Negli anni giovanili ha lavorato in teatro con Gino Cavalieri. Ha fatto inoltre teatro classico e contemporaneo. 2006: “Lauda della scavigliazione” per la regia di Maria Elisabetta Marelli. 2007: “Malato immaginario” di Molière (regia di Gigi Torinese). 2010: “Virginia”, atto unico di G. Battarino e altri. Cinema. 2004: protagonista in “Elena e il pappagallo”, regia di Luciano Sartirana. Nel 2007 è Guido Soyack in “Madrigale” e successivamente Bertrand in “Nell’ecosistema del tacchino selvatico” (regia L. Sartirana). E’ stato inoltre autore di articoli teatrali per varie riviste del settore (Sipario, La Ribalta). Nel 1994 ha scritto il saggio “I mezzi di comunicazione di massa: antitrust e pluralismo” per il movimento Italia Democratica. Autore del romanzo “La fossa comune” (2008 – Zerounoundici Edizioni) e di racconti pubblicati in vari siti letterari. Un racconto (“Cybernauti”) compare in “Amore 2.0″ (9Muse Edizioni – 2009). L’antologia “Bassa Marea” (Historica Edizioni – 2010) contiene i racconti “L’uomo del piano di sopra” e “Senza nome”. In autunno 2010, con Eclissi Editrice, è uscito il noir “La gabbia criminale” seguito nell’ottobre 2011 da “Città contro” (Eclissi Editrice).
Alessandro Bastasi was born in Treviso in 1949. He has been performing as an actor and has been writing articles about theatre for many trade magazines. In 1994 he wrote the essay “ Mass media: Antitrust and Pluralism “ . He published two novels: “ The mass grave” ( 2008), “The criminal cage” (2010, Eclissi Edition) and “Prejudiced city” (2011, Eclissi Edition). He is present with his stories in many anthologies and literary web sites. He presently lives in Milan and is managing director of an IT area company.
*********
La storia di un uomo qualunque si intreccia con la Storia ufficiale, quella con la maiuscola, quella che ha cambiato il mondo negli ultimi 40 anni. E’ questo il filo conduttore del bel libro di Alessandro Bastasi che attraverso le vicende personali del protagonista ripercorre una parte delle più recenti vicende del nostro paese e della Russia di Eltzin. Quella del fallito colpo di stato e delle ideologie allo sbando, della lotta per la sopravvivenza e delle nuove speranze di un popolo provato, che Bastasi racconta con precisione, fornendo utili elementi per conoscere più a fondo le vicende di quegli anni che sono arrivate a noi spesso in modo incompleto o impreciso.
Un libro molto interessante e ben scritto a cui si può fare un solo “apppunto”: l’amarezza che pervade tutta la vicenda fino all’epilogo per il quale avevo sperato un esito diverso.
Il booktrailer
———————–
La gabbia criminale
The criminal cage
(Eclissi editore, 2010)
Molti anni fa in un borgo alla periferia di Treviso è stato commesso un atroce duplice delitto che ha lasciato una scia di dolore e di vergogna. Il colpevole (innocente?) è già stato da tempo processato e condannato; ma i luoghi che furono teatro degli avvenimenti non si danno pace.
Alberto, insegnante in pensione, tornato a vivere a Treviso proprio in quella casa dove aveva abitato nei suoi primi anni di vita, viene aggredito dai fantasmi del passato che gli chiedono insistentemente di trovare la vera soluzione del giallo.
Legami di sangue intrecciati di segreti rancori, ipocrisie e finto decoro, vendette politiche e sociali non ancora del tutto consumate riportano a galla atrocità commesse in un periodo storico in cui tanti delitti restavano impuniti e l’ingiustizia sollevava scarsa ribellione, costruendo intorno ai protagonisti una “gabbia criminale” dalla quale è difficile liberarsi.
La gabbia criminale è una storia corale, l’affresco di un contesto sociale appartenente a un’epoca non così lontana come sembra; i piani temporali si sovrappongono e si confondono, dando vita a un ritratto tanto accurato quanto impietoso della provincia trevigiana.
