rome en 1960 où il vit et travaille. L’écriture n’est pas son pain quotidien mais il écrit et il a écrit plusieurs choses. Ses passions sont simples: la lecture, la bonne cuisine (où il se débrouille pas mal), bien boire et bonne musique, des amis choisis, la Vespa, quelque voyage, Roma (et son équipe de foot Roma, bien sûr). Deux petites collections: tortues et mugs.
Un sens aux choses, son premier roman , à été ècrit à quatre mains et deux têtes avec Paolo Scatarzi, l’un de ses plus chers amis.
Cinq chants de separation c’est un brief recueuil de récits. Les deux titres sont parus dans les editions Boopen. En juin 2010 sort Comète et mensonges publié en self publishing par ilmiolibro.it et distribué par les magasins du group Feltrinelli sur commande. Maintenant ce livre est aussi disponible en ebook dans les principaux stores on line en langue italienne.
Au mois de dicembre 2010 il produit un spectacle de théâtre, à Rome où sont mis en scène des textes publiés en suivi au roman et inédits. C’est son choix pour une présentation de livre non traditionelle.
Il continue à ècrire et en 2012 sort “La couleur des feuilles en automne, quand elles sont en train de tomber”recueuil de récits, par volonté très differents l’un de l’autre ,mais qui trouvent leur fil rouge dans le mot:le sens du mot ou bien son absence.
Dan ce cas aussi le choix est celui du self publishing, avec ilmiolibro.it et la distribution on demand chez les Feltrinelli.
Son temps d’écrivain est dédié: à différents nouveaux textes une pièce de théâtre et deux romans. Pendant ce temps il va au boulot et il se débrouille comme il peut.
LeCoseSonoComeSono – Il blog di Marco Valenti
Tings are as they are – The Marco Valenti’s Blog
Les choses sont – Le blog de Marco Valenti
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Le mail personali, con cadenza al massimo quindicinale, conterranno contenuti dedicati ed inediti.
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Quel colore delle foglie in autunno (quando stanno per cadere)
That colour the leaves have in autumn (when are about to fall)
(ilmiolibro.it, 2012)
Quindici racconti accomunati dal tema della parola, in particolare dell’opportunità di dire, tacere, oppure troppo parlare.
Le storie che potrete incontrare nel libro sono storie diverse per stile e ritmo,ma scelte, pensate differentemente tra loro.
Esse trovano il loro fil rouge nel senso della parola o nella sua assenza.
C’è Maurizio, che ha imparato a lasciare andare ma aspetta una telefonata faticosa per “trattare” sugli alimenti.
C’è Mario che si astiene dal parlare, se non per lo stretto indispensabile, finché non troverà un motivo per ricominciare.
C’è Bernardo che parla e per la sua amante venuto il momento della separazione,per parlare è necessario trovare un mezzo che non sarà gentile.
Ancora un mendicante che parla alle foglie d’autunno; un gioco della verità che fa dire parole vere; un padre e un figlio vivono la perdita del significato delle cose del padre, affetto da Alzheimer.
Una mancata denuncia e le sue conseguenze; un ghost writer che soffre le parole che ha speso per conto terzi; la singolare vicenda umana de “il conte” e una amicizia nell’incontro tra silenzio per scelta e sproloqui di protesta.
Tutte queste storie ci pongono una domanda:Quante volte abbiamo parlato a sproposito e quante altre avremmo dovuto o potuto tacere?
Troppo silenzio o troppo parlare sono facce opposte della stessa medaglia: l’equilibrio con se stessi o la sua ricerca.
Quel colore delle foglie in autunno, è un affresco semplice, un punto di vista, un contributo a riflettere su temi spesso erroneamente dati per scontati e per questo disattesi.
Fifteen tales linked by the word as only thread, notably of the expedience of saying, shutting up or over speaking.
Maurizio, who learnt the art of letting go, is waiting for a tiresome phone call to “bargain” over the alimony instalment.
Mario refrains from talking, if not under bare necessity, until he will find a reason to start again. Bernardo goes on talking for hours and when he leaves his lover, she kills him.
A beggar mixes up autumn leaves in the sky looking for the perfect colour. The truth game brings back through real words, a lover lost in time. A father and a son experience the loss in meaning of things for a father stricken by Alzheimer’s.
If a man would have filed a complaint, another one wouldn’t have died. A ghost writer suffers for the words he released on somebody else’s behalf.
The peculiar human affair of “The Earl” and of a friendship balancing between an elected silence and protesting rigmaroles.
How many times we talked nonsense and how many others we should or could have shut up?
These and other stories are in the tale collection, everyone purposely different in narrative style and linked by the theme of silence and word. Too much silence or too much talking are the opposite sides of the same coin. Being in harmony or looking for it.
That colour the leaves have in autumn is a simplified fresco, a point of view, a push to think about events we often and erroneously give for granted and which remain, for this reason, unheard.
Quinze récits, liés par le sujets de la parole, du mot; l’opportunité de dire, se taire, ou bien trop parler.
Les histories que vous pourrez rencontrer dans le livre,sont histoires différentes pour style et rythme,mais choisies, pensées autrement entre elles.
Elles trouvent leur fil rouge dans le sens du mot ou bien son absence.
Il y a Maurizio, qui a appris à laisser prise, attendant un coup de fil fatiguant pour discuter avec son ex femme des accords financiers.