The criminal cage is a story comprising many, rebounding between present and past, the picture of a social background and of a not so far away time as it could seem. Different periods overlap and mix up offering an accurate as much as uncompassionate portrait of Treviso county. The story begins many years ago when a brutal double murder was committed in an hamlet in Treviso suburbs, leaving behind a trail of pain and shame. The culprit, claiming innocence until his death, was since long time put on trial and sentenced. Everything seems by now sunk into oblivion.
Alberto, retired teacher, moves again into the house where he lived in his early years and where he is haunted by the ghosts from the past begging him for actual solution of the mystery. Blood ties mingled with secret grudges, insincerities with fake bourgeois respectability, social and political revenges not completely carried on, drag up ferocious acts committed in a historical period where many crimes went unpunished and injustice caused little uprising. All these elements build up around the main character a criminal cage he will be able to get rid of with difficulty.
——————
Città contro
Prejudiced city
(Eclissi editore, 2011)
Un campo di immigrati, gestito da un’organizzazione religiosa sospettata di favorire il reato di clandestinità, è oggetto delle mire di imprenditori senza scrupoli, di racket criminali e di torbidi interessi politici.
La popolazione è inquieta. Ha paura di ciò che non capisce, di ciò che non sa, di ciò che è diverso: il colore della pelle, la lingua, le abitudini, le storie, la religione. In questo scenario si consuma un duplice delitto. L’intolleranza, a lungo repressa, esplode. I nuovi arrivati diventano una minaccia da allontanare subito, prima che sia troppo tardi.
La città si divide, una conflittualità latente si insinua tra gli stessi immigrati. Persino tra la procura e la polizia giudiziaria cresce l’erba maligna della contrapposizione ideologica.
Attorno ai due delitti si intrecciano rapporti umani e sentimenti, destini già scritti e scelte di vita, tanti misteri, piccole storie, come la vicenda drammatica di Modibo, l’africano del Mali col volto devastato dal fuoco.
Con il sostituto procuratore collabora Alberto Sartini, il protagonista del romanzo “La gabbia criminale”, che nel campo dei migranti insegna la lingua italiana.
Alberto, nato “alla fine della prima metà del secolo scorso”, non riesce più a riconoscersi in una società nella quale i valori in cui ha sempre creduto non hanno più cittadinanza. Sarà proprio l’incontro con i nuovi “dannati della terra” a dargli la spinta necessaria per superare un difficile momento della sua vita.
A religious organization, under suspicion of covering the crime of illegal immigration, runs a camp for immigrants that draws the attention of businessmen with no qualms, of criminal racketeers and muddy political interests. The inhabitants are uneasy. They are frightened of what they do not understand, of what they do not know, of what is different: the skin colour, incomprehensible languages, unfamiliar habits, stories, religions. In such a background a double murder is committed. Intolerance , for long time restrained, burst through. The new arrivals become a threat to be immediately averted, before it’s too late. The city splits up and also the immigrants themselves are kept by a lurking disagreement. The malignant weeds of ideological contrast creep even into the investigators, among Public Prosecution and Investigative Police. Social relations and feelings interweave around the two murders. Already written destinies and life picks, many mysterious facts, little stories where the dramatic one of Modibo, the fire wrecked face African from Mali stands out. Alberto Sartini, the Italian teacher in the immigration camp, works in team with deputy public prosecutor Giancarlo Conte. Alberto, born “ at the end of the first half of the past century” is unable to identify himself in a Society that any longer hosts the values in which he believed. In fighting side-by-side with the world castaways , he will anyway find the driving force to give a meaning to his life again.
———-
Ologrammi
(Milano Nera, 2012)
Una passeggiata sui Navigli. Una borsa acquistata per un impulso incontrollabile a un banchetto della fiera dell’antiquariato che nasconde un segreto: la fotografia di un uomo.
Un volto noto che sembra venire dal passato, si fa largo con prepotenza e s’impone al presente con la sua illusione…









Pingback: Alessandro Bastasi a La Spezia | Carta e calamaio
Pingback: Alessandro Bastasi tra i finalisti di Crime Story Slam | Carta e calamaio