Il y a Mario qui arrête de parler, sauf pour ce qui est absolument nécessaire, jusqu’au moment de trouver une raison pour reprendre le mot.
Il y a Bernardo, qui parle tout le temps; et pour sa maitresse, venu le moment de la séparation, pour parler, il faut trouver un moyen qui ne sera pas gentil.
Et encore :un clochard,qui parle aux feuilles de l’automne;un jeu de la vérité qui fait dire des mots vraies; un père, atteint de l’Alzhaimer et son fils qui vivent ensemble al perte du sens des mots.
Une plainte manquée et ses conséquences. ;un ghost writer souffrant en raison des mots qu’il a utilisé pour les autres;l’histoire du Comte, histoire d’amitié jouée entre le silence et le trop parler.
Toutes ces histoires nous posent une question:combien de fois nous avons parlé disant des bêtises, et combien d’autres nous aurions dû ou bien pû nous taire?
Trop de mots ou trop de silences se sont les deux cotés de la même médaille
La couleur des feuilles en automne est un fresque simple, un point de vue pour démarrer une réflexion autour d’un sujet parfois considéré prévisible et pour cela. souvent non exploité.
Disponibile anche su laFeltrinelli.it
Available also on laFeltrinelli.it
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Cometa e bugie
Lies and comet
(ilmiolibro.it, 2010)
C’è chi sostiene che eventi eccezionali come il passaggio di una cometa scombussolino equilibri emotivi già labili, senza bisogno di ulteriori spinte. A maggior ragione, se a scorrere in cielo è l’enigmatica Hale Bopp, con la sua coda bifida. È solamente una tesi, ed è priva di riscontri oggettivi scientifici. Il passaggio di Hale Bopp, nella primavera dell’anno millenovecentonovantasette, fu comunque un evento di fine millennio. Ci fu chi mentì sapendo di mentire e chi pensò di dire la verità. Chi iniziò e chi finì. Ci fu chi restò e chi andò via…. Tre bugie. …Per colpa della cometa del marzo millenovecentonovantasette. Le cose con cui fare i conti sono quelle importanti. Le cose importanti non sono mai urgenti. Ed è vero, come è vero, quel che è vero. Quando ci arrivi e ci fai i conti, fino in fondo, ci può anche stare che ti fai male.
There are supporters stating that exceptional events like a comet passing by, can shake already fragile emotional balances with no need of further pushes; even more so in case it’s the mysterious Hale Bopp with its forked tale that’s running the skies. It’s just a theory with no scientific foundation at all. But when Hale Bopp crossed the sky in the spring of nineteen ninety seven, it has been the event closing the century anyway. Someone deliberately lied, some other preferred to tell the truth. Some one began, some other finished. One staid, another went away…. Three lies… Due to the comet passing by in March nineteen ninety seven…
Things to reckon with, are the important ones. Important matters are never pressing. And it’s true, actually, what it’s true. When you get this and you face it, down to the core, it’s quite fair that it hurts.
Il y a quelqu’un qui dit que des événements extraordinaires comme le passage d’une comète, puissent bouleverser des équilibres déjà faibles,sans besoin d’autres événements. Encore plus si la comète en question est Hale Boop, énigmatique avec sa queue fourchue. Ce n’est qu’une thèse sans aucune preuve scientifique. Toutefois le passage de cette comète se fut un fait fin de millénaire. Quelqu’un alors a menti, en sachant de mentir; quelqu’un d’autre a pensé de dire la vérité. Quelqu’un commença, quelqu’un d’autre finit. Il y a eu celui qui est resté et celui qui est parti. Trois mensonges, faute de la comète du mille neuf cent quatre-vingt dix-sept. Les choses avec qui compter sont celles importantes. Les choses importantes ne sont jamais urgentes. C’est vrai comme il est vrai ce qui est vrai. Quand tu comprends cela et tu t’en rends compte peut être que tu en soit blessé.
Disponibile anche su laFeltrinelli.it
Available also on laFeltrinelli.it
E in formato ebook su
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laFeltrinelli
libreria Rizzoli
Media World
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Cinque canti di separazione
(Boopen, 2007)
Sono solo cinque racconti, tra tanti, di uscite di scena… reali o meno.
Normalità e assurdo, tragico o, involontariamente, comico… (in)consapevoli e (ir)riconosciuti ingredienti.
Tra tanti.
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Un senso alle cose
(Boopen, 2007)
(di Paolo Scatarzi e Marco Valenti)
Lettere. Scritte a mano. Alle soglie del 2000. Anche se esistono telefoni, fax, sms e posta elettronica. Invece: carta e penna. Perché l’amicizia di una vita, che rischia di rompersi, vuole parole ferme, definitive. Marcello e Luca non possono vedersi, per parlare. Hanno fatto scelte diverse; vivono lontani, e hanno litigato. Ma la loro amicizia è valore, riferimento; cardine. E rischia di schiantarsi proprio quando, alle soglie dei quaranta anni, entrambi fanno i conti con l’esistenza.
Storie; crescita; sentimenti; sconfitte; illusioni; prospettive: tutto passa al setaccio dell’anima prima o poi.
Luca: “Col senno di poi non guarisci le ferite, Marcello…”.
Marcello: “La formazione, Luca; la nostra crescita; il nostro essere diventati adulti; perché siamo fottutamente adulti, in una vita più dura di quanto immaginassimo…”.






























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